giovedì, 31 gennaio 2008
Missioni di pace le chiamano i nostri governanti (anzi, noi di governanti ora non ne abbiamo proprio...quindi), dove i nostri militi più che noti portano la "democrazia" per un Bene supremo ovviamente deciso dai capi supremi delle superpotenze economiche mondiali...

E poi cosa vediamo? Nostalgici del nazismo che giocano alla guerra con il gusto di prendere minimo 5.000 € al mese, salvo poi accorgersi che rischiano di morire di tumore da uranio impoverito solo quando tornano a casa e vengono dimenticati dallo Stato...

leggere per credere:

da l'espresso.repubblica.it

Battaglione Rommel

di Gianluca Di Feo
Le immagini di un mezzo corazzato dell'esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell'Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell’Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep
 


La jeep italiana colpita da una mina.
Sulla portiera si riconosce la palma simbolo dell'AfriKa Korps
In Afghanistan sognando El Alamein. Perché sembra proprio che i commandos delle forze speciali italiane vadano in missione con la palma dell'Afrika Korps dipinta sulle jeep. Sì, il simbolo inconfondibile dei reparti di Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo. E poi si ritirarono mollando proprio i parà italiani a coprirgli le spalle. Ora alcune foto di un attentato talebano contro le forze Nato hanno fatto nascere il giallo. Le immagini riguardano una jeep corazzata italiana e un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto afghano verso il confine iraniano. Sono foto sfuggite alla censura del nostro Stato maggiore, finendo sui siti web di Madrid e da lì nel forum di "Pagine di Difesa", la più attenta rivista telematica del settore. La buona notizia è che il veicolo blindato dell'Esercito, una delle nuove jeep speciali Iveco Vtlm, ha funzionato, salvando la vita dell'equipaggio. Il mezzo, progettato proprio per  sopravvivere agli agguanti con ordigni nascosti nel terreno, sta venendo adottato da molte nazioni.
La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell'Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un'iniziativa di pessimo gusto: estanea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all'estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell'attentato: nella zona operano squadre di parà del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell'autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.

mercoledì, 30 gennaio 2008


(nella foto, la manifestazione di ieri sotto la prefettura)

La sentenza che è stata emessa è qualcosa di allucinante.
Nemmeno pedofili, stupratori, omicidi vengono condannati con sentenze così severe. E in tal caso, dopo poco tempo, sono di nuovo in libertà.
Questo è il paese in cui viviamo.
Dove il forte è forte con il debole, e debole con il forte.
Ingiustizia, repressione del dissenso, come in un vero e proprio regime dittatoriale che non ammette altro che la sottomissione servile allo status quo.

estratto da ilquotidiano.net

Scontri al consolato USA: 13 condanne
E dopo la sentenza un corteo

I fatti risalgono al 1999: ci furono scontri tra manifestanti e forze dell'ordine in occasione della manifestazione contro l'intervento della Nato nei Balcani. Sono tredici le condanne a sette anni di reclusione; il pm Pietro Suchan aveva chiesto condanne tra i 4 e i 5 anni di reclusione. Dopo le condanne un centinaio di persone ha preso parte a un corteo di protesta in centro

Firenze, 28 gennaio 2008 - Scontri davanti al consolato Usa il 13 maggio 1999 in occasione di uno sciopero indetto dai sindacati di base contro l'intervento della Nato nei Balcani: oggi sono state emesse le sentenze dal tribunale di Firenze.

Sono tredici le condanne a sette anni di reclusione; il pm Pietro Suchan aveva chiesto condanne tra i 4 e i 5 anni di reclusione.

Tra i 13 condannati - per resistenza aggravata, reato nel quale il tribunale ha ritenuta assorbita l'accusa di violenza e minaccia a pubblico ufficiale -, figura Bruno Paladini, del Movimento antagonista toscano. Assolto invece Massimo Cervelli, rappresentante dei Cobas, come aveva richiesto il pm.

Il tribunale ha inoltre dichiarato prescritte, per tutti gli imputati, le accuse di lesioni e quella relativa ad un blocco stradale in viale Strozzi, successivo agli scontri. Gli imputati condannati sono stati anche interdetti, in perpetuo, dai pubblici uffici.

''La giustizia e' come la tela del ragno, cattura i moscerini ed e' sfondata dai mosconi'', il commento dell'avvocato Danilo Ammannato, uno dei legali della difesa.

In occasione dello sciopero contro l'intervento della Nato nei Balcani era stato organizzato un sit-in davanti al consolato Usa dove poi ci furono scontri tra alcuni partecipanti alla manifestazione e appartenenti alle forze dell'ordine. Sugli incidenti alcuni manifestanti, fra cui l'ex consigliere regionale del gruppo della Confederazione dei Comunisti Orietta Lunghi, rimasta ferita quel giorno, presentarono un esposto contro la polizia per le cariche compiute. L'inchiesta fu poi archiviata.

Manifestazione davanti alla prefetttura E dopo le condanne questo pomeriggio un centinaio di persone ha preso parte a un corteo di protesta in centro.

La manifestazione, a cui hanno preso parte appartenenti al Movimento antagonista toscano, tra cui Bruno Paladini, uno dei condannati, al Movimento di lotta per la casa, e altre sigle, si e' svolta senza problemi di ordine pubblico.

Sono stati lanciati due petardi e urlati slogan contro la magistratura, le forze politiche e lo ''stato di polizia''.
La manifestazione e' partita da via Cavour, dove si e' svolto un presidio annunciato sotto la prefettura, durato circa mezz'ora.

Poi il corteo, aperto dallo striscione ''Guerre e tribunali non fermeranno la nostra lotta'', si e' diretto in piazza della Repubblica dove ha sostato sotto la procura e dove e' stato lanciato un petardo. I manifestanti hanno quindi raggiunto piazza della Signoria e, dopo una sosta sotto il Comune con lancio di un altro petardo, si sono diretti al tribunale, nella vicina piazza San Firenze, dove poi il corteo si e' sciolto.
mercoledì, 30 gennaio 2008
Prima che cadesse il governo facevi l'uomo illuminato, dalle ampie vedute, disposto a fare un accordo con la maggioranza, in particolare con il PD(DC) per la riforma elettorale (per le persone intelligenti leggasi "inciucio"), facendo l'altezzoso con i tuoi alleati di sempre, ergendoti ancora una volta al trono di presidente "operaio", con in mano lo scettro del "partito del popolo/libertà/buon governo/del fascio".

Adesso che il governo è caduto...riforma elettorale? Cosa??? Cos'è? Mai parlato di riforma elettorale...IO! Subito alle elezioni!!!

Bene, non ti smentisci mai, sei un viscido ipocrita arrivista, ma sei una sicurezza (almeno tu).



(Nella foto, Berlusconi durante il suo malore al comizio di Montecatini Terme)

(il blog si è anche rifiutato di pubblicare alla prima l'articolo....)
martedì, 29 gennaio 2008

Nel Novembre del 2005 la vita mi ha portato via, purtroppo totalmente in modo indipendente della mia volontà, la passione più grande nella quale mi ero pienamente realizzato e mi aveva reso davvero felice: la vita da ultras.

Venerdì il presidente dell'azienda dove ho trovato il mio lavoro ideale, ha annunciato che a breve termine, al massimo fra 2 anni, venderà l'azienda. E sapete tutti cosa comporta una vendita.

Per adesso mi rimangono la salute, l'amore e l'amicizia. Per adesso...

E vedete di non farmi girare le palle. Non provate a lamentarvi della vostra vita se non avete un VALIDO motivo.

Che sennò davvero trovo le palle di mandarvi a quel paese e io invece me ne vado a vivere a Stromboli.

Sai una cosa, vita?

Ma vattene affanculo,

dal cuore,

vai a fare in culo 2008!

lunedì, 28 gennaio 2008


(foto scattata da: http://www.flickr.com/photos/lucahn)

"Contro le camice nere
Sono rosse le bandiere"

La manifestazione svoltasi sabato a Firenze ha dimostrato come ancora sia possibile una mobilitazione di massa (più di 3.000 persone presenti) fuori dalle logiche e dalle strutture dei partiti tradizionali, schiavi, servi e membri di un sistema che a parole dicono di combattere e che, invece, nei fatti, assecondano in tutto e per tutto.
Liberi pensieri contro le tessere di partito.
Una grande capacità di mobilitazione per sottolineare l'importanza di problemi come la repressione e il terrorismo di Stato, le guerre capitaliste e neoimperialiste e lo schiavismo moderno dello sfruttamento dell'immigrazione clandestina.

Ma quale pacifismo, ma quale non violenza, ora e sempre, resistenza!
venerdì, 25 gennaio 2008
Benvenuto nel mondo del precariato

venerdì, 25 gennaio 2008


Ieri sera abbiamo assistito ad un alto episodio degno della Repubblica delle banane. Si sono viste in senato scene da bar dello sport, con senatori (ma forse sarebbe meglio chiamarli pagliacci) che hanno festeggiato la caduta del governo prodi con spumante e mortadella. Per non parlare della rissa del pomeriggio dove si son sentite parole non proprio "carine" e pare siano volati addirittura degli sputi.

Quando sputa un giocatore o fa un coro irriverente un ultras gli si fanno i processi morali e si squalifica per settimane o diffidano per anni, ma se questo succede in senato? Questi buffoni andrebbero mandati tutti a casa o in galera che tanto son tutti inquisiti!!

I moralisti e i benpensanti stanno a condannare gli ultras che fanno casino agli stadi o i ragazzini che fanno atti di violenza quando per prima cosa andrebbero puniti questi buffoni che paghiamo profumatamente con i nostri soldi per nn fare un cazzo e stare li ad attaccarsi l'un l'altro!!!! bell'esempio si

E poi si da la colpa ai giovani...........

 

TUTTI A CASA!!!
venerdì, 25 gennaio 2008
Costretti all'emergenza di energia....rinchiusi nella striscia di Gaza...ci hanno provato...e ci sono riusciti...affrontando di petto le difficoltà.
Alla faccia di chi li vuol far morire direttamente per strada o negli ospedali senza energia elettrica.
Sionisti del cazzo.



(foto tratta da repubblica.it)
giovedì, 24 gennaio 2008
Ho sempre pensato che alcune iniziative della destra sociale andassero ben oltre le solite chiacchere da salotto piccolo-borghese di una sinistra alternativona e intellettualoide che tanto si riempie la bocca di paroloni ma poi sa solo comprare gli ultimi modelli di anfibi da 100 euro.
E questo è stato un gesto che ho molto apprezzato: poche parole, più fatti. La cupola del Grande Fratello, simbolo di tutto ciò che rappresenta la globalizzazione culturale lobotomizzante e massificante, simbolo ipocrita di una vita messa in mostra, quando ci sono tante vite "invisibili" ma che difficoltà concrete di casa le hanno davvero, è stata distrutta da un'azione di 60 giovani di Fiamma Tricolore.
La casa non è un gioco, è una cosa terribilmente seria.


martedì, 22 gennaio 2008

Come facevo a non dedicarti un articolo in questi giorni?

Non ho voglia, sinceramente, neanche di scrivere più di tanto. Darei troppa importanza a una persona del tuo livello anche dedicandogli quattro righe di numero. Quindi prenditi queste 3 e la foto.Mangiapane a tradimento.

lunedì, 21 gennaio 2008

E come l'anno scorso

inverno mio non ti sopporto

sconvolgi e saturi i miei umori

di portarmi la congiuntivite ti glori

freddo e umido ti insinui nelle mie ossa

stai cercando di scavarmi la fossa?

ma io reagisco e non mollo

ti do un cazzotto fra capo e collo!

(foto tratta da www.flickr.com/photos/strongyle)

 

sabato, 19 gennaio 2008

Credo che sia molto, ma molto difficile, che due persone, un ragazzo e una ragazza, appartenenti a classi sociali differenti (anche non di molto, ad esempio un ragazzo della medio-piccola borghesia e una ragazza dell'alta borghesia) riescano non tanto a costruire, quanto a continuare una relazione amorosa. Questo perchè vi domanderete voi...magari essendo già in disaccordo con me dalle premesse. Mi sono guardato spesso intorno in queste ultime uscite "serali" con gli amici...le mie amicizie spaziano molto...dalla classe operaia dura e pura fino alla medio-alta borghesia fiorentina (tengo a precisare che in quest'ultima non ho delle vere e proprie amicizie, quanto piuttosto delle conoscenze). Mi son ritrovato a pensare alla "vita quotidiana", alle relazioni interpersonali che tutte queste tipologie di persone intrattengono durante le loro giornate, i loro week end, le loro serate. Contesti lavorativi, contesti di divertimento, gruppi di amici, usi, costumi, abitudini, relazioni così diverse tra loro, anche con così poca differenza di classe (l'esempio che ho fatto prima), a mio avviso rendono davvero difficile l'integrazione e la ricerca di una via di compromesso, di qualcosa di "comune" da convidivere in maniera stabile e continuativa. Specie se si tratta di amore. Magari una relazione può pure iniziare, ma poi tutti gli elementi pocanzi citati andrebbero a intersecarsi inevitabilmente con la vita della coppia, marcando, appunto, gli aspetti che più distanziano e differenziano, sopratutto riguardo alle amicizie delle due rispettive persone. L'amore dovrebbe quindi scontrarsi con questo background socio-economico-culturale dal grande peso nella costruzione dell'identità delle due persone. E l'esperienza di ciò che mi circonda, non mi ha fatto mai vedere esempi di coppie di differenti classi sociali che siano andate oltre il classico colpo di fulmine o una storia di poche settimane.

La classe sociale pesa ancora, e molto. E tra il dire e il fare...c'è di mezzo il mare...del reale.

martedì, 15 gennaio 2008
venerdì, 11 gennaio 2008
Cambia il contesto, non cambiano gli attori protagonisti.

Quali saranno i risultati?

Si prega di risolvere il rebus seguendo le soluzioni suggerite nelle foto qui sotto.

Capo della Polizia Gianni de Gennaro



G8 di Genova



Nuovo commissario per l'emergenza rifiuti a Napoli Gianni De Gennaro



Violenze sui manifestanti contro la discarica di Pianura








venerdì, 11 gennaio 2008










Nulla, o quasi, è cambiato dai tempi di "non è la Rai".

Non sai recitare.
Sembri una donna in preda ai dolori pre parto.

Non sai cantare.
Sei stonata.

Leggi il "gobbo" in maniera spudorata.
Almeno qualche battuta imparala.

Non so Crozza, persona di spessore intellettuale e di valore teatrale, come abbia fatto a sopportare la tua palese incapacità durante tutte quelle puntate di Crozza Italia.

Non era meglio se andavi a "I Raccomandati" con Carlo Conti?

Poveraccio...pure a Fabio Volo è toccato prenderti a s-recitare in un suo film.

Sì.

Ah....

forse ho capito.

Nel Paese delle Raccomandazioni, esser diventata amica di Daria Bignardi serve, giusto?

Daria, che delusione. E pensare che ti ritenevo quasi la donna ideale. Affascinante, elegante, colta, di una classe inimitabile.

Ma che cazzo però, hai delle amiche di merda.
giovedì, 10 gennaio 2008


"Qualsiasi religione vi chieda dei soldi, non è una buona religione"
lunedì, 07 gennaio 2008
E questi sarebbero i garanti della nostra sicurezza?


Il costoso caffe' del capo del Reparto mobile

L´Espresso: il rito si ripete tutti i giorni alle 17, con autista e mezzo di servizio, da Paszkowski

Auto della Polizia verso il caffe Paskowki in piazza della Repubblica

Un caffè può costare non un euro ma molto di più, se per prenderlo al bar si usa un´auto di servizio con autista e se si dà appuntamento per questo rito ad altri dipendenti che usano lo stesso sistema.

E´ il caso sviluppato in un servizio di cui l´Espresso, in edicola domani, ha anticipato il contenuto e che riguarda il capo dell´VIII Reparto Mobile della polizia a Firenze, Fabio Cilona. Secondo il settimanale, ogni giorno il dottor Cilona si fa accompagnare dall´autista sulla macchina di servizio a 4 km e mezzo dal suo ufficio. «Ma siccome a bere il caffè da soli non c´è gusto, al costo di quel caffè va aggiunto quello dei suoi vice, che lo raggiungono nello stesso bar, sempre con autista e auto di servizio, anche dalla sede periferica dell´ufficio, per un viaggio che, fra andata e ritorno, misura 14 km».

Il rito - sostiene l´Espresso - si ripete ogni giorno alle 17 al Caffè Paszkowski, in piazza della Repubblica. «L´autista di Cilona, in uniforme, si alza dalla sedia e parte dal comando di Poggio Imperiale per andare a prendere a casa il suo dirigente, che abita a 8 km di distanza, a bordo di una Alfa Romeo "in borghese"».

Alla stessa ora convergono nello stesso bar «i suoi vice, tutti commissari o vice questori», accompagnati da auto di servizio. «Tutto questo - polemizza l´Espresso - in una città dove, a fronte di 599 rapine, 114 violenze sessuali, sette omicidi, 2.512 furti in casa e 6.500 scippi o borseggi, di notte circolano solo 5 volanti della questura e nemmeno un commissariato resta aperto dopo le 20, nonostante gli 8 milioni di presenze turistiche ogni anno». Gli incontri al bar del dirigente dell´VIII Reparto Mobile vengono criticati dall´Espresso anche perché il dirigente, noto per la sua severità, ha punito l´estate scorsa un agente che, in servizio di ordine pubblica a Roma, aveva ottenuto il permesso di recarsi in un bar a prendere un caffè ma poi era andato in un bar diverso (sembra perché nel primo c´era una lunga coda alla cassa).

Dalla questura di Firenze non arrivano reazioni ufficiali. Si fa notare, però, che se un dirigente di polizia viene pedinato, controllato, fotografato e alla fine si scopre solo che va a prendere il caffè in centro con i colleghi, ciò significa che è una persona onesta.

(04 gennaio 2008)

servizio fotografico de l'espresso.it














mercoledì, 02 gennaio 2008


Sei arrivato
io non me ne sono mai andato

tra luci e ombre
l'anno vecchio è svanito

tu
incerto di un nuovo inizio

mi accogli
ma cosa farai?

mi pugnalerai alle spalle
o mi innalzerai sull'altare della gloria?

eccomi
sono arrivato

perchè da te
non posso scappare





(foto scattata da www.flickr.com/photos/strongyle)
postato da: fuoridallamassa alle ore 10:34 | Permalink | commenti (12)
categoria:pensieri, poesia, riflessioni, vita, problemi, deliri, relazioni, attualitÃ