lunedì, 31 marzo 2008


- Schizofrenia -

Schizofrenia

portami via


no

lasciami qui


sono io

alter ego


no

non so se mi spiego


pensieri conflittuali

terrore ed esaltazione

battendo le ali


al sole vicino

e di nuovo precipitando

mi sento piccolino


e poi ancora grande

una pazzia, ancora

e sarò in mutande?



(foto tratta da: www.flickr.com/photos/aijuswanaseing )
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lunedì, 31 marzo 2008


un nuovo nome t'hanno già dato
pazzo, teppista, emarginato
i giornalisti voglion spiegare
solo chi è un ultras ti può capire


(foto tratta da: flickr.com/photos/strongyle )

Oggi non è un giorno da poesie.

Oggi, come ieri, è un giorno triste.

Matteo Bagnaresi, 28 anni a settembre è morto nell'area di servizio Crocetta Nord al chilometro 48 della A21, investito da un pulmino di tifosi juventini.

Matteo, uno dei Boys di Parma, stava andando a vedere la partita della sua squadra che a Torino incontrava la Juventus.

Oggi Matteo non c'è più, la sua curva avrà un ragazzo vero in meno su cui contare.

Io ti regalo un fiore, Matteo.

Ti abbraccio Matteo, che la terra ti sia lieve.

Dimenticavo. Liguori avvoltoio infame.
Tu non sei un giornalista, sei un viscio ipocrita arrivista che non ha rispetto nemmeno della morte.


Il comunicato dei Boys Parma 1977
sabato, 29 marzo 2008


- da un'offesa, fuori una poesia -


demente evidente


fatto nella mente
 
parla con un amico

trasandato fico

odor di bozze

siamo aperti come le cozze

ed è già sabato sera

in una bella serata si spera



(foto tratta da: www.flickr.com/photos/13926672@N02 )
venerdì, 28 marzo 2008


- flash -


Luci di scambio


da lampi interrotte

di fumo i giochetti

momenti perfetti




(foto tratta da: www.flickr.com/photos/diletta81 )
giovedì, 27 marzo 2008


- pescado -


mattanza del pescado

compro fresca

e me ne vado

di rosa tenue colorata

di prezzi rossi vergata

sotto le luci

del vecchio mercato

flebile riposa



(foto tratta da: www.flickr.com/photos/lucahn )
giovedì, 27 marzo 2008


Un pugno di stelle


un pugno di stelle
ho trovato

strette nella mia mano sinistra

le ho frantumate
ricomposte
e accarezzate

lasciando che il mio sguardo

in esse
si perdesse

un pugno di stelle
ho trovato

ma come un temporale d'estate

nel mio cielo scuro
sono precipitato



(foto tratta da: www.flickr.com/photos/lafides )
mercoledì, 26 marzo 2008


"Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice."

Charles Bukowsky
martedì, 25 marzo 2008


A niente è servita la valeriana

Sarebbe meglio la marijuana

Mi rigiro nel letto

di passar la notte in bianco

ho il sospetto

si fanno le 1

le 2

le 3

ma ancora a contar pecore stai te?

mi alzo e mi riadagio

in casa al buio

nella notte vago come un cane randagio

le occhiaie scavano il mio viso

incuranti che l'alba porti

il suo luminoso avviso

dormire dormire dormire

pensiero assillante che tortura

un' eufemistico poltrire

E' notte alta e sono sveglio, sei sempre tu il mio chiodo fisso

ma più che fisso mi sento fesso

dopo Bukowsky

andiamo un'altra volta al cesso

sono le 5

mi addormento e

non me ne accorgo

sono le 8

e ad un'altra giornata di lavoro

con le palle girate mi porgo



(foto tratta da: flickr.com/photos/pixotropic )


giovedì, 20 marzo 2008


spiagge metropolitane

di presenze popolate

cielo nero su geometrie strutturate

verticale di sole

su ombre essenziali

un essere umano

e due animali




(foto tratta da www.flickr.com/photos/lucahn)
mercoledì, 19 marzo 2008
Dedicata all'amico SimoAcab che sta attraversando un momento difficile!

John Holt - "Police in Helicopter"

Yes boss, yes boss, yes boss, yes boss...

Police in helicopter, a search fi marijuana.
Police man in d streets, searching fi collie weed.
Soldiers in d field, burnin d collie weed.
But if you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
Soldier in d herb field, burnin d collie weed.
Police in helicopter, a search fi marijuana.
Police man in d streets, searching fi collie weed.
But if you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
Ohh

Police in helicopter, a search fi marijuana.
Police man in d streets, searching fi collie weed.
Police men in d fields, burnin d collie weed.
But if you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.

We don't trouble your banana, we don't trouble your corn.
We don't trouble your pimento, we don't trouble you at all.

So if you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
Woyy

Police in helicopter, a search fi marijuana.
Police man in d streets, searching fi collie weed.
Police man in d fields, woy yoooow, burnin d collie weed.
But if you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
If you continue to burn up d herbs, we gonna burn down d cane fields.
Oyyy
 
lunedì, 17 marzo 2008

Ti sento arrivare

come spirito invadente

è un attimo

chiudo gli occhi incosciente

ma le tue mani nere

 a forza me li schiudono

potenti come ardite schiere

sei di nero

ma non ti chiamo Morfeo

figlio del sonno e della notte

è una lotta impari

letto e cuscino i tuoi scagnozzi

mi sconfiggi per sfinimento

drin drin!

svegliati da un sonno mai preso

senza riposo, a tradimento


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venerdì, 14 marzo 2008


" La militarizzazione delle curve è un trend che va avanti ormai da tempo. Io ho sempre parlato di un laboratorio pubblico di repressione nel senso che lo stadio viene strumentalizzato come un precedente per far passare nella società possibili politiche di piazza e strumenti di repressione che altrimenti sarebbe difficile giustificare.
Quello che viene fatto nello stadio oggi ce lo ritroveremo nella società di domani, basta pensare al meccanismo delle riprese di massa dei partecipanti che dallo stadio ce lo siamo ritrovato in piazza a Napoli e a Genova".


Valerio Marchi
giovedì, 13 marzo 2008


(Lei è l'unica cosa "bona" del programma, Luisella Costamagna)

La mattina, quando faccio colazione in fretta e furia prima di andare al lavoro, ho la malsana idea di dare elettricità al tubo catodico colorante uno schermo scuro, che "magicamente" proietta su se stesso e mi dà l'occasione di osservare un gruppo di persone che ogni mattina inizia a discutere fra di sè, con toni accesi e parole a volte molto poco forbite, riguardo a programmi elettorali, alleanze politiche, giudizi sui colleghi di poltrona, argute battute in stile vetero-italico, seni e turgide labbra in bella mostra (come con la magica labbrona mussoliniana stamattina). Osservando il tutto, ho osservato anche il mio atteggiamento nei confronti di questa tragicommedia all'italiana, e sono arrivato a una conclusione: sono disincantato. Sì, mi sono palesemente rotto i coglioni di vedere sempre le solite facce di cazzo che discutono di economia in rallentamento, di diminuire le tasse per aumenrtare il potere d'acquisto degli stipendi, di tesoretto e tesoruccio mio, di sicurezza nelle strade, sugli spalti degli stadi e sui posti di lavoro, di una nuova italietta che si può fare (senza mai dimenticare un bel coito interrotto) di "monnezza" e di "er monnezza", tralasciando la loro monnezza "spirituale" che non manca mai di far sentire il suo puzzo, anche attraverso il tiepido schermo televisivo.

Ecchecazzo, vu m' avehe proprio rotto i 'oglioni, detto alla fiorentina.

Con i vostri privilegi non dichiarati ma oramai noti, con le vostre ipocrisie delle 7 di mattina, con le vostre camice stirate a nostra spesa e i vostri turgidi rossetti che nascondono rapporti orali di potere.

E chiudo questa personalissima riflessione sul mio personalissimo disincanto riguardo alla politica italiana con un'arguta battuta del mio carissimo babbo:

"se  potessi rinascere, vorrei nascere urologo, armeno lo metto nì culo alla gente
e vengo pure pagato per questo!"

mercoledì, 12 marzo 2008
Tratto da www.carta.org


Bolzaneto, luglio 2001: un caso di tortura

Il processo di Bolzaneto offre un eccellente spaccato sullo stato di salute della democrazia italiana. Stamani in tribunale a Genova i pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati hanno chiesto pene per 76 anni a carico di 44 imputati [su 45] accusati di vari reati per i cosidetti fatti di Bolzaneto, avvenuti durante il G8 del 2001, ma hanno soprattutto spiegato che in quei giorni, in una caserma della polizia repubblicana, si praticò la tortura. I pm hanno riscontrato «almeno quattro» delle cinque tecniche di interrogatorio che la Corte Europea definì «trattamenti inumani e degradanti» quando si pronunciò sulla repressione, da parte delle autorità britanniche, di tumulti e proteste nell’Irlanda del Nord negli anni settanta.
Ma poiché l’Italia è un paese molto speciale e non ha una legge ad hoc sulla tortura–unico fra i 15 paesi che formano il «nucleo centrale» dell’Unione europea–i pm non hanno potuto trattare il caso Bolzaneto come sarebbe stato necessario, appunto come un caso di tortura. Perciò l’imputato con la richiesta di pena più alta, l’ispettore Antonio Gugliotta, rischia 5 anni, 8 mesi e 5 giorni per abuso di ufficio e abuso di autorità sui detenuti. Perciò Alessandro Perugini, all’epoca vice capo della Digos genovese, rischia 3 anni e 6 mesi per gli stessi reati. Perugini–fra parentesi–è lo stesso funzionario imputato in un altro «famoso» processo, relativo all’arresto e al pestaggio di un minorenne: un notissimo video ritrae il funzionario–vestito con un’indimenticabile maglietta color giallo canarino–mentre sferra un calcio in faccia al ragazzo, inginocchiato, circondato dagli agenti e col volto già tumefatto. Comunque sia Gugliotta, Perugini e tutti gli altri non rischiano niente. Anche se venissero condannati dal tribunale, nel gennaio 2009 scatterà la prescrizione e la giustizia–se vogliamo ancora chiamarla così–avrà fatto il suo corso con un nulla di fatto.
Eppure i pm hanno spiegato in aula, sulla base di alcune centinaia di testimonianze, che nella caserma, fra le altre cose, si sbattevano teste contro i muri, si spezzavano dita, s’infilava la testa di detenuti nel buco del water, si manganellavano persone inermi, si minacciavano le ragazze di stupro…
Questo processo è uno spaccato dell’Italia di oggi, perché mostra l’orrore nel quale possono sprofondare le democrazie, e perché mette a nudo quanto sia stata vile e irresponsabile la condotta delle istituzioni e del mondo politico in questi sette anni. E’ dal 2001 che sappiamo, oltre ogni ragionevole dubbio, e indipendentemente dai procedimenti penali, che la tortura è stata praticata su ampia scala. Eppure ci ritroviamo oggi con un ordinamento che ancora non contempla questo reato, con forze di polizia che si sono opposte all’operazione di pulizia e trasparenza che era necessaria, con governi che hanno avallato le promozioni degli imputati più «prestigiosi»: al processo su Bolzaneto non ci sono gli «alti papaveri» [rubo l’espressione all’imputato Vincenzo Canterini] sotto processo alla Diaz, ma intanto Perugini è diventato vice questore, Oronzo Doria [pena richiesta: 3 anni e 6 mesi] da colonnello è divenuto generale della polizia penitenziaria…
La verità è che le istituzioni, le maggiori forze politiche, i governi che si sono alteranti in questi anni, vogliono che tutti ci abituiamo all’idea che si può convivere con la tortura, con gli abusi delle forze di polizie, con una Costituzione di fatto mutilata. Dopo tutto, pochi giorni fa il presidente Bush ha messo il veto alla legge del Congresso che voleva mettere un limite alle «tecniche di interrogatorio» praticate dalla Cia sui presunti terroristi. Così va il mondo.
Scommettiamo che Bolzaneto, la tortura, l’impunità garantita ai responsabili delle violazioni compiute a Genova non saranno argomento di campagna elettorale né tantomeno di lavoro politico e parlamentare nella prossima legislatura?

giovedì, 06 marzo 2008
sabato, 01 marzo 2008


GAZA
- Almeno 43 palestinesi morti e oltre 100 feriti nei combattimenti in corso da questa mattina con le forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una situazione che ha indotto il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen a minacciare la sospensione dei negoziati di pace.

L'elenco dei morti comprende anche sette bambini e tre donne. Tra loro una madre che stava preparando la colazione ai figli, una ragazza di 12 anni e suo fratello di 11 colpiti dalle raffiche mentre dormivano dentro casa. Caccia israeliani hanno centrato con una bomba un'abitazione nella città di Gaza: i mezzi di soccorso giunti sul posto hanno finora estratto dalle macerie 3 morti. Nel parziale crollo della costruzione sarebbero rimasti feriti anche alcuni bambini. Si tratta del bilancio più pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia, avvenuto nell'estate del 2005. Le vittime sono state 78 negli ultimi quattro giorni.

(Fonte: repubblica.it)

http://it.youtube.com/watch?v=duwsH-gAmuM

Perche se ne muore 1 da una parte è TERRORISMO,
ma se ne muoiono tanti dall'altra è solo per DIFESA....

Palestina Libera!!!
sabato, 01 marzo 2008

Dovendo stare chiuso in casa per questa ennesima cazzo di malattia che mi son beccato 3 volte in 2 mesi, mi sono fatto un'indigestione di telegiornali, programmi, rotocalchi in merito alla campagna elettorale in atto. E vederlo da esterno (in quanto ho già detto che non voterò questi politici) è ancora più divertente.

Ancora più esilarante risulta però sentire come spesso i vari servizi dei tg sbaglino PD con PDL, associando talvolta il primo a Berlusconi e talaltra il secondo a Veltroni.

Lapsus freudiano di un futuro inciucio certo?

 

sabato, 01 marzo 2008

Trema l'Appennino Tosco-Emiliano
Paura, ma per fortuna pochi danni

Il sisma, di magnitudo 4.2 è stato avvertito alle 8,43 e poi alle 9,43 di questa mattina. Nel Bolognese 5-6 scosse a Castiglion dei Pepoli: si sono sentite anche a Firenze

Non è da tutti i giorni svegliarsi il sabato mattina con il letto che balla la samba...

stromboliani adesso vi capisco ancora di più quando "Iddu" si fa sentire!