venerdì, 31 agosto 2007

A chi ha intenzione di distruggere uno degli ultimi paridisi naturali esistenti in Italia, tuttora, ancora, patrimonio dell'umanità.

dal blog www.beppegrillo.it

30 Agosto 2007

Cemento sulle Eolie

Le Eolie sono bellissime. Le hanno abitate gli dei e le tracce della loro antica presenza si vedono ancora. Gli eoliani non me ne vogliano, ma le isole non appartengono solo a loro. Sono un patrimonio mondiale riconosciuto dall’Unesco. Per questo l’appello che pubblico è per tutti i cittadini del mondo. So che molti eoliani sono emigrati in Australia. Anche voi laggiù, da “Down Under” fatevi sentire. Il nostro ministro dell’Ambiente è pregato di intervenire per guadagnarsi lo stipendio.
Il partito del cemento in Italia non deve più trovare sponde o rappresentanza politica. Si sente il bisogno di altro, di spazi, della decostruzione, della demolizione delle seconde e terze case abitate due settimane all’anno. Del recupero del Bel Paese. In alcuni Comuni può costruire solo chi risiede, mi sembra un’iniziativa da copiare.
Il blog è a disposizione per una risposta del sindaco di Lipari.

Caro Beppe,
scrivo da Lipari, arcipelago eoliano, a nome di un gruppo di miei concittadini. L'arcipelago eoliano, incluso dall'UNESCO tra i siti del World Heritage e riconosciuto tra i "Patrimoni dell'Umanità" è a rischio ecomostro! E non sto parlando di una villa abusiva o di qualche albergo di troppo...
Con la riconferma del sindaco uscente nelle ultime elezioni comunali, c’è il pericolo di una distruzione ambientale e paesaggistica senza precedenti per l'arcipelago.
Il sindaco di Forza Italia, Mariano Bruno (già vincitore della bandiera nera di Legambiente) si appresta ad avviare un progetto faraonico: la costruzione di un MEGA-porto, che andrebbe a ricoprire tutta la costa della città storica di Lipari, coinvolgendo una delle baie più belle dell'arcipelago e distruggendola irrimediabilmente. Oltre alla distruzione fisica del borgo marinaro di Marina Lunga, di fronte alla costa si andrebbero a costruire muraglioni alti 4.50 m, che toglierebbero la vista del mare.
Il progetto prevede la realizzazione di volumi e superfici in cemento che decuplicherebbero quelle del porto attuale, oltre alla costruzione di un grosso centro commerciale che occuperebbe un tratto di banchina interamente realizzato sul mare. Non si conterebbero poi i danni futuri: nei mesi estivi si concentrerebbero sull'isola centinaia di barche e barchette oltre a navi da crociera, con poco o nullo beneficio per la comunità, ma ovvii danni ambientali, poiché questo determinerà affluenze eccessive.
Come se non bastasse, il porto sarà di fatto privato per i prossimi 50 anni, poiché affidato a una società privato-pubblica formata dal Comune di Lipari (con un 30% di partecipazione) e dalla Società Condotta d'Acque spa. Questa privatizzazione comprende anche le strutture portuali commerciali, ovvero la naturale e sostanzialmente unica via d'accesso dell'isola, dove imbarcano e sbarcano navi e aliscafi. Ciò, naturalmente, pone grandi interrogativi: qualsiasi futura spesa relativa alla manutenzione del porto rischierà di riversarsi sulle compagnie di navigazione e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini. Inoltre, questo progetto-scempio viene ideato e realizzato in totale assenza degli strumenti di controllo e tutela, come le prescrizioni del Piano Territoriale Paesistico, che prevede la preventiva stesura di un Piano Regolatore dei Porti, ad oggi mai realizzato. Ed è lecito temere possibili infiltrazioni mafiose.
Ricordiamo che le Eolie, caso più unico che raro nel panorama mondiale, sono tuttora a rischio di estromissione dalla lista UNESCO dei Patrimoni dell'Umanità.
Riteniamo che questo progetto non sia un fatto locale, ma un problema di carattere nazionale e internazionale; si rende quindi necessaria una campagna informativa che vada oltre la realtà locale ed è per questo che ci siamo rivolti a voi. Noi a Lipari stiamo iniziando a muoverci per cercare di impedire a tutti i costi questo scempio, e stiamo tentando di informare il più possibile l'opinione pubblica...se potete, diffondete la notizia.
Abbiamo postato su youtube un video dove ricalcando la presentazione virtuale dello studio di fattibilità della Società Condotte d'Acqua, mettiamo in evidenza le maggiori criticità del progetto. Grazie per la collaborazione, è davvero importante!” . Paolo

Ps: è possibile inviare all’UNESCO segnalazioni su beni patrimonio dell’umanità in pericolo a: wh-info@unesco.org

RISPOSTA di Bonelli, capogruppo dei Verdi:
"Il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio è già intervenuto ed interverrà ulteriormente per quanto riguarda le Eolie, chiedendo l'istituzione del Parco Nazionale delle Isole Eoliche, strumento necessario per intervenire contro la cementificazione e gli ecomostro. Purtroppo la competenza in materia di urbanistica è della Regione Siciliana. Ma stiamo lavorando duramente per far si che il meraviglioso ecosistema delle isole Eolie sia preservato attraverso l'istituzione di un Parco Nazionale".
venerdì, 31 agosto 2007
Dopo il mio secondo anno di fila nell'isola che più amo in assoluto nelle Eolie, vi invito a leggere questo libro.

Ti voglio a stromboli

di Alberto Acciari



Un bel libro, che tutti coloro che hanno conosciuto Stromboli non potranno che amare. Che piacerà a chiunque abbia avuto la fortuna di passare qualche settimana alle Eolie. è stato bravo, Alberto, a regalare nel suo racconto la verità di una storia comune, una storia che non è abbandono ma non è nemmeno riconciliazione, è una storia sospesa, come sono sospese nel tempo e nell’anima le isole davanti Milazzo.

Luca-Alberto ripercorre le estati stromboliane degli ultimi venticinque anni della sua esistenza, affollate di ricordi e personaggi, di situazioni tenere o grottesche, di attimi che sono diventati lunghi come un’intera vita o storie indecifrabili che hanno vissuto solo una breve stagione. Il lungo viaggio di Luca si conclude con una certezza: che solo nella ‘sua’ Stromboli ha potuto (avrebbe potuto) riannodare, ad uno ad uno, tutti i fili della sua vita e ricominciare. (Dalla prefazione a cura di Pietro Calabrese).

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venerdì, 31 agosto 2007
Quando mi sveglio la mattina dopo serate come quelle di ieri sera, la prima cosa che penso è: maiala che cigna storica......



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giovedì, 30 agosto 2007


Ok fotti fotti

ma mai perdere la dignità per una fottuta
adelante companero
aqui no se rinde nadie
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giovedì, 30 agosto 2007


Sono sempre più convinto che l'identità di una persona sia duale. Nettamente e inconsciamente divisa in due per quanto riguarda tutto: inclinazioni, aspirazioni, comportamenti, ragionamenti. E non si tratta nemmeno della classica divisione fra istinto e razionalità, quanto piuttosto di diversi piani di razionalità che si incrociano in maniera conflittuale fra di loro, scontrandosi fino alla sfinimento, quando uno dei due piani prevarrà inevitabilmente sull'altro. E' una sorta di gioco al massacro in cui alla fine prevale sempre e comunque un lato, non lasciando spazio a compromessi che siano troppo difficili da mettere in pratica o addirittura irrealizzabili. Diventa tutto ancor più difficile nel momento in cui si scontrano l'essere con il voler essere, l'aspirazione e il progetto di tale aspirazione con con la realtà attuale dei fatti e delle cose, magari vincolante in senso opposto. E' lì che il dualismo raggiunge il suo apice in uno scontro decisivo per le sorti della vita della persona stessa: rischio del mutamento o sicurezza dello status quo? Compresso fra i due, ma a quale costo, la schizofrenia? Ancora una volta mi rimangono domande senza risposta.
Come disse qualcuno molto prima di me... così è, se vi pare.
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martedì, 28 agosto 2007


Vi pubblico questo interessante articolo sugli ultras del livorno apparso su www.senzasoste.it

MENTALITA' ULTRAS E DELIRIO COLLETTIVO

Circa quaranta anni fa nasceva il cosiddetto mondo ultras in un contesto politico e sociale decisamente diverso da quello odierno.
Tuttavia, a dispetto di quanto si dica, nei gruppi che comparivano nei maggiori stadi d’Italia si poteva intravedere o addirittura leggere una chiara connotazione politica.
Lo svelavano i nomi, gli slogan, le sottoculture e spesso e volentieri i messaggi che le curve si scambiavano.
Inter e Milan, Lazio e Roma, Verona e Vicenza, tanto per fare dei nomi, striscioni firmati con simboli politici o addirittura firmati dai movimenti extraparlamentari del momento.
Poi, col passare del tempo, con l’esasperazione del conflitto politico nella nazione qualcosa è cambiato.
Dalla fine degli anni ‘70 in poi l’Italia ha vissuto un periodo di declino ideologico, le lotte nelle università e nelle fabbriche sono state sostituite dalle mediazioni moderate con cui, partiti, sindacati e talvolta collettivi hanno indotto le masse ad un senso di sfiducia che ha contribuito al caos che oggi viviamo.
Il Drive-in, gli yuppies e i paninari si sono impossessati della gente, l’estetica, il finto progresso e il cosiddetto benessere hanno contribuito alla nascita di zombies che tutt’oggi calpestano la terra in cui viviamo, orgogliosi di non curarsi dei misfatti attuati da chi gestisce il mondo sulle nostre spalle.
In questo processo degenerativo è caduto anche l’ambiente curvaiolo, il quale si è liberato dell’ombra del conflitto politico e sociale introducendo un anticorpo dannoso: il pensiero apolitico.
Ad oggi sono migliaia i ragazzi che ritengono una curva legata ad un’ideologia politica una distorsione della cultura ultras.
Ma se essere ultras è prima di tutto essere e fare gruppo, ciò non può avvenire se non attraverso una condivisione di principi e idee che non possono prescindere da quelli con cui si vive e si affrontano i problemi di ogni giorno.
Sembra impossibile da credere, ma esistono soggetti che realmente ritengono l’essere ultras un’ideologia in sé per sé, legando il tutto ad un concetto di territorialità che ricorda molto quello con cui le bestie gestiscono il territorio della sopravvivenza.
Insomma, continuando di questo passo ci ritroveremo a pisciare ad ogni angolo della città per far si che i nostri avversari intuiscano dal nostro odore il territorio di confine.
A tutti questi vanno aggiunti i “furboni” che vorrebbero nascondere la propria idea dietro questo concetto, gli stessi che, pur dichiarandosi apolitici, svelano le proprie idee attraverso stili, cori e azioni di chiaro stampo.
In ogni stadio in cui andiamo troviamo un saluto romano o una celtica in caso di ostilità, un pugno chiuso o una bandiera rossa in caso di rispetto.
Questo è stato il nostro ruolo di spartiacque, abbiamo dimostrato a molti, forse troppi, che il concetto di apoliticità, oltre ad essere riduttivo è spesso un velo ipocrita dietro al quale tanti si nascondono.
Abbiamo sempre fatto il nostro, da ultras si intende, eppure veniamo sempre criticati.
Abbiamo subito una repressione indecente, eppure siamo stati testimoni di altri gruppi che pur di infamarci ne hanno giustificato le azioni punitive.
Ci sono curve che compiono atti infami da decenni, eppure vengono considerate grandi curve e non si sa in base a quale metrica.
Il mondo ultras è costellato da cloni di cloni, curve che parlano il solito linguaggio senza neanche capire il perché dei concetti espressi.
Chilometri di striscioni composti da frasi fatte, contro il calcio moderno, contro la pay-tv, contro la repressione, il tutto senza avere la benchè minima idea dell’origine di questi mali.
Noi siamo riusciti ad andare oltre, a dire no al calcio moderno perché è l’espressione del capitalismo applicato nel mondo dello sport.
No alla pay-tv perché frutto di una manovra che mira ad allontanare le masse dalla vera passione e da un luogo di socialità importante come lo stadio.
Siamo riusciti a dire che siamo contro la repressione perché quest’ultima è uno strumento governativo mirato che volge alla lobotomizzazione delle idee, all’appiattimento degli interessi e delle capacità di reazione che ogni essere vivente dovrebbe mostrare di fronte alle ingiustizie sociali.
Siamo riusciti a smascherare ogni azione mediatica gratuita a nostro carico, quasi sempre direttamente emanata dalle cariche politiche, quando cittadine quando addirittura nazionali.
Siamo evidentemente una realtà scomoda perché insolita.
Se i giornali, il ministero e chi più ne ha più ne metta sono pronti in ogni occasione ad additarci anche per quello che nemmeno abbiamo pensato di fare, questo è sintomo di preoccupazione, perché è evidente che a livello di immagine abbiamo ottenuto un’attenzione spropositata per la nostra realtà.
Siamo un gruppo ultras, che non ha mai nascosto le proprie idee (e perché dovrebbe?) che non si è mai — MAI — legato a nessun partito o a nessun movimento, che ha lottato e pagato per le proprie azioni, che si è radicato
sul territorio (perché lo vive e non lo marca come una banda di randagi) e che ad un certo punto è stato costretto a prendere una decisione difficile come quella dell’autoscioglimento.
Se qualcuno si chiedesse ancora il motivo, basta vedere come La Stampa di Torino abbia accusato le B.A.L. degli scontri di Milano o come Pisanu abbia fatto altrettanto per il caso Borghezio.
Adesso in curva ci siamo e ci restiamo perché è il luogo dove siamo nati e cresciuti, per mesi e mesi non abbiamo cantato ne sventolato fino a che ci è stato chiesto direttamente dalla gente di tornare a fare il tifo.
Se la curva oggi canta e sventola vessilli amaranto e perché no, politici, è sintomo che questa è la volontà della maggioranza della gente.
Tutto questo è la mentalità ultras dei livornesi, perché indietro non ci siamo mai tirati e al fianco della squadra ci siamo sempre stati, nel bene o nel male.
Non ci vogliamo ne dobbiamo auto-celebrare, anzi, i nostri errori devono aprirci la strada per il futuro, ma siamo certi che il nostro modo di essere è dato proprio dal nostro essere e non dalla canonizzazione dei linguaggi o delle idee che ci siamo imposti; almeno noi non siamo cloni di nessuno.
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categoria:politica, ultras, vecchi tempi, abusi di potere
lunedì, 27 agosto 2007


E a seguire il precedente post....pubblico il testo di questa nota canzone popolare degli anni 70....

Enzo Del Re - Lavorare con lentezza

Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
chi è veloce si fa male e finisce in ospedale
in ospedale non c'è posto e si può morire presto

Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo
pausa pausa ritmo lento, pausa pausa ritmo lento

sempre fuori dal motore, vivere a rallentatore

Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
ti saluto ti saluto, ti saluto a pugno chiuso
nel mio pugno c'è la lotta contro la nocività

Lavorare con lentezza senza fare alquno sforzo

Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza


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lunedì, 27 agosto 2007


Stamani sono dovuto rientrare in ufficio...con grossa, grossa, fatica.....
mal di testa....sonno....occhi rossi e voglia di essere altrove, ma sopratutto ad altri ritmi! il vorticoso incedere della vita cittadina non fa più per me in questo momento. ci pensavo ieri quando ritornavo a casa, guidando sui viali di circonvallazione...tutti che corrono, che si incrociano, che suonano il clacson...s'incazzano...la vita scorre così freneticamente nelle nostre mani che non siamo praticamente in grado assaporarla nelle sue infinite sfaccettature.....un abbraccio all'amico prolibertate...all'amico Libano....e all'amico i.r.n.c. col quale ho passato due giornate molto piacevoli nella terra messinese!
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categoria:pensieri, riflessioni, vacanze, lavoro, estate, societĂ 
venerdì, 10 agosto 2007
Anche fuoridallamassa se ne va per un pò in vacanza...

siculi lidi mi attendono...

saluti a tutti quelli che hanno contribuito a rendere questo blog uno spazio
di piccola libertà d'espressione e riflessione.





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categoria:vacanze, blog
mercoledì, 08 agosto 2007

La religione è una forma di ottimismo radicato nell'uomo. Le cose che l'essere umano non riesce a spiegare in nessun modo, e che spesso e volentieri portano a sofferenze incontrastabili per l'uomo stesso, vengono esorcizzate attraverso la misticizzazione delle stesse, con la religione, nella immarcescibile, intrinseca, speranza che qualcosa di extra-umano possa quantomeno alleviarle o addirittura risolverle.

(riflessione fatta mentre guardavo ieri sera il programma "gentes" su rete 4)

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categoria:pensieri, riflessioni, religione, tradizioni, misticismo
venerdì, 03 agosto 2007
Un valore imprescindibile....

tutto passa...i veri amici restano....

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categoria:pensieri, riflessioni, amici, amicizia