giovedì, 28 dicembre 2006

Vita da Ultrà


(album “Il Migliore dei Mondi Possibili” 2002)

AL CALCIO QUANTA IMPORTANZA SI DA’
LO STADIO E' IN PICCOLO LA SOCIETA'
SETTORI CLASSI E LE DIVERSITA'
COME UNA CITTA'
CHI VA IN TRIBUNA E SI SPACCIA PER CHI
E’ BEN PIAZZATO E CONVERSA CON VIP
SIA RICCO VERO, PEZZENTE O CHISSA’
TANTO MODA FA
IN CURVA C'E'
QUELLA GENTE CHE
VERA FEDE HA
E TIFA IN QUANTITA’
VITA DA ULTRA’ VITA DA EROI
LA SQUADRA VERA SIAM SOLO NOI
VITA DA ULTRA’ VITA DA EROI
LA SQUADRA VERA SIAM SOLO NOI
SENTIRSI UNITI A CANTARE DI PIU'
COREOGRAFIE STUDIATE VAN SU’
STRISCIONI BELLI CHE SEMBRANO QUADRI
SIAMO ARTISTI NOI
LA NOSTRA REGOLA E’ SOLO LEALTA'
CHI E’ INFAME O LAMA FUTURO NON HA
LO SBIRRO ESALTA LE SUE QUALITA’
SOLO CONTRO NOI
CONTRO GLI ULTRA’
CHE EFFICIENZA HA
LA LEGALITA'
CHI CI DIFFIDERA’?
VITA DA ULTRA’ VITA DA EROI
LA SQUADRA VERA SIAM SOLO NOI
VITA DA ULTRA’ VITA DA EROI
LA SQUADRA VERA SIAM SOLO NOI
MILIARDI SPESI PER BROCCHI CHE MAI
DARANNO TUTTO QUANTO DIAMO NOI
E CHI E’ PADRONE DELLE SOCIETA'.
QUESTO BEN LO SA
I PENNIVENDOLI SCRIVON DI NOI
SON MORALISTI PIU’ FALSI CHE MAI
DA MERCENARI SI VENDONO A CHI
PAGHERA’ DI PIU'
FENOMENI ?
FUORICLASSE NOI
MAGLIE CON IL CUOR
CHE SEMPRE BATTERA’
VITA DA ULTRA’ VITA DA EROI
LA SQUADRA VERA SIAM SOLO NOI

Mentalità da strada


(album “Sempre” 2005)

MENTALITA’
CHE COSA SARA’?
NASCERE CRESCERE E VIVERE IN STRADA
CAMBIA L’ETA’?
MA NON LA REALTA’
CHI NON VUOL PERDERE NON PUO’ CAMBIARE
VIVERE LIBERI
MENTALITA’
E’ QUELLA CHE MAI
TI FARA’ DIRE CHE TANTO E’ LO STESSO
QUELLO CHE SEI
E’ QUELLO CHE VUOI
TUTTA LA LIBERTA’ DI ESSER TE STESSO
VIVERE LIBERI
LA MENTALITA’ DA STRADA
E’ LA MENTALITA’ DA STRADA
PER NOI
MENTALITA’
SI PRENDE E SI DA
SEGUI LE REGOLE GIUSTE E MAI SCRITTE
SOLO LEALTA’
E NIENTE VILTA’
SENZA MAI PIANGERE PAGA CHI SBAGLIA
VIVERE LIBERI
MENTALITA’
VALORE CHE MAI
SI POTRA’ VENDERE E NEANCHE COMPRARE
VIVI COSI’
NON DEVI SPIEGAR
E LO FAI SENZA MAI CHIEDER PERMESSO
VIVERE LIBERI
LA MENTALITA’ DA STRADA
E’ LA MENTALITA' DA STRADA
PER NOI
QUALI SON LE LEGGI?
QUALI SON LE AUTORITA’?
DARE E AVER RISPETTO
E’ LA LIBERTA’
MENTALITA’
IN OGNI CITTA’
C’E’ CHI ALLO STADIO CI VIVE DAVVERO
UOMINI IN BLU
PERSEGUITANO
CHI NON E’ SCHIAVO DI QUESTO SISTEMA
VIVERE LIBERI
LA MENTALITA’ DA STRADA
E’ LA MENTALITA’ DA STRADA
E’ LA MENTALITA’ DA STRADA
E’ LA MENTALITA’ DA STRADA
PER NOI.

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giovedì, 21 dicembre 2006
Ho notato che se al mattino ti senti schifosamente mentre la sera sprizzi progetti e sogni, sei davvero un poco di buono.Lo star male il mattino e bene la sera è sintomo sicuro che sei un poco di buono.

SE invece è il contrario, cioè se al mattino sei tutto pimpante e in preda alle speranze, mentre la sera ti senti spossato, è sicuro che sei una carogna, un affarista, una mediocrità.
MI fa schifo uno così, non so a voi, ma a me fa proprio schifo.

Certo, c'è anche chi si sente bene al mattino e alla sera, e gioisce per il sorgere del sole e per il tramonto pure. Bè, uno così è semplicemente un farabutto,uno che fa schifo solo a parlarne. A quello, poi, che si sente male sia al mattino sia alla sera,non so proprio cosa dire,si tratta proprio dell'ultimo rifiuto della società, di un coglione. (V. Erofeev)
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martedì, 19 dicembre 2006
...
..... Dice il maestro al guerriero, quando lo vede depresso:
  "Tu non sei quello che sembri nei momenti di tristezza. sei molto di più.
Mentre tanti sono partiti, per motivi che non comprenderemo mai, tu sei ancora qui. Perchè mai Dio si è portato via uomini così incredibili, e ha lasciato te?
In questo momento, milioni di uomini hanno già rinunciato. Non si infastidiscono, non piangono, non fanno più niente. Si limitano ad aspettare che il tempo passi. Hanno perduto la capacità di reagire.
"Tu però sei triste. E ciò dimostra che la tua anima è ancora viva"...
Paulo Coelho
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lunedì, 18 dicembre 2006
Questo è un post  "musicale", voglio infatti elencare qui le canzoni che ascolto di piu sperando di essere di ispirazione per qualcuno......
Per ogni canzone indico titolo artista e eventuale album
  1. Mad World - Gary Jules - Colonna sonora del film "Donnie Darko"(la canzone della pubblicita dell'Xbox)
  2. Mio fratello è figlio unico - Rino Gaetano
  3. Flower of Filastin  - Al mukawama - Al Mukawama
  4. La gente Povera  - Sud Sound System - Lontano
  5. Quelli che benpensano - Frankie Hi-NRG MC - La morte dei miracoli
  6. Figli della stessa rabbia - Banda Bassotti - Figli della stessa rabbia
  7. Min Irhabi - Dam (gruppo palestinese)
  8. Assassin de la police - NTM  - Colonna sonora del film "L'odio"
  9. Piazza Alimonda - Francesco Guccini - Ritratti
  10. Giù la testa - Ennio Morricone - clonna sonora del film "Giù la testa"
................buon ascolto
postato da: fuoridallamassa alle ore 16:06 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 13 dicembre 2006


Se c'è una cosa che odio è proprio il fatto che il Natale sia oramai solo una festa puramente consumistica. una corsa affannata e frenetica all'acquisto, che decade nel fine a se stesso in molti casi. Per non parlare dell'opulenza che regna sovrana sulle nostre tavole, ipocritamente noncurante di chi vive nell'indigenza tutto l'anno per colpe sicuramente non sue.
Non vedo niente da festeggiare, proprio niente.
Una frase domina i miei pensieri attualmente, la frase finale del film "l'odio":
"la società precipita, ma mentre cade dice 100 metri....fin qui tutto bene....50 metri...fin qui tutto bene....l'importante non è la caduta, ma l'atterraggio....".
Gioiamo di sto cazzo di Natale, aprendo allegramente gli occhi davanti a chi come noi "sta bene", ma distogliendo velocemente lo sguardo di fronte a ciò che ci dà noia, che è scomodo, che marca l'ingiustizia della realtà quotidiana.
postato da: fuoridallamassa alle ore 10:04 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 12 dicembre 2006

L'ODIO
(LA HAINE)

CAST TECNICO ARTISTICO

Regia: Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura: Mathieu Kassovitz
Fotografia: Pierre Aim
Montaggio: Mathieu Kassovitz,
Scott Stevenson
Suono: Vincent Tulli
Prodotto da: Christophe Rossignon
(Francia, 1995)
Durata: 95'
Distribuzione cinematografica: MIKADO
Distribuzione Home video: MONDADORI VIDEO

Intervista a Mathieu Kassovitz

D: Come le è venuta l'idea del film?

K: Tre anni fa, c'è stato un episodio grave a Parigi: un ragazzo di periferia fu ucciso dalla polizia. Questo fatto mi ha molto colpito e ho pensato che meritasse di essere raccontato in un film; ho scritto il soggetto e l'ho proposto ad un produttore con il quale avevo già lavorato fin dai miei cortometraggi; trovare i soldi non è stato semplice, dato il soggetto e il fatto che il film doveva essere in bianco e nero.

D: Come le è venuta l'idea di realizzare il film in bianco e nero?
K: Non è stata un'idea iniziale; è venuta a mano a mano che scrivevo a sceneggiatura; ci siamo resi conto che la storia si costruiva in modo tale da richiamere il bianco e nero.

D: Come ha scelto gli attori?
K: Li conoscevo già da alcuni anni, siamo amici. Mi piace, quando lavoro ad un progetto, poterlo pensare assieme ad attori che già conosco: Said era una fonte continua di ispirazione, Hubert aveva già lavorato con me nel mio film precedente, "Metisse", Vincent è un'attore già affermato che mi attirava l'idea di fargli interpretare un personaggio molto diverso da quello che è nella vita.

D: I dialoghi del film sono in "verlan" (un tipico dialetto parigino, che consiste nel pronunciare le parole al contrario); erano già molto scritti nella sceneggiatura oppure sono stati improvvisati sul set?
K: Ottanta per cento dei dialoghi erano nella sceneggiatura, che era una sceneggiatura molto scritta; ma sono stati in gran parte rielaborati con gli attori nella fase di preparazione; con gli attori abbiamo iniziato a lavorare sei mesi prima delle riprese; ci vedevamo ogni giorno mentre io scrivevo la sceneggiatura e ne parlavamo; ho cercato di scrivere la sceneggiatura in modo tale da renderla il più leggibile possibile, in modo da rendere naturale una certa improvvisazione sul set; non si tratta di dialoghi alla Shakespeare, non volevo che si sentisse la "recitazione", volevo che apparissero vivi, naturali e che gli attori potessero appropriarsene liberamente.

V: (Vincent Cassel, attore): Non so come siano venuti i sottotitoli o la versione doppiata, ma il francese parlato nel film è un francese molto particolare, molto poco elegante, quello che si parla nella vita di tutti i giorni in quell'ambiente; non potevamo scrivere una sceneggiatura in quel modo direttamente, perchè nessuno avrebbe dato i soldi per dei dialoghi scritti così male; Mathieu ha quindi scritto dei dialoghi leggibili, ad uso dei produttori, poi noi ci abbiamo lavorato sopra; nelle periferie, si usa parlare un dialetto particolare che viene chiamato "il verlan", e che consiste nel rovesciare tutte le parole; si parla male; abbiamo frequentato un pò le periferie per imparare le "finezze" di questo linguaggio; ma se la sceneggiatura fosse ststa tutta scritta con i dialoghi che appaiono nel film, sarebbe stata troppo lunga, dato che nel film si parla sempre e sensa sosta.

D: La descrizione così particolareggiara di questo ambiente delle "banlieus" è frutto di una ricerca approfondita?
K: Said e Hubert sono nati e cresciuti in un quartiere come quello; io e Vincent siamo invece parigini; ma da tempo siamo stati portati a interessarci e a conoscere questo ambiente perchè ci interessiamo da sempre di musica "Rap", e quel tipo di musica, anni fà, era fatto da gente che venia da quei quartieri; è frequentandoli che abbiamo imparato a conoscere quella realtà; poi ci siamo adattati al quartiere dove abbiamo girato, ma non abbiamo fatto uno "stage" vero e proprio. Ogni borgata a Parigi, è diversa dall'altra, quella in cui abbiamo girato a caratterstiche che non sono per forza generali.

D: L'attualità degli attenati a Parigi rende ancora più attuale il suo film...
K: Il film non ha nulla a che vedere con quello che succede oggi a Parigi, ne con la rivolta a Mururoa; noi ci siamo occupati del rapporto tra i giovani e la polizia cercando di capire come sia possibile oggi che nlla periferia un giovane si sveglia tranquillo la mattina e vine ucciso la stessa sera da un poliziotto.

D: Avete avuto dei problemi con i giovani della borgata in cui avete girato, quali sono stati i rapporti con il quartiere?
K: Ci sono stai un pò di problemi all'inizio, per la diffidenza che i media hanno generato nei giovani di periferia; la televisione in Francia ha fatto dei disastri nel modo in cui ha coperto le notizie sui disordini in periferia, sempre alla ricerca della violenza per fare degli scoop; abbiamo dovuto convincerli che il nostro film non aveva nulla a che fare con i media dell'informazione.

V.C.: Ci siamo sforzati di fare di questa storia un vero film di cinema e non un documentario; un film dove ci si commuove, dove si ride, dove ci si appassiona, ecc...; questo implica inevitabilmente una deformazione del reale, ma nel cinema bisogna trovare un compromesso tra quello che è interessante e quello che è veridico; questo fa si che possiamo essere accusati di aver fatto un film troppo violento, o troppo poco violento...

K: Anche se il film fosse stato fatto in uno stile documentaristico, sarebbe inevitabilmente diverso dalla realtà, come avviene sempre con la finzione cinematografica.

S. (SAID): Non bisogna dimenticare che la vita e le abitudini cambiano da periferia a periferia; i codici di base, il linguaggio, sono gli stessi, ma tutto il resto cambia.

D.: Non teme di suscitare l'odio invece di risolverlo, facendo un film così pessimista?
K: Quando si fa un film, si pongono delle domande, non risolvono i problemi; io faccio cinema, non politica; tocca a voi trovare le risposte che il film può suscitare. Sono venuto qui per parlare del film, non per parlare della situazione politica in Francia. Ho difficoltà ad esprimermi dialetticamente su questi problemi; ho impiegato due anni a fare questo film, e tutto quello che avevo da dire, l'ho detto nel film; non c'è quindi nulla che possa aggiungere ora. Tutto sta nel film. Un film è un film, e rimane tale; se si vuole fare la politica o la rivoluzione, bisogna avere il coraggio di prendere le armi, non fare cinema; se un film riesce, oltre a divertire, a far prendere coscienza aloo spettatore di certe cose, tanto meglio. Cerchiamo di fare un film per divertire, mettendoci delle idee, una coscienza politica, ma un film non provocherà mai una rivoluzione; e credo che sia molto pericoloso di chiedere a gente di spettacolo quello che pensano della politica; sono gli ultimi a cui fare queste domande; se nelle loro canzoni o nei loro film, mettono il loro pensiero, tanto meglio; ma non sono in grado di dare risposte politiche; quello è il lavoro dei politici. Nessuno è uscito dal cinema, dopo aver visto "La haine", con l'intento di voler sparare ad un poliziotto; e se può accadere, è solo perchè lo aveva già deciso e ha trovato nel film un alibi. Quando è stato ucciso il ragazzo algerino, nessuno si è mosso: c'erano solo trecento persone a manifestare per la strada; invece, sono andati a vedere il film in due milioni; e se la gente si fa commuovere di più dal cinema che dalla realtà, vuol dire che preferisce il "confort" alla rivoluzione. Non bisogna sopravvalutare il cinema: rimane un "entertainment" e basta; il cinema è un'industria, non un'arte.

Vi segnalo anche un altro link dove leggere una recensione del film:

www.overgame.it/dvd_l_odio.htm

postato da: fuoridallamassa alle ore 10:27 | Permalink | commenti
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venerdì, 08 dicembre 2006


Stamani mattina mi son svegliato con questa canzone in testa....forse sarà perchè a volte davvero si desiderano pensieri superficiali...

stringimi madre
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l'amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida

senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
ma si
ma si
ma si
ma si

passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai

e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy

voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy
postato da: fuoridallamassa alle ore 12:14 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 06 dicembre 2006
E' di oggi la notizia che su famiglia cristiana il direttore, don Antonio Sciortino, abbia preso posizione  addirittura sul "piercing" definendolo  "una forma di violenza" .
A motivazione di cio ha affermato che  "a ogni credente è affidato il compito di onorare in modo degno l'integrità del suo corpo come se fosse un tempio".
La domanda che mi nasce spontanea è il perchè di queste  affermazioni e di questi giudizi su un argomento come il piercing che non ha niente a che vedere con la religione.
La chiesa avrebbe altri argomenti su cui porre la propria attenzione a cominciare dai vari preti accusati di abusi sessuali che troppo spesso rimangono impuniti e nascosti.
A mio modesto avviso finche la chiesa continuerà (e temo che lo farà per sempre) a interferire sulla politica e la vita degli italiani questo paese non andrà da nessuna parte.......
postato da: fuoridallamassa alle ore 20:43 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 06 dicembre 2006


Ma mi viene da pensare....


Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone?

Chamfort, Nicolas "Massime e pensieri"

postato da: fuoridallamassa alle ore 20:04 | Permalink | commenti
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mercoledì, 06 dicembre 2006


Non é felice chi non pensa di esserlo. (P. Siro)

postato da: fuoridallamassa alle ore 19:49 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 06 dicembre 2006
La miglior vacanza fatta finora....
Un luogo nel quale dimenticare se stessi....
un'isola per isolarsi da quello che non si vuol vedere....anche se solo per un attimo....



e questa canzone secondo me rappresenta appieno quelle atmosfere.....

Pacifico - Dal giardino tropicale

Le barche sulla sabbia sparse alla rinfusa
svogliate e capovolte al sole,
sul fianco il nome di una donna caro al pescatore
E legno a scarti a schegge a miniature
I pali con l'acqua alla vita
E nodi chiodi ammaccature
E la ruggine
ustiona le ancore e i pontili
sceglie il ferro come compagnia
scioglie il ferro e un po' ne porta via ...

Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare
e finalmente ho un cielo in testa in cui guardare
e dovunque mi giri stelle
e forse una di quelle
si fa cercare,
si fa indicare da te
Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal buio
e finalmente ho un cielo in testa in cui cadere
e dovunque mi volti stelle
e forse una di quelle
ti sta a guardare
perpendicolare a te

Un cane attraversa la strada,
costole in vista e bruciature,
passa senza guardare,
e gli alberi al mio passaggio a sventagliare
E la giostra..
Draghi e mostri marini
sotto un telo di plastica grigia
bisbigliano come bambini tra le lenzuola
E la ruggine
gratta le ancore e i pontili
sceglie il ferro come compagnia
scioglie il ferro e un po' ne porta via
spoglia il ferro ...

Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare
e finalmente ho un cielo in testa in cui guardare
e dovunque mi giri stelle
e forse una di quelle
si fa cercare,
si fa indicare da te
Scrivo da questa spiaggia annerita dal buio
e finalmente ho un cielo in testa in cui cadere
e dovunque mi volti stelle
e forse una di quelle
ti sta a guardare
perpendicolare a te
postato da: fuoridallamassa alle ore 17:36 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 06 dicembre 2006
Mi sembra giusto e doveroso ricordare un gruppo ultrà che ha fatto la storia del movimento italiano e, al momento della sua chiusura, si è creato uno spartiacque incolmabile....



COMUNICATO

Non abbiamo voluto scrivere un comunicato in merito alla vicenda di milan juve perchè in queste occasioni non siamo soliti rispondere con questi mezzi ed anche questa volta non faremo alcuna comunicazione sui fatti, ci limitiamo solo a dire che un'esposizione di parte e di comodo puo' arrivare a far presupporre anche la piu' ignobile delle infamie, pur di accreditarsi una posizione di vantaggio, ma un'accusa ha bisogno di riscontri oggettivi e pertinenti, non puo' essere ambigua od evasiva perchè altrimenti è delazione.

Questa storia ha posto in evidenza punti di vista ormai inconciliabili all'interno della nostra curva e dopo avere discusso e riscontrato divergenze incolmabili ed insanabili, siamo giunti all'amara ma orgogliosa decisione di scioglierci e chiudere così la meravigliosa avventura della Fossa dei Leoni.

Non è nostra intenzione utilizzare questo comunicato per difenderci dalle accuse mosseci, perchè siamo certi che chi ha avuto l'onore di conoscere o di scontrarsi con la Fossa dei Leoni non puo' nemmeno immaginare che qualcuno possa
essersi reso responsabile di cio che ci viene addebitato.

Per 37 anni tutti i ragazzi che hanno fatto parte della Fossa dei Leoni hanno condiviso con essa
i valori e lo spirito dei fondatori, li hanno portati avanti con passione, con dedizione ed una
convinzione ineguagliabile, per tutte le generazioni succedutesi e mantenendo tra esse un filo conduttore
senza interruzioni di sorta.

Queste sono state le nostre fortune, le nostre forze e le nostre conquiste e tutti noi anche oggi,
in un giorno che mai avremmo immaginato, dobbiamo essere felici, orgogliosi e fieri d' avervi
fatto parte, perchè oggi finisce la storia della Fossa dei Leoni ma rimangono vivi
e saldi dentro ciascuno di noi quei valori e quello spirito che sempre ci hanno contraddistinto.



Grazie a tutti.

Fossa dei Leoni


postato da: fuoridallamassa alle ore 14:55 | Permalink | commenti (9)
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mercoledì, 06 dicembre 2006


Provo ad affrontare concisamente il sottotitolo del Blog....
lo spunto viene da uno striscione degli ultras livornesi delle BAL, quando si schierarono in maniera antagonista e sfrontata nei confronti dell'atteggiamento ipocrita della stragrande maggioranza delle curve italiane in occasione della vicenda di nassirya, curve che in alcuni casi arrivarono addirittura a commemorare con l'esposizione di 19 tricolori in transenna i suddetti morti sul lavoro (la curva interista), salvo poi la domenica dopo ricominciare con i soliti slogans triti e ritriti come "ACAB" (all cops are bastards) e i vari cori contro le forze dell'ordine.
Questo motto mi son sentito di applicarlo nella vita di tutti i giorni, ma sopratutto nel mio modo di pensare.
Sì, purtroppo mi trovo a dire che, nonostante tutti i buoni propositi del mondo, non posso essere sempre e comunque fuori dall'ipocrisia, in quanto in una socieà completamente pervasa dalla logica dell'interesse e del compromesso (cardini reali del concetto ideale di ipocrisia) se uno deve perlomeno viverci, a vari compromessi è costretto a scendere, volente o nolente: mondo del lavoro, relazioni interpersonali (anche con gli amici, ebbene sì!), vita familiare.
La logica del compromesso per adesso la sta avendo vinta nella società moderna.....mentre l'anti-ipocrisia è solo un fulmine a ciel sereno.....quando capita.....e se capita......
postato da: fuoridallamassa alle ore 12:30 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 05 dicembre 2006


Parlare, parlare, parlare.
uno dei problemi che affliggono il mondo del linguaggio è che chi comunica un messaggio (il mittente) deve sempre e comunque considerare che lo fa in un determinato contesto (una situazione esterna al soggetto che potrebbe essere un luogo ma anche una dimensione culturale nella quale si inserisce il messaggio comunicato) e lo indirizza a una determinata persona (il destinatario) che a sua volta potrebbe avere (e nella maggior parte dei casi è così) un bagaglio culturale e intepretativo differente da quello del mittente.
il significato del messaggio deriva quindi da questi 3 elementi che si intersecano inevitabilmente fra di loro: mittente + contesto + destinatario.
quando l'interazione si realizza sullo stesso piano comunicativo (cioè una condivisione realmente comprensiva del messaggio da parte del destinatario) il messaggio arriverà correttamente a destinazione.
ma questo la maggior parte delle volte non succede, perchè sono indefinibili le variabili che vanno a inficiare la "purezza" del messaggio stesso. da ciò si arriva a desumere che il significato reale del messaggio non esiste e non esisterà mai di per se stesso, ma risulterà sempre una combinazione non completamente controllabile dei 3 elementi suddetti.
postato da: fuoridallamassa alle ore 17:16 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 05 dicembre 2006

L 'essenza
della perfetta amicizia
sta nel rivelarsi profondamente
all 'altro, abbandonare ogni riserva
e mostrarsi per ciò che si è
veramente.


~
R.Benson

postato da: fuoridallamassa alle ore 12:46 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 05 dicembre 2006
Questo è il monologo che il protagonista del film di Spike Lee, la 25ima ora, Edward Norton fa davanti allo specchio di un bagno
E' un fiume in piena che si scaglia contro tutto e contro tutti, ma che alla fine capisce che la colpa è solo sua...........

Si vaffanculo anche tu,
affanculo io?
vacci tu, tu e tutta questa merda di citta e di chi ci abita

in culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle

in culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina

in culo ai Sick e ai  i Pachistani che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti puzzano di curry da tutti  i pori mi mandano in paranoia le narici.....aspiranti terroristi e rallentate cazzo!!

in culo ai ragazzi di Chelsea con il torace depilato e i bicipiti pompati che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul gay channel!

in culo ai bottegai coreani con le loro piramidi di frutta troppo cara con i loro fiori avvolti nella plastica sono qui da dieci anni e non sanno ancora mettere due parole insieme

in culo ai russi di bryton beach mafiosi e violenti seduti nei bar a sorseggiare il loro the con una zolletta di zucchero tra i denti rubano imbrogliano e cospirano.....tornatevene da dove cazzo siete venuti!!

in culo agli ebrei ortodossi che vanno su e giu per la 47ima nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere i diamanti del Sudafrica dell'apartheid!

In culo agli agenti di borsa di wall street che pensano di essere i padroni dell'universo quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas Gordon Gekko  e pensano a nuovi modi per  derubare la povera gente che lavora.......... sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire  per tutta la vita.
E bush e cheney non sapevano niente di quel casino? ma fatemi il cazzo di piacere!!

in culo alla Tyco alla incon alla delfia alla Warco

in culo ai portoricani 20 in una macchina e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale e non fatemi parlare di quei pipponi dei dominicani a loro confronto i portoricani sono proprio dei fenomeni

in culo agli italiani di Benson Grist(??) con i loro capelli impomatati le loro tute di nylon le loro medagliette di sant'antonio che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Jambi sperando in un audizione per i Soprano!!

in culo le signore dell upper east side con i loro foulard di hermes e i loro carciofi di Balducci da 50 dollari con le loro faccie pompate di silicone truccate laccate e liftate  non riuscite a ingannare nessuno  vecchie befane!!

in culo ai negri di harlem non passano mai la palla nn vogliono giocare in difesa fanno cinque pasi per arrivare sotto canestro poi si girano e danno la colpa al razismo dei bianchi...... la schiavitù è finita 137 anni fa e muovete le chiappe è ora!!!

in culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con 41 proiettili nascosti dietro il loro muro di omerta....avete tradito la nostra fiducia!!!

in culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti in culo alla chiesa che li protegge non liberandoci dal male e dato che ci siamo ci metto anche gesu cristo, se l'è cavata con poco un giorno sulla croce un week end all'inferno e poi gli hallelujah degli angeli per il resto dell'eternità provi a passare 7 anni nel carcere di otisville
 
in culo a Osama Bin Laden a Al Queda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo in nome delle migliaglia di innocenti assassinati vi auguro di passare il resto dell'etrnita con le vostre 72 puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno........stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa baciate le mie nobili palle irlandesi!!

in culo a Jacob Elinsky lamentoso e scontento

in culo a Francis slowtery il mio migliore amico che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza

in culo a Naturelle Riviera le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena mi ha venduto alla polizia... maledetta puttana

in culo a mio padre con il suo insanabile dolore che beve acqua minerale dietro il banco del suo bar vendendo whiskey ai pompieri e inneggiando ai Bronx Bombers

In culo a questa città e a chi ci abita dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho dai palazzoni Alphabet City alle case di pietra di Park Slow a a quelle a due piani di Staten Island che un terremoto la faccia crollare che gli incendi la distruggano che bruci fino a diventare cenere e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi!!

no in culo a te Montgomery Brogan avevi tutto e l'hai buttato via brutto testa di cazzo!!!!!

la venticinquesima ora
postato da: fuoridallamassa alle ore 12:32 | Permalink | commenti
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martedì, 05 dicembre 2006
Da un blog molto interessante ("finchè ghe n'è", sempre su splinder) traggo questo articolo molto interessante...




Livia Turco: «Migliaia di giovani non devono finire in carcere o essere vittime di un procedimento penale per uno spinello»
ROMA - Sale da 500 a 1.000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo detenibile ad uso esclusivamente personale. Lo ha deciso, di concerto con il ministro della Giustizia e sentito il ministero della Solidarietà sociale, un decreto del ministro della Salute Livia Turco. «In attesa del provvedimento di riforma della legge Fini-Giovanardi, che resta nostro obiettivo modificare profondamente come previsto dal programma di Governo - precisa in una nota la responsabile della sanità italiana - ho ritenuto di intervenire per far sì che migliaia di giovani non debbano varcare le soglie del carcere o essere vittime di un procedimento penale per aver fumato uno spinello, come sta purtroppo avvenendo ora a seguito della legge del centro destra».
SANZIONI AMMINISTRATIVE - Pertanto i cittadini che saranno trovati in possesso di quantitativi di cannabis al di sotto del nuovo limite di 1.000 milligrammi, «potranno essere oggetto solo di sanzioni amministrative - si legge nella nota del ministero - senza incorrere nelle presunzione di spaccio e nei provvedimenti punitivi che, in base alla legge Fini-Giovanardi, potevano arrivare fino all'arresto e al carcere per quantitativi realisticamente ascrivibili ad un uso personale». Il nuovo valore soglia contenuto nel decreto emanato «deriva dalla moltiplicazione per 40, anzichè per 20 come previsto dalla vecchia tabella varata dal precedente Governo, della "dose media singola" che è pari a 25 milligrammi. Secondo l'attuale legge sulla droga - ricorda il ministero della Salute - per "dose media singola si intende la quantità di principio attivo per singola assunzione idonea a produrre in un soggetto tollerante e dipendente un effetto stupefacente e psicotropo»
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martedì, 05 dicembre 2006
Storia del principale gruppo ultrà del Livorno, scioltosi 2 anni fa...



1) Nascita e storia delle B.A.L.

Le B.A.L. (Brigate Autonome Livornesi) nascono ufficialmente nei primi mesi del 1999 in seguito alla travagliata decisione di sciogliere tutti i gruppi esistenti per unire le forze e centralizzare il potere decisionale per organizzarsi meglio; in realtà i componenti dei gruppi che le generarono (Magenta, Fedayn, Sbandati, Gruppo Autonomo) si conoscevano molto bene, e l’unica cosa che li differenziava era la scelta dovuta al quartiere di nascita o le amicizie che i singoli frequentavano .

Questa “illogica” differenziazione generava “scazzi” inutili: i Livornesi sono dei “testoni” per natura, se ne metti 100 in 5 gruppi otterrai 5 posizioni differenti e nessuna decisione “collettiva”; se li metti tutti nella solita barca otterrai, magari dopo giorni di discussioni ,una decisione unitaria e un grande senso di appartenenza.

Quando la nostra generazione è entrata in curva (‘90- ‘91) era il caos totale, l’anarchia assoluta; 30 anni di C e 3 fallimenti avevano generato una situazione grottesca e priva di punti di riferimento, i “vecchi” erano stufi, chi aveva mollato, chi si era “bruciato”, altri (pochi) continuavano a tenere banco per tornaconti personali; alcuni dei primi sono rientrati in pista tra le nostre fila e questo ci ha sorpreso e inorgoglito; gli ultimi hanno rifiutato “ovviamente” la nostra idea di unirsi (ultras 76) e ne hanno rimediato una bella pedata nel culo, sono finiti in sud fino a che non sono stati cacciati pure da li.

L’unico gruppo che per anni ci ha affiancato è stato il North Kaos: la mitologia curvaiola vuole che questi fosse un gruppo di destra, ma l’unica infiltrazione fascista debellata negli ultimi anni è stato un gruppo chiamato LEGIONE nel ‘93-’94, scoperti vicini al M.S.F.T andato in fiamme insieme alla sua sede (M.S.F.T. Livorno) poco dopo la sua nascita; in realtà i NK erano totalmente differenti da noi nel modo di concepire il tifo e il rapporto politica/stadio, nonostante diversi di loro venissero alle manifestazioni con noi; noi partimmo con un idea politica ben marcata, e concedere un’ alternativa priva di contenuti politici (più abbordabile) è servita anche a misurarsi con noi stessi e con la città.

All’inizio tutti ci dicevano “tutti insieme nello stesso gruppo? Noi non ci staremo mai...”: eccoci qui,qualcuno si è ricreduto, qualcuno non è ancora convinto (per presa di posizione), altri testimoniano il nostro progresso con tanta invidia;credi, per la mentalità di questa gente,nel nostro piccolo è stata una rivoluzione.

2) Nell’ambito di un attacco generalizzato nei confronti di chi si pone in termini di scontro con la classe al potere la repressione assume le forme che di volta in volta ritiene più adeguate. Negli utlimi mesi sono sempre più frequenti episodi in cui alla tifoseria di sinistra engono applicati gli stessi articoli che colpiscono chi si mmobilita nelle piazze. Potresti fare una panoramica di questa analogia?

Questo è il fulcro principale della nostra teoria sul rapporto politica/stadio in resistenza ultras, per uno stato che incentra il suo attacco repressivo in seguito ad una campagna di criminalizzazione degli stereotipi; non c’è niente di meglio che avere di fronte un mucchio di persone unite “solo dalla voglia di fare casino” anziché combattere dei ribelli sempre pronti a rivendicare le proprie azioni con un carattere politico cosciente, iniziare a concepire la curva ed il calcio come espressioni popolari della “domenica”del proletario e quindi anche come luogo di sviluppo di idee anticapitaliste e antifasciste; significa anche cominciare a combattere quella logica che ha voluto generare il business capitalistico che purtroppo lo gestisce.

Il fatto poi che in questi ambiti si sollevino lotte proletarie e si generino nemici della classe dominante fa si che in entrambi i campi (manifestazioni politiche e sportive) rendano interscambiabili le azioni repressive di uno stato dedito alla lotta al comunismo e al contropotere in generale, facendo sì che gli uni servano da “palestre” per gli altri.

3) Quali sono gli episodi repressivi più significativi che vi hanno riguardato?

Tanti, e a dire il vero abbiamo perso il conto, anche perché la repressione in una città di 180 000 abitanti si respira giorno per giorno. Livorno non è Roma ne’ Milano ma a paragone di queste ci sono un numero di diffide emanate (circa 200) che dimostrano quanto l’attenzione della città sia incentrata sull’agire di un gruppo di ragazzi auto organizzati come noi anziché pensare ai molti, troppi, omicidi irrisolti (una decina).

In questi anni abbiamo notato come la nostra onnipresenza nella vita politica e non della città,abbia preoccupato gli apparati della repressione borghese fino al punto di portare ogni “militante” del nostro gruppo ad essere accompagnato ad ogni processo da una “relazione” dei G.I.P. che certifica l’appartenenza al gruppo “estremistico” delle B. A. L., anche in processi che non riguardassero lo stadio, facendo sì che un pugno in una rissa per viabilità ti porti a 30 giorni di isolamento, o questa o quella scazzottata da bar a 4 mesi di carcere.

Una volta all’indomani del g8 (dove eravamo in tanti) scoppiarono degli scontri con degli pseudo napoletani giunti sotto la Nord, in realtà sbirri in borghese, in quella occasione denunciammo il fatto che lo sbirro in questione aveva (prima di essere inseguito da mezza curva) estratto una pistola “gratuitamente” in faccia a dei ragazzini; nonostante avesse lui ovviamente dichiarato di non averlo mai fatto, trovammo (una manna dal cielo) una foto casuale che ritraeva l’episodio, marciammo per il centro della città dove obbligammo il questore a venirla a ritirare di fronte a tutti i media.

Prima accusarono un fotomontaggio, poi il deposito del negativo da un noto “avvocato” ne certificò la genuinità, ottenemmo la tacita scarcerazione di un compagno indagato per rissa da mesi in carcere come dire «state buoni», del resto non abbiamo mai avuto risposta.

Con la triestina esponemmo uno striscione a favore delle Foibe mentre quelli che poi sono diventati «vittime» esponevano e cantavano «me ne frego» durante il minuto di silenzio che ricordava il giocatore di colore Majele: il risultato è stato un putiferio incredibile, dopo decine di anni in cui negli stadi italiani non si inneggia all’olocausto e al terzo reich, il presidente della repubblica e tutta la sinistra istituzionale si schierarono verso la nostra condanna, pagine e pagine di giornali, a Livorno addirittura un morto sul lavoro passò in secondo piano.

Il risultato è stato decine di denunce a chi era ritratto sopra lo striscione (esposto 90 minuti) visto che leggi in merito non ce n’erano; ai malcapitati hanno appioppato una legge generata ma mai sfruttata per i nazi, cosi quei compagni si sono ritrovati una denuncia e diffida per esposizione di uno striscione Xenofobo (?). In seguito come logico sono state annullate, ma il fatto assurdo è che è stato fatto per fare «patta e pari» con le denuncie di tentata ricostituzione del partito fascista annullate ai triestini… A Trieste da 2 anni non riusciamo, senza motivo, ad assistere alla partita, quest’anno hanno fermato 2 pullman (110 ragazzi), li hanno identificati e perquisiti (con esito negativo) per furto; il risultato, 110 denunce e diffide per furti e danneggiamenti mai appurati.

Questa finirà come molte altre volte, i procedimenti penali verranno magari archiviati perché le indagini rivelano l’assurdità dei fatti, la diffida (atto amministrativo) rimarrà comunque per 2 o 3 anni nei quali ogni volta che gioca il Livorno (amichevoli comprese) bisogna recarsi 2 volte in questura a firmare .

4) A livello di controllo telefonico, telematico e non solo, cosa avete potuto riscontrare nei vostri confronti?

Abbiamo come tutti una “squadra tifosi” che ci segue, senza il benestare della quale spesso non si riesce ad organizzare niente; come avviene in ogni città “calda”, questo rapporto di forza è a volte aggirabile e a volte meno. In questa o quella trasferta devi mangiare la foglia e chiedere i permessi per i treni speciali, in altre siamo irreperibili fino alla domenica mattina dove partiamo alla spicciolata e fuori dai controlli ma non sempre è possibile.

I telefoni friggono come quelli di molti altri compagni del movimento, il sito è continuamente monitorato ma come abbiamo detto nell’ultimo comunicato se la repressione borghese porge tanta attenzione nei nostri confronti significa che qualcosa di buono l’abbiamo fatto...

Riscontri? In alcuni processi, che tutto riguardavano meno che lo stadio, ci siamo visti tirare fuori filmati, articoli di giornali, e registrazioni di manifestazioni o partite, il P.M. chiedeva agli indagati (come se ci combinasse qualcosa) se eravamo militanti del gruppo o meno...

D’altronde con tutto il tempo che perdono qualcosa faranno pure loro.

5) E’ emersa la volontà di creare un “Fronte di Resistenza Ultras” contro la repressione, cercando di superare le divergenze di natura strettamente calcistica. Credete che questo movimento si potrà estendere ulteriormente, comprendendo tutte le tifoserie con affinità politica?

Si, o almeno questa era la nostra idea.

Poi abbiamo fatto i conti con l’ipocrisia di alcune tifoserie con le quali non siamo riusciti a “sfondare” i termini dell’antirazzismo, che per noi è sinonimo di antifascismo militante, ma intraprendere questa scelta in curva significa anche ridurre le forze, non a caso per molte tifoserie reputate di sinistra è più importante il colore sociale dell’ideologia politica magari perché proprio quegli abili picchiatori che difendono il gruppo, tutto sono tranne che compagni, ma vanno in curva assiduamente e fanno molto comodo o addirittura sono più importanti dei compagni stessi.

Pensa, molte di queste curve ci hanno accusato di rovinare il movimento, solo perché le scelte che abbiamo intrapreso ed invitato ad intraprendere non erano alla loro portata.

Non a caso abbiamo avuto molti consensi nei piccoli gruppi di compagni che stanno nelle curve storicamente a destra, che sono e devono restare «anonimi sostenitori», mentre in quelle rosse che col tempo si sono «scolorite» non abbiamo ottenuto neanche il confronto, questo testimonia la pericolosità della tattica dei fasci che quando sono i minoranza inneggiano all’unità dei colori sociali, al campanilismo sfrenato, ma una volta che prendono il sopravvento non concedono spazi e come noto si aiutano l’uno con l’altro viaggiando spesso in trasferta insieme (vedi scontri Roma - Brescia, tra i romanisti molti laziali per scopi politici).

Questo progetto era volutamente «out out» perché non voleva essere il solito progetto cometa che proponeva ma non concludeva, parlava chiaramente di eliminazione collettiva dei fasci dalle nostre curve; quando abbiamo parlato di non belligeranza tra compagni qualcuno ha arricciolato il naso; adesso tra noi Ternani e Anconetani, nonostante un tempo non corresse buon sangue, è nato un bellissimo rapporto di reciproco rispetto e di intesa politica; quando abbiamo sfilato insieme in manifestazione i più hanno detto «guarda quelli…». Ora, a distanza di poco, questi elementi per combattere la repressione hanno sfilato insieme ai fasci di mezza Italia.

Pensa te un compagno che trova dei campi in comune ad un fascio per combattere la repressione… Ci sono curve che si accontentano di collezionare iniziative a sfondo politico di bella facciata, , dirette e interpretate dai centri sociali del posto, il tutto per tentare di rimanere ancorate a quello che non sono più, o forse non sono mai state, e magari la domenica attaccano i «compagni» assieme ai fasci con cui sono cresciuti.

6) Cosa significa per voi fare politica allo stadio?

Significa tutto, significa dare un carattere cosciente al gruppo, nei limiti che il confuso ambiente curvaiolo ti permette e nei vantaggi che l’attenzione che l’Italia pone nei confronti del calcio ti concede.

Da quando in città sono sbucati fuori miriadi di «bimbetti» che indossano maglie con stemmi e immagini che neanche i vecchi comunisti stessi pensavano di rivedere, immagini della rivoluzione russa, cubana, del P.C. clandestino degli anni 20, che scrivono sui muri «viva Stalin» e «non un passo indietro», qualcuno ci ha accusato di plagio; e pensare che magari uno di questi è il figlio di uno sbirro, o di un assessore che da anni ci da la caccia ci ha fatto pensare alla disgrazia che possiamo rappresentare per questi personaggi abituati sempre a vincere.

Abbiamo risvegliato una città in letargo, corrosa e immobilizzata dallo strapotere della borghesia di sinistra che tutto vuole tranne che ricordare che cos’è il comunismo; per noi la valutazione di 150 di storia del movimento comunista è e deve essere positiva, questi signoroni del popolo amano sventolare i simboli di una storia che non gli appartiene.

Tante volte ci hanno bollato come gli «stalinisti», in curva nord, nelle B.A..L. ci sono ragazzi provenienti da varie aree antagoniste, non si mangia nessuno, e si rispetta tutti, molti di noi, quasi tutti, rifiutano il «revisionismo» che oltre che infangare la memoria di numerosi compagni come Lenin, Stalin, Mao, Castro e tra un po’ Guevara, distorce la storia ingoiando passo dopo passo anche il ricordo della resistenza antifascista.

Tanti di noi sentono l’esigenza di un vero partito comunista, privo di tabù e dei legami parlamentaristi che nel corso degli anni hanno fatto stabilire alla borghesia e non ai comunisti stessi cosa per essi era legittimo o meno; altri neanche si pongono il problema e guardano al lato sociale delle iniziative realizzate (fondi terremotati, emergency…). Noi cerchiamo sempre di rendere accessibile anche la lettura a tutti, tramite i banchetti di testi e giornali in curva, poi se questo è il plagio ben venga: in altre curve si insegna a picchiare i negri… Hanno monopolizzato l’istruzione, i media e ogni passo che muove questa società si muove verso l’assimilazione del concetto in/out, dentro i canoni sei civile, al di fuori sei un «estremista». Ma lo stadio devono ancora conquistarselo, da anni ci provano ma non ci riescono: almeno fino a che uno solo di noi sarà ancora in libertà i «padroni» di Livorno dovranno fare i conti con i nostri ideali.

Molti compagni snobbano le curve e il calcio come molti Ultras fanno con gli ambienti politici di movimento, questa è una grossa limitazione con la quale purtroppo abbiamo spesso fatto i conti, nessuno deve precludersi nessun campo di sviluppo di idee di lotta; se il calcio è in mano al capitalismo è l’ora di combatterlo non di abbandonarlo, se la politica e il movimento sono pieni di arrivisti è il momento di combattere per cambiarlo.

Dopo i fatti dei «disobbedienti» di Livorno abbiamo attirato simpatie quante antipatie, qualche rapporto con le aree politiche locali (P.r.C. in primis) si è interrotto ma noi non dobbiamo rendere conto a nessuno, tanto meno a chi si sente costretto a prendere le distanze per scopi elettorali imperati dalle esigenze opportuniste delle segreterie nazionali. Queste non sono logiche «comuniste» ma di marketing parlamentarista; tanti, molti compagni ci hanno testimoniato la propria solidarietà, dalle aree più inimmaginabili, stufi anch’essi dell’egemonia che questi figliotti di papà hanno instaurato; a Genova sembrava avessero comprato i diritti televisivi della manifestazione.

In ogni manifestazione a cui abbiamo partecipato da quel momento, arrivavano voci che avevamo aggredito questo o quel compagno dei loro, che eravamo responsabili di questi o quei danneggiamenti, anche quando non centravamo niente o addirittura non c’eravamo nemmeno.

Chissà da chi provenivano e a cosa servivano queste fughe di notizie… Hanno provato a cacciarci da una assemblea pubblica che riguardava iniziative che si sarebbero svolte nella nostra città (blocchi portuali) alle quali poi tra l’altro non hanno neanche partecipato, ci hanno accusato di averli aggrediti in 100 con caschi mazze e spranghe di ferro nonostante l’unico refertato avesse una sbucciatura alla gamba, sfruttando l’attenzione degli sbirri e dei media che dicono di combattere. Poi parlano di repressione e criminalizzazione....

Dicono spesso di sentirsi vicini agli studenti di piazza Tien a Men, e il comunismo eretico di Trotsky, (da una loro intervista), vorrà dire che noi faremo i carri armati e gli agenti dell’NKVD….


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lunedì, 04 dicembre 2006
 Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere - e non far partecipare nessun altro - nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro : niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici, guardali : stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole s'arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno: spendono, spandono e sono quel che hanno...

Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...

.. e come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri : quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono : parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo.. Sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero - boom! - Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom..

Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica - mani ipocrite - mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano - si scandalizzano - Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che da loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera..
postato da: fuoridallamassa alle ore 19:38 | Permalink | commenti
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lunedì, 04 dicembre 2006
Una canzone di Frankie hi Nrg Mc rappresenta appieno la società italiana, le sue ipocrisie, le sue contraddizioni, quel superificialismo pervadente che permette all'oligarchia politica del nostro Paesello (di qualunque colore essa sia)  di mantenere se stessa nei posti di potere, a discapito del popolo che continua a vivere nella miseria (sociale e culturale) in cui è tristemente confinato (pur non essendo esso stesso libero da colpe).

Aspettando tempi migliori.....


postato da: fuoridallamassa alle ore 19:36 | Permalink | commenti
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