martedì, 24 aprile 2007
Volevo soffermarmi un attimo su un argomento che è molto d’attualità in questo periodo: la destinazione del TFR, il trattamento di fine rapporto.
Fino ad ora, il tfr si configurava come una sorta di “premio” per la conclusione della vita lavorativa di una persona: oltre alla pensione, più che meritata in 35 anni di lavoro, veniva data una vera e propria “liquidazione”, il trattamento di fine rapporto, che magari consentiva di soddisfare qualche “desiderio” da poteri godere durante il periodo della pensione.

Adesso i tempi sono cambiati ma, come al solito, chi detiene il potere politico-istituzionale nel nostro paese ci vuol far passare questa modifica del tfr come un qualcosa che va a tutelare il “futuro” del cittadino italiano, ma purtroppo non è assolutamente così: siamo di fronte all’ennesima presa per i fondelli del cittadino che paga, paga, versa, versa, ma alla fine non gli ritorna nulla in tasca.

Il tfr, invece che essere un premio di fine attività lavorativa, viene fatto diventare il vero e proprio sostituto della pensione. Il giochetto è questo: dal momento che le pensioni diventeranno un miraggio e (sempre se ci saranno ancora) saranno ridotte a una minima parte dello stipendio (circa il 30% o poco più), l’italiano medio non riuscirà sicuramente a campare decentemente con 300 euro al mese, e quindi cosa è venuto in mente ai genialoidi che ci governano? Ma trasformiamo il tfr! Invece che come premio, lo facciamo diventare la pensione! Il cittadino lo versa ai fondi appositi, si fa fregare con la solita tassazione furtiva un bel gruzzoletto di soldi, e alla fine della sua vita lavorativa, voilà, la sua pensione misera e sufficiente a malapena per fare la spesa 2 volte al mese, viene compensata (almeno si pensa….) dall’ex tfr!

Ma tanto..chi se ne frega… andando in pensione a quasi 70 anni lo Stato non le dovrà pagare che per pochi anni, il cittadino farà presto a morire…basterà che metta piede nelle “funzionalissime” strutture ospedaliero-mortuarie italiane!

Ancora complimenti a chi ci governa: loro non avranno mai di questi pensieri…stipendi da 30.000 € al mese, baby pensioni (sarebbe meglio dire “neonat – pensions”), tutti i privilegi di questo mondo…

e io ... li pago!


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mercoledì, 18 aprile 2007

matarrese...lega italiana....ma quanto ci speravate....avete voluto estirpare il "cancro" degli ultras per prendervi tutti i miliardi che vi sarebbero arrivati per euro 2012....e metterveli nelle vostre sporche, luride, colluse tasche....


ma già eravate un pochino preoccupati....... 26 marzo 2007......

Matarrese: vogliamo Euro 2012

Iniziativa di Blatter pro Polonia-Ucraina mi preoccupa







Antonio Matarrese vuole che l'Europeo 2012 venga assegnato all'Italia. "Dobbiamo andare a Cardiff con una federazione solida", dichiara. Il presidente della Lega Calcio si dichiara "molto preoccupato" dall'iniziativa del presidente della Fifa Sepp Blatter che nei giorni scorsi aveva affermato di essere favorevole alla candidatura di Polonia e Ucraina per l'organizzazione di Euro 2012.


E oggi........


DELUSIONE ITALIA, EUROPEI 2012 A UCRAINA/POLONIA  - CARDIFF - Delegazione italiana sgomenta di fronte alla bocciatura da parte dell'Uefa della candidatura a Euro 2012. Dopo l'annuncio da parte di Michel Platini che saranno Polonia e Ucraina a ospitare il torneo, nella sala della City Hall della citta' gallese il ministro dello sport, Giovanna Melandri, una delle sostenitrici piu' tenaci della candidatura italiana, non ha trattenuto le lacrime. "Ora siamo davvero indipendenti, questa fiducia dell'Uefa ce lo conferma": sono le prime parole pronunciate da Grygory Surkis, rappresentante ucraino nell'Uefa, dopo l'assegnazione di Euro 2012 alla candidatura congiunta di Polonia e Ucraina.


A tutti quelli che ci speravano...

A tutti quelli che li avrebbero organizzati...

A tutti gli ultra$ mod€derni che, colludendo con i nemici degli ultras veri, avrebbero mangiato soldi sulla pelle dei tifosi anche in questa occasione....

A tutti quelli che hanno lavorato per distruggere gli ultras....guardate qui.....


e... una bella risata alla faccia vostra!!!!!!!!!!!!!!!!!!

AHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHA

HHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA

HAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHA

HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHA

AAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAH

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 dimenticavo un pensierino anche per voi.....


ora non ridi più....

Giovanna Melandri, una delle sostenitrici più tenaci della candidatura italiana, si è messa le mani sul volto: «Che amarezza» ha detto a caldo... in lacrime il ministro Melandri.... (www.corriere.it)

il ministro Amato....mi sa che ha appena visto i risultati dell'elezione di Polonia e Ucraina.....

ehi tu....ma non dovevamo vederci più?


paese che vai... europei che non trovi!

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martedì, 10 aprile 2007

L'ultras non ha un nome per il mondo esterno, solo gli amici lo conoscono.

L'ultras non ha volto, spesso un cappuccio gli copre la testa, una sciarpa la bocca.

L'ultras non si veste in modo normale, non segue le mode, boccia le novita`. Quando sale su un treno, cammina su un marciapiede anche se non ha vessilli della propria squadra, lo riconosci. L'ultras attacca se attaccato, aiuta nel bisogno.

L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpa o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7.

L'ultras veterano da l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano.

L'ultras giovane e` fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti. Quando la gente guarda un ultras non lo capisce, e lui non vuole essere capito dalla gente, non da` spiegazioni sul suo modo di essere.

Ogni ultras e` diverso, c'e` quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'e` quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per se.

Gli ultras sono diversi ma li unisce l'amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul treno che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella citta` avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta, quella canna offerta nello scompartimento e ridata in curva, li unisce quella litigata sull'esterno sinistro panchinaro fatta nella penombra di un treno notturno, li unisce quello sguardo, li unisce la mentalita`. Le cose che ci uniscono, contemporaneamente ci dividono dal mondo esterno, ci allontanano da genitori preoccupati, da mogli, figli e fidanzate, da zii scandalizzati, da colleghi di lavoro, da compagni di classe impauriti e da professori disgustati.

L'ultras e` l'eccezione alla regola, e` l'inaspettato che ti sorprende, e` la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca.

L'ultras e` anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte.

L'ultras non e` violenza gratuita, e` la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura, dalla repressione, e dagli ultra$ mod€erni, collusi e affaristi.

L'ultras e` questo e molto altro, altri sentimenti non rinchiudibili in parole, incombrensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo e entrare nella realta` fredda e piovosa.

 

E ADESSO...

... barriere ...

... tornelli ...

... e curve spoglie ...

... addio ULTRAS ...

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martedì, 03 aprile 2007


Ho già scritto un post sul blog in passato…ma mi sono venute in mente altre riflessioni e le scrivo qui, come sempre.

Secondo me le cose potranno andare in tre modi, e non sono nemmeno sicuro che uno dei tre sia davvero percorribile.

Da un lato i gruppi grandi delle curve delle città più grosse, scenderanno a compromessi in maniera completa sia con chi gestisce l'ordine pubblico, sia con le varie società di calcio. Ultras radiocomandati, accomodanti in tutto e per tutto, purchè chi comanda gli lasci continuare il loro lavoro da veri e propri capitali$ti delle curve.

Da un lato il motivo principale credo che indubbiamente sia quello di continuare a curare pedissequamente i loro int€r€$$i, dall’altro ci sono persone che senza uno striscione, una pezza, o qualcosa di visibile da mostrare in curva non vivono più, e quindi se ne fregano delle linee “pure” e scendono tranquillamente a compromessi…
Dall’altro ancora c’è chi invece senza stadio non trova alcun senso alla propria esistenza, e pur di continuare ad andarci, vedendosi magari costretto a mettere su una pezza che nemmeno vorrebbe, scende al compromesso e collabora con chi gli ha “imposto” di adeguarsi alla linea della curva.

Soldi, soldi, soldi e ipocrisie in cambio di coerenza e dignità, svendute come il peggior pesce del banco del mercato ittico.

Dall'altro lato ci saranno pochissime, minoritarie, realtà in cui si proverà a portare avanti gli ultimi barlumi ultras nell'ombra, al di fuori di ogni visibilità (che sia gruppo, bandiera, stendardo o quello che volete) solo a difesa della città e per vedere se, ogni tanto in qualche trasferta, ci sia ancora occasione di "incontro" in qualche autogrill....ma viene da pensare a quante siano le motivazioni e quanto il gioco possa valere la candela.

Per quanto riguarda gruppi "piccoli", o comunque dove non c'è volontà e possibilità di lucro, la strada è quella di diventare una "plasticata", piccoli nanetti folkloristici che faranno comodo a chi ha voluto levare gli ultras dagli stadi ma vuole mantenere però quella parvenza di "colore" che nel nostro Paese pizza e mandolino fa sempre bene al cuore e al culo. (sempre per rimanere in tema d'ipocrisie).

Ci sono anche vari incroci fra queste tipologie: ciò non toglie che io non condivida nessuna delle 3 e le ritenga alquanto incoerenti con determinati modi di essere ULTRAS.
In questa situazione, piuttosto che continuare, io chiuderei con la curva e con il discorso gruppi.

Se mi è possibile e volessi proprio ancora seguire la squadra (ma per come sono fatto io, senza il mio gruppo stenterei a trovare e riconoscermi in altre forti motivazioni a continuare), difendere i colori e la città, vado in altri settori dello stadio e adotterei metodi di poca visibilità che mi consentano di proseguire il discorso ULTRAS, sennò smetto.

Per me l'ultras a questo punto è morto, quando per vivere devi obbligatoriamente (e non più "opzionalmente" come prima) scendere a compromessi con chi ha l'unico intento di sopprimerti e gestirti a sua completa discrezione, viene meno la ragione stessa e il significato profondo della parola ULTRAS.

In fondo, questo cancro ce lo siamo coltivati al nostro interno: lo abbiamo lasciato lanciare i cori nella transenna accanto alla nostra, lo abbiamo lasciato chiaccherare amichevolmente con quelli vestiti uguali e con quelli della società. Abbiamo chiuso un occhio...li abbiamo chiusi entrambi.....e poi li abbiam chiusi per sempre.


 

postato da: fuoridallamassa alle ore 11:22 | Permalink | commenti (3)
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