martedì, 31 luglio 2007


"Non sempre potere e vittoria coincidono con rispetto e amicizia"
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categoria:pensieri, riflessioni, amicizia, ultras, vecchi tempi, esistenza
giovedì, 26 luglio 2007


Ruggirà ancora.
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categoria:amici, ultras, vecchi tempi
martedì, 24 luglio 2007

Ecco qua una poesia a cui sono particolarmente legato, sia per il significato sia perche è stata letta durante il matrimonio di un carissimo amico........


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di inziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

postato da: fuoridallamassa alle ore 12:11 | Permalink | commenti (12)
categoria:pensieri, poesia, riflessioni, esistenza, libertĂ 
sabato, 21 luglio 2007
Il caldo fa andare fuori di testa...

postato da: fuoridallamassa alle ore 21:07 | Permalink | commenti (10)
categoria:riflessioni, ambiente, problemi, firenze, estate, attualitĂ 
venerdì, 20 luglio 2007
Per non dimenticare

e.....

per odiarli ancora di più.

20/07/2001 - 20/07/2007

CARLO VIVE



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categoria:politica, riflessioni, giustizia, attualitĂ , societĂ , abusi di potere
giovedì, 19 luglio 2007


(Vincent Van Gogh, "Notte Stellata")
postato da: fuoridallamassa alle ore 11:06 | Permalink | commenti (6)
categoria:riflessioni, problemi, insonnia, estate, notte
martedì, 17 luglio 2007


In questi giorni stanno tartassando il tubo catodico con la pubblicità della nuova Fiat 500. La prima volta che l'ho vista, credevo fosse la pubblicità di un'associazione no profit, di quelle che "lottano" in difesa dei diritti umani e che ogni tanto prendono i cosidetti spazi di "pubblicità progresso". Una voce narrante accompagna tutto lo spot, parlando di valori, sentimenti, passioni, persone, diritti e via discorrendo...ed alla fine cosa ti ritrovi? Che la Fiat 500 "appartiene a tutti noi".
Ma tutti noi chi? Come sapevo, e come ho letto sul blog dell'amico "rockqueentophat" (trovate il suo link sulla colonna a sinistra),  questa vettura dal prezzo non proprio "appartenente a tutti noi" (quasi 11.000 €) viene prodotta in Polonia, e di italiano ha concretamente ben poco! Quanto li pagheranno gli operai polacchi per produrre questa vetturina moderna? Ma sì...ma chissenefrega...appartiene a tutti noi!
Mi domando....a tutti noi chi?
Avete presente le immagini che si susseguono durante la pubblicità? Il Papa che bacia una bambina di colore (ma non c'era stato lo scandalo pedofilia giusto pochissimo tempo fa? o mi sbaglio?????), l'esercito italiano in missione di guerra (che però coccola amorevolmente i bambini africani....e come no!), quando parlano delle Brigate Rosse guarda caso sopra passano le uniche parole negative e di condanna dell'interno spot.....

Questo spot...e l'Italia che vi è rappresentata...non mi appartengono.


Qui potete vedere lo spot:

it.youtube.com/watch

postato da: fuoridallamassa alle ore 15:52 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, riflessioni, televisione, attualitĂ , pubblicitĂ , societĂ 
venerdì, 13 luglio 2007


Non sono avvezzo a momenti di autocelebrazione, perchè preferisco che siano gli altri, eventualmente, a riconoscere meriti e pregi dei pensieri e delle azioni che faccio.
Ma una piccola pausa, nel cammino "virtuale" iniziato con questo blog, mi sento di farla.
Fuoridallamassa ha superato le 10.000 visite: molto tempo è passato dal primo post, tanti visitatori (anonimi e non) sono giunti da queste parti e hanno contribuito preziosamente, con i loro commenti, ad arricchire di un contributo originale gli articoli pubblicati.
Ho avuto anche il piacere di conoscere altri bloggatori di splinder, alcune "vecchie " conoscenze reali, altre nuove "virtuali", altre ancora nuove e concretizzate in momenti imprevisti e quantomeno improbabili.
Il percorso intrapreso con questo blog non ha uno scopo ben preciso, se non quello di essere la trasposizione virtuale di tutto ciò che tormenta (piacevolmente o negativamente) i miei pensieri. Non so dove si andrà a finire, e se si finirà.
Una cosa è certa: NULLA DI CUI PENTIRSI.

E un pensiero particolare va a tutti coloro che, nel mondo, sono vittime di abusi di potere, dell'oppressione dei potenti, dell'atomismo e dell'arrivismo individualista della società contemporanea.


E infine....

"rimangono vivi e saldi dentro ciascuno di noi
quei valori e quello spirito che sempre ci hanno contraddistinto"


HIC SUNT LEONES
postato da: fuoridallamassa alle ore 10:46 | Permalink | commenti (7)
categoria:pensieri, riflessioni, blog, esistenza
mercoledì, 11 luglio 2007


Ma eccola là, la mia terra, voglio ritornare nella mia terra, in Palestina.
Tornare per una identità, come mio nonno, prima di lasciare la Palestina.
Tornare
libera di scegliere se essere un uccello
come sempre avrei voluto
oppure un albero
come il nonno aveva sempre desiderato



Mona Zaarour, 12 anni, campo profughi di Chatila.



(estratto della canzone "flowers of filastin", Al Mukawama)
postato da: fuoridallamassa alle ore 15:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesia, palestina, politica, problemi, giustizia, esistenza, attualitĂ , libertĂ , societĂ 
martedì, 10 luglio 2007


Continua il clima di repressione della libertà del cittadino che da qualche tempo la giunta comunale sta attuando.

da La Nazione.it

10/07/2007 10:23
SICUREZZA IN CITTA'

I locali in piazza Santo Spirito
devono chiudere entro l'una

Sicurezza e vivibilità, firmata l'ordinanza per anticipare alle 1 la chiusura dei locali pubblici in piazza Santo Spirito. L'ordinanza diventerà immediatamente operativa con la notifica agli esercenti interessati da parte della polizia municipale

Firenze, 9 luglio 2007 - Da questa sera i locali pubblici in piazza Santo Spirito dovranno chiudere all'1.

 

E' l'assessore alla sicurezza e vivibilità urbana Graziano Cioni ad annunciare il giro di vite deciso dopo i recenti episodi che hanno messo a dura prova la convivenza tra i residenti, i fruitori notturni della piazza e le forze di polizia.

 

L'ordinanza, che è stata firmata oggi dal sindaco Domenici, diventerà immediatamente operativa con la notifica agli esercenti interessati da parte della polizia municipale.

 

"Come Amministrazione e come cittadini vogliamo una città tranquilla e sicura per tutti - spiega l'assessore Cioni - quindi per i residenti, per i gestori di attività economiche e per i fruitori dei divertimenti e degli svaghi. Da tempo è emerso con forza il problema della vivibilità e della sicurezza nelle ore notturne quando la città diventa il palcoscenico per le scorribande di ubriachi e molestatori. Per contrastare questo fenomeno è fondamentale restituire la città ai cittadini con iniziative mirate e che vedano il coinvolgimento degli esercenti, come ad esempio quella dei tavolini in strade e piazze che sta riscuotendo un grande successo. Tutti devono fare la loro parte per restituire tranquillità e vivibilità alla nostra città, ad iniziare dai gestori dei locali pubblici".

 

Una collaborazione che secondo l'assessore Cioni si deve concretizzare, per esempio, nel non servire alcolici alle persone giù in stato di ebbrezza e nel fare il possibile per ridurre il disagio degli abitanti della zona.

 

"Altrimenti nascono i conflitti e quando questo accade - aggiunge l'assessore Cioni - l'Amministrazione deve intervenire. L'ordinanza appena firmata su Santo Spirito risponde a questa logica. Non si tratta di introdurre una sorta di coprifuoco, ma di mettere in campo interventi per tutelare i cittadini anche con la collaborazione degli esercenti".

 

In dettaglio l'ordinanza odierna fa riferimento a quella firmata il 26 giugno in materia di orari delle attività commerciali e di somministrazione di bevande alcoliche.

 

Questo atto, infatti, prevede che "qualora permangano, successivamente all'entrata in vigore dei nuovi orari di cui al presente atto, situazioni di disagio ambientale, così come descritte nella parte narrativa della presente ordinanza, si procederà con successivi e separati atti a ridurre temporaneamente gli orari di apertura degli esercizi su indicati con riguardo a singoli esercizi, a determinate tipologie di esercizi nonché ad attività ubicate in una medesima zona della città".

 

La situazione di Santo Spirito rientra appunto in questa tipologia. L'ordinanza firmata oggi, quindi, dispone che "fino al 30 settembre i pubblici esercizi aventi l'ingresso o almeno uno sporto prospiciente la piazza Santo Spirito cessano ogni attività entro le ore 1.00 e, per tale ora sono sgombri e chiusi al pubblico i locali e le relative occupazioni di suolo pubblico rese inaccessibili ai frequentatori della piazza stessa".

10/07/2007 10:23
SICUREZZA IN CITTA' / 2

Anche la polizia provinciale
scende in campo contro il degrado

Servizio attivo nell’area del Duomo e del Battistero. Anche l'Arno sarà controllato con i natanti da Varlungo al ponte all’Indiano. E' la prima volta in Italia che la Polizia provinciale viene utilizzata in zone urbane con funzioni antidegrado.

Firenze, 9 luglio 2007 - Per  la prima volta in Italia  la Polizia provinciale viene utilizzata in zone urbane con funzioni antidegrado.

“Garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti, combattere il degrado e contrastare il fenomeno della contraffazione”. Il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi ha così sintetizzato i compiti che da questo pomeriggio saranno svolti nella città di Firenze dalle pattuglie della Polizia Provinciale.

 

Le iniziative concordate fra Comune e Provincia sono state illustrate oggi dal presidente Matteo Renzi, dall’assessore provinciale Luigi Nigi e dall’assessore alla Sicurezza e Vivibilità Urbana del Comune di Firenze, Graziano Cioni.

“Uno dei diritti fondamentali del cittadino è quello alla sicurezza - ha sottolineato  Renzi.  - Macro o microcriminalità che sia, va comunque combattuta. Dobbiamo far capire che il limite c’è e lo facciamo rispettare. La legalità non è un valore di esclusiva pertinenza di una parte politica. Per questo vogliamo sottolineare la forte collaborazione istituzionale, la prima in Italia, che ci porta a unire le forze per combattere il degrado del centro cittadino”.

Secondo gli accordi intercorsi con l’Amministrazione comunale, la Polizia Provinciale garantisce la presenza di proprie pattuglie dal lunedì al sabato, nell'arco dei due turni giornalieri (dalle ore 07.00 alle 13.00 e dalle ore 13.00 alle 19.00). E’ questa la prima volta in Italia che un corpo di Polizia provinciale viene utilizzato in zone urbane con funzioni antidegrado.

Il nuovo servizio viene svolto nell'area prospiciente il Duomo e il Battistero e riguarda il controllo della pacifica convivenza, della presenza dei venditori abusivi e dell'esercizio di arti e mestieri vaganti non autorizzati.

 

In particolare le pattuglie della Polizia Provinciale hanno il compito di combattere il degrado dell'area e il fenomeno della contraffazione delle merci, lavorando in collaborazione con la Polizia Municipale di Firenze e la Polizia di Stato.

Questo servizio – ha spiegato l’assessore provinciale Luigi Nigi - agisce principalmente con una funzione deterrente, ma avrà anche un’azione repressiva laddove le circostanze lo renderanno inevitabile. In questo caso, qualora si rendesse necessario procedere a sequestri amministrativi o penali si procederà di concerto con i Vigili Urbani e la Polizia”.

Il servizio cittadino della Polizia Provinciale inizierà questo pomeriggio.
“Parallelamente - ha aggiunto il comandante Roberto Galeotti - nell'ambito del patto della sicurezza territoriale stilato con la Prefettura, la Polizia Provinciale è in grado di espletare un ulteriore servizio aggiuntivo, a bordo di un natante, nel tratto dell'Arno compreso tra il ponte di Varlungo e ponte all'Indiano. In questo caso l'obiettivo, oltre a garantire la sicurezza delle  sponde e degli argini, è quello di controllare l’eventuale presenza di persone nei luoghi non predisposti. In particolare si vuole evitare, specialmente in prossimità della pescaia di San Niccolò e di Santa Rosa, che i bagnanti possano scivolare in Arno con le note conseguenze che già si sono verificate in passato”.

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categoria:politica, problemi, firenze, estate, attualitĂ , societĂ , abusi di potere
lunedì, 09 luglio 2007
Aderisco anch'io a questa iniziativa.


L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

www.beppegrillo.it/vaffanculoday/index.php

Beppe Grillo
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categoria:politica, giustizia, attualitĂ , societĂ 
domenica, 08 luglio 2007
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categoria:pensieri, riflessioni, firenze, estate
venerdì, 06 luglio 2007


Sono rigido.

Molto rigido.
Forse troppo rigido.
In alcuni casi a ragione
In altri a torto
Mi ritengo un integralista
Dell'amicizia
Stalinista dell'amicizia
Fuori dall'ipocrisia
a testa alta


il vostro fuoridallamassa

(nella foto: due "amici" al bar)
postato da: fuoridallamassa alle ore 12:50 | Permalink | commenti (3)
categoria:pensieri, poesia, riflessioni, amici, amicizia, esistenza
venerdì, 06 luglio 2007
Da www.repubblica.it

Sempre troppo tardi....sempre quando chi doveva pagare duramente ancora è impunito e intoccabile...sempre quando chi ha subito ingiustamente vili atti di violenza oramai è rimasto segnato a vita...solidarietà per i ragazzi vittime degli orrendi crimini della scuola Diaz, e solo odio per chi abusa del suo potere in divisa.
A voi la lettura di questo articolo e le conseguenti riflessioni.

Genova, gli avvocati delle parti offese depositeranno le comunicazioni oggi al processo per il blitz nella scuola
Un agente della polizia dopo l'irruzione: "Qui ci sono teste aperte a manganellate"

G8, le telefonate tra poliziotti e centrale
"Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi"

di MARCO PREVE


<B>G8, le telefonate tra poliziotti e centrale<br>"Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi"</B>

La scuola Diaz dopo l'irruzione della polizia

GENOVA - C'è la poliziotta che scherza sulla tragedia di Carlo Giuliani ("speriamo che muoiano tutti... tanto uno già...1 a 0 per noi.."), il funzionario che impreca per i ritardi, l'agente che non sa che accade, l'altro che racconta di teste spaccate, il capoufficio stampa di Gianni De Gennaro "dimenticato" per strada, il capo della celere distrutto dalla nottata, quello della Digos che cerca di disfarsi delle due molotov. Sono le 26 telefonate che gli avvocati delle parti offese del processo per il blitz alla Diaz nel luglio 2001 - 29 tra funzionari e agenti imputati per lesioni, falso e calunnia - depositeranno nell'udienza di oggi, l'ultima prima della pausa estiva. Le comunicazioni sono quelle che intercorrono tra i poliziotti sul campo e la centrale operativa del 113 in questura.

Ore 21.35 l'irruzione deve ancora essere decisa ma vengono inviate pattuglie per verificare la situazione attorno alla scuola che ospita la sede del Genoa Social Forum. Una funzionaria della centrale operativa (Co) parla prima con una pattuglia della Digos: "In piazza Merani ci hanno segnalato questi dieci zecconi (i manifestanti ma anche i giovani di sinistra, ndr) maledetti che mettevano i bidoni della spazzatura in mezzo alla strada...". Alle 21.57 la stessa poliziotta parla via radio con un collega (R) il tono è rilassato e scherzoso.

R: "Ma guarda che io dalle 7 di ieri e di oggi sono stato in servizio fino alle 11, quindi... ho visto tutti 'sti balordi queste zecche del cazzo... comunque...". Co: "... speriamo che muoiano tutti...". R: "Eh sei simpatica". Co: "Tanto uno già va beh e gli altri... 1-0 per noi... tanto siamo solo sul 113 e registrano tutto".

A cavallo della mezzanotte, al 113, arrivano le telefonate allarmate di residenti della zona. Ore 23.58: "... via Cesare Battisti... guardi che è un macello... "; ore 23.59: "Lo sapete che hanno attaccato i ragazzi qui della scuola Diaz".

I primi feriti. Ore 00.17, l'agente al posto di polizia dell'ospedale San Martino chiama il 113: "Ascolta ha chiamato il 118 che sta arrivando una valanga di feriti, è possibile?". 113: "Sì no, guarda io non te lo so dire...".

Non hanno idea della situazione neanche gli agenti del reparto prevenzione mandati a piantonare i feriti all'ospedale. Alle 2.36 uno di loro chiama la Centrale operativa. "Sono 25 persone, uno ha problemi al torace... l'altro lo metti in chirurgia, l'altro in neurologia..", 113: "Sono in stato d'arresto?". Il poliziotto: "No devono essere accompagnati... si vede che questi sono i protagonisti degli scontri di oggi... però chi ha proceduto io non lo so". Co: "Guarda non lo so neanche io... ".

Alla stessa ora il poliziotto al San Martino spiega al 113, che chiede se ci sono ferite da taglio: "No, no teste aperte a manganellate".
Uno degli imputati il commissario Alfredo Fabbrocini parla al telefono con il 113 che chiede informazioni su quanto accaduto alla Diaz. Co: "Allora scusami esatto... quante persone avete accompagnato voi a Bolzaneto?".

F: "Guarda ti direi una bugia, non lo so... c'era un tale caos, guarda, anche perché noi non accompagnavamo, noi facevamo la scorta... comunque c'era il funzionario della Digos, il funzionario della mobile". Co: "E lì ti fermi... perché non c'era altro". F: "Non lo so se non c'era altro, c'era qualche funzionario addetto della Digos, ce n'erano almeno tre o quattro.. c'era il dottor Sgalla, c'era anche Ciccimarra che li conosco, quella là più alta in grado non so chi era, comunque ce n'erano altri... ah c'era Gratteri, c'era il dottor Gratteri... loro hanno disposto il servizio, noi abbiamo fatto manovalanza...".

All'1.23 Lorenzo Murgolo alto funzionario della questura di Bologna, indagato e poi prosciolto, si infuria con il 113 perché non arriva un pullman per il trasferimento dei "prigionieri" arrestati: "Sono il dottor Murgolo porca... perché non rispondete porca.. è tutt'oggi che non rispondete a sto ca... di 113.. ".
Cinque minuti dopo è ancora lui, in sottofondo si sente la gente che urla "assassini assassini". L'operatrice del 113 è in difficoltà di fronte alla rabbia di Murgolo e chiama un funzionario ma la musica non cambia: "Ma porca... ma mi volete dire dov'è 'sto pullman..". 113: "La navetta è sul posto...". M: "Mah.. io non la vedo".

Alle 2.07 Mario Viola funzionario collaboratore di Roberto Sgalla capo ufficio stampa del capo della polizia chiama ripetutamente il 113 per avere una volante che li riporti indietro perché tutti i mezzi sono partiti "scordando" i due dirigenti. Alle 2.44 richiama e dice che è stato accompagnato dal capo della mobile "perché se aspettavamo una volante stavamo ancora lì".

Mentre attendono di essere collegati dal centralino Viola parla con dei colleghi: "Che ha detto?... ha detto che non è stata proprio una bella cosa quella che abbiamo fatto" e un altro ribatte "che se ne andasse a fan... ".

Alle 3.05 Vincenzo Canterini ("... sai che non connetto più io.. dissociato.. davvero so dissociato...") capo della celere romana parla con un suo attuale coimputato, Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova che agli agenti nel suo ufficio dice: "Oh ragazzi le molotov non lasciatemele qui...". Sono le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono introdotte nella Diaz dagli stessi poliziotti.

(6 luglio 2007)
postato da: fuoridallamassa alle ore 10:51 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, giustizia, attualitĂ , societĂ , abusi di potere
giovedì, 05 luglio 2007

Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?

VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA
QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano.
Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.

Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l'ha mai vista in Tv?

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.

Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie.

Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita.

Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni.

Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.

Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto.
I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno.

Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.

La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo....

invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!
LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!!
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categoria:inquinamento, ambiente, problemi, giustizia, attualitĂ , societĂ 
mercoledì, 04 luglio 2007
L'accidia

disiniteresse per il presente e mancanza di prospettive per il futuro

Il termine, nel greco classico, designa la negligenza, l'indifferenza, la mancanza di cure e di interesse per una cosa. Designa inoltre l'abbattimento, lo scoraggiamento, la prostrazione, la stanchezza, la noia e la depressione dell'uomo di fronte alla vita.
É lo smarrimento estremo: si produce uno stato d'animo che intacca e rischia di disorientare tutto ciò che raggiunge.
Due conseguenze tipiche sono l'instabilità e il disprezzo per gli impegni della propria vita.
L'uomo non padroneggia più la vita; le vicende lo avviluppano inestricabili, ed egli non sa più vederci chiaro. Non sa più come cavarsela in determinate vicende della propria esistenza; e il compito a lui affidato gli si erge davanti insuperabile, come la parete di una montagna.   


Le manifestazioni e le conseguenze dell'accidia
L'accidia ha un carattere complesso e confuso: è un miscuglio di pensieri provenienti da forze diverse. Chi è colpito dall'accidia avverte un senso di disordine e di illogicità in cui si intrecciano reazioni contrastanti: si detesta tutto ciò che si ha e si desidera ciò che non si ha.
Si percepisce che tutta la propria esistenza perde di tensione, è come allentata in un senso di vuoto, nella noia e nella svogliatezza, in una incapacità di concentrarsi su una determinata attività, nella spossatezza e nell'ansia. Viene a mancare un punto di attrazione, un polo che catalizzi tutte le componenti della persona, e questa perdita di scopo sembra trascinare tutto in un vuoto senza fine.
A causa dell'angoscia e dell'ansietà, la vita appare senza più punti sicuri, senza certezze, come appoggiata su di una superficie fluttuante.
Altri sintomi dell'accidia sono l'indifferenza è l'instabilità. Questa instabilità si manifesta in diversi modi: dal cambiare casa o lavoro, al fuggire verso situazioni ritenute ideali; dall'instabilità di umore all'instabilità di giudizio; dall'instabilità nei rapporti interpersonali alla sfiducia verso se stessi. Anche la ricerca di sempre nuove emozioni e divertimenti e la paura di lasciare spazi vuoti da impegni sono palliativi di fronte a una situazione esistenziale che si minaccia vuota e priva di senso.
Pascal diceva "Ho scoperto che tutta l'infelicità degli uomini deriva da una sola causa, dal non saper starsene in pace, in una camera".
Un ultimo sintomo dell'accidia è lo sconforto: l'impossibilità per l'uomo di vedere qualche cosa di buono e di positivo: tutto viene ridotto al negativismo e al pessimismo. L'insoddisfazione diventa la modalità normale di affrontare l'esistenza, e spesso anche ogni possibilità di futuro diventa inimmaginabile.

Le cause dell'accidia
Una realtà complessa come l'accidia trae origine da numerosi fattori. Tuttavia, una delle cause più frequenti è l'amore smodato per se stessi, quella passione per se stessi che porta ad essere prigionieri del proprio io. Questo amore di sè è in fondo il vero idolo che minaccia la nostra vita. Se l'io è il centro assoluto del proprio mondo, allora si valuta ogni cosa in funzione dei propri bisogni, della propria idea, dei propri desideri e giudizi.
Ci sono inoltre due cause, apparentemente contradditorie, che favoriscono l'accidia, e sono l'ozio e l'attivismo.
L'ozio è la mancanza di occupazioni, di interessi, ma soprattutto una realtà che rende la vita quotidiana amorfa e trascinata. Davanti ad ogni prerogativa l'ozioso si chiede "a che pro?" e trasforma la propria vita in un deserto.
D'altra parte, lavoro e impegni eccessivi, che disperdono e creano molti punti di riferimento non collegati tra di loro, possono provocare uno stato di accidia: ci si è dati un compito al di là delle proprie forze e si crolla.

Le soluzioni per combattere l'accidia
L'equilibrio, la discrezione e la moderazione permettono di dare una misura alla propria vita e a ciò che si fa. Si tratta di quella saggezza che nasce dalla consapevolezza dei propri limiti e delle possibilità che sono in noi, e permette un reale dominio di sè.
Molti autori insistono inoltre sulla necessità di non fuggire di fronte a questa situazione esistenziale. La fuga è infatti l'illusione di trovare altrove o diversamente una liberazione da questo pensiero.
Altri rimedi per l'accidia sono la pazienza e la stabilità. La stabilità è la capacità di perseverare, di continuare un cammino anche se si è tentati di interrompere la via che si è intrapresa. E un tempo in cui ci è data la possibilità di perseverare è il quotidiano: rimanere nel quotidiano, senza "sognare la vita" fuggendo dalla sua precarietà. Ciò comporta una rinuncia a tutte quelle illusioni che ci appaiono come alternative al presente; comporta accettare se stessi e l'altro; comporta accogliere le fatiche dei propri impegni o il peso della comunità in cui siamo inseriti. Per combattere l'accidia, insomma, bisogna ritrovare uno scopo e riprendere gusto per una vita vera.
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mercoledì, 04 luglio 2007


ho bisogno di relax
fisico ma sopratutto mentale
a forza di pensare, ragionare, ripensare e riragionare il mio cervello è stanco
tra il dire e il fare
c'è di mezzo il troppo pensare
sembra che sia diventato quello di un novantenne
i need relax

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martedì, 03 luglio 2007
Queste canzoni mi sono sempre piaciute fin dal primo ascolto...mettono in luce dei tratti essenziali di ciò che secondo me è il significato profondo del concetto di amicizia. Ringrazio Riccardo Cocciante per averle scritte (non ti avevo mai ascoltato seriamente fino ad che non ho sentito queste due canzoni!!!) e spero tocchino il cuore di chi, anche solo una volta nella vita, ha provato la sensazione indescrivibile di una vera amicizia. Per me indescrivibile, ma Cocciante ci è andato molto vicino.

Riccardo Cocciante - Tu sei il mio amico carissimo

Perché l'agonismo che è dentro di noi
non diventi egoismo né frattura mai
difendiamo ogni istante la nostra lealtà
sono certo - ci credo - e così sarà

Pericoli tanti e tante gelosie
rabbie, impazienza, piccole manie
ti manderò all'inferno e così farai tu
ma saremo poi amici ancora di più
un po' più alti, una spanna in sù

Tu sei il mio amico carissimo
non tradirmi mai
né soldi, né donne, né politica
potranno dividerci
tu sei il mio amico carissimo
non tradirmi mai...

Tifosi avversari senza tregua ormai
nemici magari per una sera e poi
sicuri che quando emergenza verrà
un aiuto ognuno di noi due darà
gli ostacoli sono vivificanti follie
e le discussioni senza mai bugie
ti manderò all'inferno
e così farai tu
ma saremo poi amici ancora di più
un po' più alti, una spanna in su



Riccardo Cocciante - Un nuovo amico

Non dico che dividerei una montagna
ma andrei a piedi certamente a Bologna
per un amico in più...per un amico in più
Perché mi sento molto ricco e molto meno infelice
e vedo anche quando c'è poca luce
con un amico in più...con il mio amico in più

Non farci caso tutto passa hanno tradito anche me
almeno adesso tu sai bene chi è
piccolo grande aiuto, discreto amico muto
Il lavoro cosa vuoi che sia mai,
un giorno bene, un giorno male, lo sai
dai retta un poco a me....giochiamo a briscola

Non posso certo diventare imbroglione,
ma passerei qualche notte in prigione
per un amico in più...per un amico in più
E se ti sei innamorato di lei, io rinuncio anche subito sai
forse guadagno qualche cosa di più...un nuovo amico,tu

Perché un amico se lo svegli di notte, è capitato già
esce in pigiama e prende anche le botte...
e poi te le rida'............

Capelli grigi se qualcuno ne hai
è meglio avremo un po' più tempo vedrai
divertendoci come non mai...ancora insieme noi

Non dico che dividerei una montagna
ma andrei a piedi certamente a Bologna
per un amico in più...

Forse guadagno qualche cosa di più...
un vero amico...



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martedì, 03 luglio 2007
Un pensiero dedicato a chi ha svoltato...

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lunedì, 02 luglio 2007


La ragione umana ha questo peculiare destino in un genere delle sue conoscenze:che essa viene afflitta da domande che non può respingere,perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa,e a cui però non può neanche dare risposta,perché esse superano ogni capacità della ragione umana.(I. Kant, Ragione pura A VII)

L'istinto detta il dovere e l'intelligenza fornisce i pretesti per eluderlo. (Marcel Proust)




(foto tratta da www.photographers.it)


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