martedì, 27 febbraio 2007
da www.repubblica.it

Due colate di lava scendono verso il mare da un paio di nuove bocche a quota 600 metri
Gli esperti temono il ripetersi dell'onda anomala del 2002 che provocò feriti e ingenti danni

Stromboli, si risveglia il vulcano
Protezione civile: "Allontanatevi dalla costa"

Scattato il piano d'emergenza anche nelle isole di Panarea e Lipari. Mobilitati traghetti e aliscafi


<B>Stromboli, si risveglia il vulcano<br>Protezione civile: "Allontanatevi dalla costa"</B>

La Capitaneria di Porto controlla dal mare l'attività del vulcano

ROMA - Due bocche eruttive si sono aperte sul vulcano Stromboli. Una colata di lava ha già raggiunto il mare e un'altra scende da quota 600 verso il mare ripercorrendo la strada seguita dalla devastante colata di cinque anni fa. La Protezione civile ha fatto scattare il piano d'emergenza. Sono suonate le sirene che annunciano il pericolo. Le popolazioni dell'isola e quelle di Panarea e Lipari sono state invitate ad allontanarsi dalla costa. Si teme il collasso nel mare di una parete del vulcano e ripertersi di un'onda anomala com'è capitato alla fine del 2002. Gli aliscafi e i traghetti attraccati a Stromboli sono a disposizione della popolazione, alcune centinaia di persone, che volessero allontanarsi dall'isola. Due traghetti sono stati dirottati al largo di Stromboli per intervenire in caso di necessità mentre, per precauzione, un paio di petroliere sono state fatte allontanare dagli ormeggi a Milazzo.

Già da qualche giorno il vulcano aveva mandato segnali di "risveglio". L'attività esplosiva è improvvisamente aumentata e si sono aperte un paio di nuove bocche sulla Sciara del fuoco, il fianco del vulcano dal quale il 30 dicembre del 2002 si verificò il crollo in mare di un gigantesco costone di pietra lavica che sollevò un'onda anomala responsabile di alcuni feriti e di ingenti danni sulle Isole Eolie.

A Stromboli sono già operativi i sistemi di rilevamento dell'Istituto nazionale di vulcanologia e della Protezione civile, e altri esperti in queste ore stanno viaggiando diretti verso l'isola. La Protezione civile continua a ripetere che la situazione è sotto controllo; il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Ingv, Enzo Boschi, è convinto che al momento "non ci sono indicazioni di grandi frane che potrebbero dare eventualmente origine a maremoti", ma anche a Panarea, per la prima volta da quando sono state installate nel 2002, sono suonate le sirene per l'emergenza e l'aria è satura della cenere del vulcano trasportata dal vento.

Il ricordo di quella notte di cinque anni fa è ancora nitido nella memoria della gente che abita a Stromboli. La sera del 30 dicembre crollarono nel mare "almeno 40-50 milioni di metri cubi di roccia lavica". Secondo recenti calcoli del vulcanologo Enzo Boschi, presidente dell'Ingv, "solo 10 milioni di metri cubi scivolarono dalla Sciara del Fuoco mentre il resto sarebbe franato nei fondali del vulcano". Due grandi onde, a distanza di pochi secondi l'una dall'altra, colpirono un paio di paesi dell'isola provocando alcuni feriti e molti danni. Proprio in questi giorni, i tecnici del Laboratorio di ricerca del Dipartimento di ingegneria delle acqua del politecnico di Bari hanno ripetuto in vasca il fenomeno accaduto a Stromboli nel 2002. Decine di strumenti hanno registrato la dinamica delle onde originate dalla frana in mare. I dati ottenuti dall'esperimento contribuiranno a mettere a punto un sistema di allarme per eventuali maremoti che dovessero interessare le coste italiane.

(27 febbraio 2007)
postato da: fuoridallamassa alle ore 17:45 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 20 febbraio 2007
Sabato ho colto al volo l'occasione di andare a Vicenza per la manifestazione contro l'ampliamento della base USA. E' stata un' esperienza indimenticabile: si avvertiva nell'aria quel senso di partecipazione attiva, di dissenso palese verso un paese (per la nostra Italia non mi sento più di chiamarla Nazione, nè con la N maiuscola nè con quella minuscola, ma un vero e proprio "paese" con la p minuscola) che non esprime più la volontà di essere col popolo e per il popolo, ma che si limita a mantenere intoccabili i posti di potere dell'oligarchia politica, accomodandosi agli interessi del potente di turno (in questo caso gli USA). E' stata violata la nostra sovranità nazionale (il caso del rapimento dell'Imam di Milano) e il governo italiano non ha battuto ciglio; stiamo diventando la portaerei per le missioni di guerra degli USA, e i vari governi che si sono succeduti hanno sempre chinato la testa e aperto le chiappe alla superpotenza americana.
Ma sabato l'Italia viva, attiva, che non ci sta a subire passivamente quello che un governo senza identità e responsabilità politica sta facendo (almeno in politica estera) si è ribellata, e ha mostrato a tutto il resto del paese che vive a "pane e grande fratello" che c'è ancora chi vuole tradurre il dissenso in azione.
E a chi, gufando apertamente sperava con tutto il cuore in disordini degli "straccioni dissidenti", ha perso, ed era in tv a mangiarsi le unghie con tanto di muso lungo.

Oggi più di ieri, no all'imperialismo guerrafondaio degli U$A!

NO BU$H! ( e se  lo dice anche lei....)



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domenica, 18 febbraio 2007
Morino è il soprannome con cui è conosciuto un vecchio signore fiorentino, che ha un circolino ARCI nelle campagne vicino a Firenze. Il circolo si trova in un posto molto rilassante, immerso nel verde di Vincigliata, dove d'Estate erano solite ritrovarsi le persone che cercano un luogo fresco, silenzioso, dove chiaccherare in libertà con gli amici, quelli veri, davanti a un buon bicchiere di vino rosso prodotto dallo stesso Morino...
Questo è un estratto della e-mail che mi ha mandato un carissimo amico, descrivendomi la situazione attuale in cui si trova il circolo e il nostro vecchietto...

stamani ero a fare un giro e sono passato da Morino per curiosità, guarda un pò... l'ho incontrato... è ancora vivo, grazie a Dio, è in gran forma ma è tanto triste...
 
Brutte notizie... sembra che ancora e per il momento il circolo non riaprirà... il circolo appartiene a diversi soci del dopo guerra, molti ormai deceduti ed i pochi rimasti NON hano intenzione di tirare fuori una lira, per i lavori di ristrutturazione... che bastardi!!!
Se non trovano quei soldi forse il locale di Morino non riaprirà mai più...
 
Mi piange il cuore... è stato bello però parlare con lui... non era più il Morino di una volta pimpante e divertente, era triste e poi portava degli occhiali da sole, neri ed orripilanti, quasi in senso di lutto... è stato triste...
 
Ho fatto un pò da portavoce e gli ho fatto i complimenti per il locale, per le bellissime domeniche passate da lui ed in compagnia di lui a bere, mangiare e scherzare e a parlare anche di donne... gli ho detto anche che ci manca e che speriamo presto che il locale riapra... Mi ha ringraziato per le sincere parole dicendomi "Grazie di Cuore, Grazie per la visita"...

Morino non mollare!

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venerdì, 16 febbraio 2007


Le ultime parole del film "Trainspotting" ...

"..scegliete un lavoro, la famiglia, lavatrici, automobili, apriscatole elettrici e un cazzo di televisore col maxischermo.
E poi una domenica chiedetevi chi cazzo siete e perché avete scelto di marcire..."


parole che mettono a nudo una cruda domanda esistenziale:

vivere o lasciarsi vivere?
postato da: fuoridallamassa alle ore 15:24 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 16 febbraio 2007


Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...e quindi...


Nanni Moretti ... Caro Diario
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lunedì, 12 febbraio 2007

  • art. 18: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione
  • art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere
Oggi mi domando....saranno ancora validi questi articoli?
postato da: fuoridallamassa alle ore 11:16 | Permalink | commenti (10)
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giovedì, 08 febbraio 2007
Povere le mie amate isole....rovinate dal capitalismo di bieca gente forzitaliotaidiota......



La norma varata dall´Ars che consentiva la realizzazione degli alberghi col patto territoriale era stata bocciata dal commissario dello Stato

Eolie, nuovo allarme cemento

All´esame del consiglio urbanistica la deroga per costruire 15 hotel
 
Rieccolo, l´allarme cemento che due anni fa fece accendere i riflettori sulle isole Eolie. All´ordine del giorno della seduta del consiglio regionale per l´urbanistica, in programma oggi, c´è una deroga al piano paesistico dell´arcipelago che consentirebbe la realizzazione di 15 alberghi sul mare. Il programma di iniziative all´esame del Cru fa parte del patto territoriale delle Eolie, e riporta pregiate griffe: fra le società che hanno presentato i progetti di hotel, villaggi, residence, c´è la Framon di Pietro Franza (proprietario del Messina Calcio), la Conti (che intende realizzare quattro strutture), Filippino (stesso titolare di uno dei più noti ristoranti di Lipari). Le altre iniziative sono state presentate dalle società Corallo, Edilcasa, La Sciara, Oriente, Marina Corta, Geo Terme Vulcano, Same, Gennaro Leone e Pajno.
I progetti sono stati approvati dal Comune di Lipari il 10 marzo del 2005 - con il solo voto dei consiglieri di centrodestra, 14 su 20 - e sono poi passati al vaglio della Soprintendenza di Messina, che non ha espresso però alcun parere. Ora l´esame da parte dell´organismo che fa capo all´assessorato regionale al Territorio: la richiesta di parere figura al punto numero 12 dell´ordine del giorno firmato dal dirigente generale Giuseppe Libassi e dall´assessore Rossana Interlandi.
Ieri è scattata la denuncia da parte di Legambiente: «Ancora una volta - dice Gianfranco Zanna, responsabile per i beni culturali dell´associazione - si attenta alle isole Eolie con un nuovo tentativo di cementificazione. Più volte abbiamo bloccato il tentativo di deturpare l´arcipelago». Zanna sottolinea che non è possibile andare in deroga al Piano paesistico e annuncia che «Legambiente non abbasserà la guardia» a difesa dei vincoli paesaggistici dell´arcipelago: la deroga votata dal consiglio comunale prevede la realizzazione di insediamenti turistici e alberghieri in alcuni casi entro i 150 metri dalla battigia, zona dichiarata di inedificabilità assoluta da una legge regionale.
Tutte le iniziative fanno parte del Patto territoriale delle Eolie, il medesimo progetto al quale facevano capo otto alberghi, approvato definitivamente dall´Ars, che nell´ottobre del 2004 suscitò una lunga battaglia politica culminata in uno scontro nella maggioranza (per la contrarietà dell´ex assessore Fabio Granata) e nella presa di posizione contraria dell´Unesco, degli ambientalisti e dell´allora ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. La norma fu bocciata dal commissario dello Stato Gianfranco Romagnoli, che in quell´occasione usò parole molto dure nei confronti del legislatore regionale: «Le disposizioni della manovra - scrisse in quell´occasione Romagnoli - violano il principio costituzionale che tutela il territorio, creando un irreparabile nocumento all´ambiente. E a poco valse, in quell´occasione, la previsione di una conferenza di servizi chiamata a esprimersi sui progetti: anch´essa finita sotto la censura del commissario dello Stato.
Il Patto territoriale, per la sua particolare fisionomia di progetto speciale, prevede espressamente che insediamenti edilizi realizzati dai privati per rivitalizzare l´economia del territorio, possano superare i vincoli urbanistici e paesaggistici. «Siamo ancora a una fase iniziale - spiegò il sindaco di Lipari, il forzista Mariano Bruno, all´indomani dell´approvazione della delibera - perché sulle deroghe proposte dovrà esprimersi la Regione. Noi, come amministrazione comunale, abbiamo preferito approvare i progetti così come erano stati presentati dagli imprenditori, altrimenti avremmo perso i finanziamenti dallo Stato. Se ci saranno aggiustamenti da fare, si potranno fare in corso d´opera». Il centrosinistra eoliano, da tempo, insiste invece sulla necessità di rimodulare l´intero Patto territoriale.
Ora lo scontro si sposta alla Regione, dove la denuncia di Legambiente è accompagnata dalla perplessità con cui il dipartimento dei Beni Culturali, guidato dall´ex dirigente del Territorio Nino Scimemi, guarda alla deroga che va al voto del consiglio regionale per l´urbanistica.
(30 novembre 2006)

da www.repubblica.it
 
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giovedì, 08 febbraio 2007
l'ipocrisia della società italiana...
credono che il male supremo siano gli ultras...
e invece sono i figli di papà che si picchiano a sangue per strada fuori dai loro locali alto borghesi...
i loro figli "bene"...



Viaggio tra le bande di giovani che si affrontano dopo la discoteca: "Papà e mamma non sanno nulla"

I ragazzi delle notti prese a calci
"È bello, e odiamo la polizia"

Davide Carlucci
Uno di loro confessa "Ho solo 18 anni, ma ne ho fatte tante tra le botte e la droga"
 
Lui è già un uomo vissuto. «Ho solo diciott´anni ma ti assicuro che ne ho già fatte tante». Sbronze memorabili: «Negroni, Long Island, Red Bull e Vodka». Droghe: «Canne, pillole, ma da settembre sono maggiorenne e ci ho dato un taglio». E qualche allegra scazzottata qua e là per i locali di Milano. Ora però che ha una mascella rotta e una denuncia per rissa, conquistata lunedì sera sul campo tra viale Monte Grappa, davanti al Luminal, e via Rosales, Sandro il veterano si lecca le ferite in casa, nel suo palazzotto austero nei paraggi di via della Moscova. Il padre ingegnere, il nonno ciclista al Tour de France del ‘48 vinto da Gino Bartali, lui che oltre a tentare di finire il Liceo scientifico gioca a calcio e insegna a palleggiare ai bambini.
L´altra sera, però, a calci hanno preso lui: calci in faccia. «Con le Timberland. Lo scriva che ero a terra, svenuto». E il padre, furioso: «Lui è la vittima, non c´entra niente con questa storia delle bande che girano a provocare risse per la città. Si è preso due pedate in faccia e ora dev´essere operato, punto e basta».
Innocente, vittima, colpito, dice, nel tentativo nobile di difendere un amico. Per Lele - uno dei ragazzi della rissa - è in queste occasioni che si pesano le persone: «Una volta ho fatto a botte e il mio miglior amico non ha mosso un dito. Da allora, chiuso». Doveva essere uno che si fa i fatti suoi, come il fratello venticinquenne di Sandro, che a un certo punto dice: «Ci vorrebbe più pace nel mondo». «Lui è più tranquillo di me - specifica il fratellino - io non me le tengo». Bisogna difendersi. «In questa città girano bande di idioti, non puoi far finta di niente. L´altro giorno hanno menato in venti un amico mio. E anch´io, lo ammetto, adesso ho un po´ paura, la voglia di ballare m´è passata».
Ma i liceali delle risse si meravigliano di tanto clamore. «Sarà per la storia del poliziotto morto a Catania che ci tampinano così?», si domanda sorpreso Sandro. Lele, invece, figlio di un imprenditore agricolo del Lodigiano, gioca a fare il duro. «Quando arrivano i poliziotti, non so perché, ti viene più voglia. Boh, sarà perché ti bloccano. Ci scateniamo di più». Magro, un metro e sessanta, non fa tanta impressione. «Faccio culturismo e Thai boxe. No, guardi: non mi conosce». Non si tira indietro, all´occorrenza, neanche Pippo, con il suo Ktm arancione, amicizie tra i rampolli dell´altissima finanza milanese. «È una questione di orgoglio. Ci sono troppi buffoncelli montati che girano per la città. E non puoi stare a guardare». Poi c´è Andrea, padre commercialista. «Non ha il figlio che avrebbe voluto, me lo dice sempre». Hanno tutti il giubbotto stile militare Woolrich o Northface. Bevono come dannati. «Qualche volta ci facciamo anche un giro di bamba, di cocaina». Ma si sentono già perseguitati dagli sbirri. «L´intervento violento e repressivo della polizia fa degenerare tutto. L´altra sera, davanti ai Magazzini Generali, hanno tirato fuori i manganelli, le pistole. Sembrano impazziti». Un vigile urbano però offre un´altra punto di vista: «Piazzatevi davanti a una discoteca, la sera, può essere molto istruttivo. Giocano a spaccare bottiglie per terra, provocano, si spingono. Non proprio degli agnellini».
E gli insegnanti, i genitori? «Loro non sanno niente», dice Lele. La mamma di Lorenzo, uno dei due ragazzi che lunedì sera festeggiavano il compleanno, tiene a dire che no, non sono assenti. «Io quella sera sono rimasta fino all´ultimo. Ho visto due ragazzi che correvano verso una strada all´angolo e non ho capito bene cosa stesse succedendo. Poi ho visto arrivare la polizia locale e mi sono resa conto. Siamo rimasti molto delusi: era un party così bello, la gente ancora mi ringrazia». È dispiaciuta che la festa «sia diventata una "case history" - dice proprio così - per una problematica che certo, esiste in tutta la città. Mi si è aperto un mondo. Ma come si fa a prevederle, queste cose?». E poi, non si dica che è stata la rissa della Milano bene. «Era un ambiente trasversale. E poi ormai anche i panettieri sono amministratori delegati di grandi aziende…». Alla fine, però, concede: «È vero a Milano si lavora molto ed è difficile star dietro i nostri figli dopo i sedici anni…».
Le mamme. Lasciano i figli a qualche isolato dalle discoteche perché «non vogliono essere visti accompagnati da noi». E dei loro ragazzi sono anche capaci di dire, come fa una giornalista: «Ma di che dementi sono madre? Di due che si stracannano dalla mattina alla sera e non hanno valori. Convinti che tutto sia loro dovuto. Non riescono a finire le superiori, perché sono stati bocciati, e già parlano di Bocconi. Nella testa hanno il denaro facile, le apparenze. Non mi meraviglio che girino queste bande di pirla». Niente di nuovo, però. «Anni fa i vandali distrussero la casa di Vecchioni. L´hanno fatto anche gli amici di mio figlio».
(08 febbraio 2007)

da www.repubblica.it
 
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mercoledì, 07 febbraio 2007
Per chi ancora vive di "liberi pensieri", non omologato alla lobotomizzazione di "quelli che benpensano", mi fa piacere segnalarvi questo sito:

www.senzasoste.it

Periodico livornese di controinformazione

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mercoledì, 07 febbraio 2007
a Voi i commenti...

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martedì, 06 febbraio 2007
sempre da repubblica.it

CALCIO, MASTELLA: FENOMENO ULTRA' CANCRO DA ESTIRPARE

Le società devono recidere i legami con i gruppi ultrà. Lo ha detto il Ministro della Giustizia Clemente Mastella commentando i tragici fatti di Catania: ''Il fenomeno degli ultrà è un cancro che va estirpato una volta per sempre. Costi quel che costi - ha detto Mastella -. Dobbiamo salvare il mondo del calcio, ma, soprattutto, dobbiamo impedire che frange di delinquenti di questo tipo continuino a nascondersi fra gli spalti degli stadi, usando la patente di tifosi per farla da padroni su tutto il territorio nazionale'
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martedì, 06 febbraio 2007
da repubblica.it

 12:35       Polemica sulle parole di Caruso

Polemiche sulle dichiarazioni del parlamentare di Rc Francesco Caruso. In un'intervista al Corriere della sera il deputato (ex leader no global) dice: "La polizia è poco addestrata, sa solo manganellare nel mucchio. La morte di un agente vale come quella di un ultrà". Frasi che provocano attacchi e critiche sia dentro che fuori la maggioranza. "Portarlo in Parlamento è stata una scelta demenziale" dice Luca Volontè dell'Udc.
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martedì, 06 febbraio 2007
Sono molto preso dalle vicende di Catania - Palermo....e continuo a seguire con grande interesse quanto Lorenzo (webmaster e famoso legale degli ultras italiani, specie di quelli romani) scrive sul suo sito, www.asromaultras.org. Leggetevi in special modo le news di oggi, 6 Febbraio 2007.

leggete su www.asromaultras.org/updates.htm
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lunedì, 05 febbraio 2007
Si sente spesso parlare di controinformazione...molto spesso a sproposito, come quando la presunta controinformazione segue logiche di interesse, del tutto simili a quelle della logica del potere.

Ho invece il piacere di vedere come ancora oggi si riesca a fare della vera controinformazione, su questo sito, sempre riguardo ai fatti di Catania:

http://www.asromaultras.org/updates.htm

Buona lettura e meditate gente...meditate cazzo!
postato da: fuoridallamassa alle ore 10:50 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 05 febbraio 2007
I Boys Parma 1977 hanno emesso un comunicato (condivisibile o meno) sul loro sito riguardo ai fatti di Catania.
Volevo riportare solo una frase del comunicato in questione, a mio avviso molto significativa della realtà italiana.

"Volere la verità in un Paese abituato alla menzogna è un desiderio rivoluzionario. Volere la verità, qualunque essa sia, è un desiderio inusitato."

Il comunicato per intero potete leggerlo cliccando su questo link:


www.boysparma1977.it/ultras/voce/0607/ultras_liberi_nv_0607_18x.php

postato da: fuoridallamassa alle ore 10:34 | Permalink | commenti (1)
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