venerdì, 29 agosto 2008
Questa canzone è bellissima, io l'ho conosciuta nella versione rifatta da Joao Gilberto, ma l'originale è di Bruno Martino. E devo ringraziare Serra Bianchi per avermela fatta conoscere!

Bruno Martino - Estate

Estate
Sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare

Estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore

Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po' di pace tornerà

Estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L' estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore

martedì, 26 agosto 2008

Sabato pomeriggio sono stato a fare la spesa all'Esselunga qui vicino a casa mia.
Ok, avevo fumato marijuana quindi la mia percezione intellettivo-sensoriale era a quei famosi livelli che nella normalità non si possono raggiungere. Senti, avverti, analizzi, osservi le cose, le situazioni e le persone con un grado di profondità che il buon vecchio e caro Baudelaire ha saputo sapientemente spiegare in "paradisi artificiali".
Come al solito, la mia formazione culturale mi ha spinto ad osservare il tutto da una prospettiva prettamente sociologica.
In quel sabato pomeriggio notavo come l'Esselunga, ma tutti i supermercati in genere, costituiscano un "paradosso sociale": una massa, un insieme numericamente cospicuo di persone, che sono tutte riunite all'interno dello stesso luogo, ma ognuna chiusa nel suo microcosmo di liste della spesa, di scaffali da guardare, di carrelli da spingere, da acquisti indotti da fare.
E l'interazione interpersonale, in un luogo così affollato di persone, si riduce esclusivamente a un non urtarsi, paradossalmente proprio a evitare il contatto con l'altra persona.
Io odio i supermercati, odio fare la spesa, odio perdersi fra gli scaffali, indecisi fra cosa comprare e cosa no.
Al massimo, una lista della spesa precisa che mi faccia minimizzare il tempo che passo all'interno di quel paradosso sociale.

(foto tratta da: www.flickr.com/photos/betara81 )
lunedì, 25 agosto 2008


(foto scatta da me, all'osservatorio)

Eccomi qua, sono tornato.
Rispondo prima di tutto a quelli che mi hanno domandato di raccontargli cosa mi ha detto il vulcano, "Iddu", il mio caro Stromboli.
Bene, una mattina che non c'era molto sole ho preso e ho deciso di salire su attraverso il sentiero che si può percorrere senza l'aiuto della guida: conduce fino al punto in cui finisce la vegetazione e iniziano la sabbia nera e le rocce che portano a uno dei crateri del vulcano.
Inizio a salire, il calore che viene fuori dal terreno come fosse una grande stufa non mi indebolisce, anzi; esce pure il solito sole agostano e invece che indebolirmi tutto l'insieme della situazione non fa altro che rafforzarmi. Decido quindi di continuare a salire lungo il sentiero, fino ad arrivare all'osservatorio di geofisica dell'università di Firenze (guarda il caso...) dove trovo un ragazzo francese con il quale scambio due chiacchere nella sua lingua. Lui rientra dentro l'osservatorio e io mi giro prima a guardare il panorama, con Strombolicchio piccolissimo che si staglia davanti alla spiaggia di Ficogrande, e poi verso "Iddu", Stromboli, e mentalmente lo interrogo.
Ecco la risposta che gentilmente mi ha dato, me la sono sentita come entrare dentro....naturalmente...spontaneamente...come una sorta di esplicitazione di un'implicito già conosciuto.
Bisogna affrontare la vita giorno per giorno, non farsi troppi programmi, progetti, aspettative: il futuro non è già scritto e non si può avere la presunzione che vada nel modo in cui si decide che debba andare, già nel presente. Le aspettative e i programmi poi sono totalmente inutili, almeno nel lungo periodo: se poi non vengono rispettati e/o soddisfatti, generano solo stress e delusioni, quindi tristezza e depressione.
E io sono stanco di vedere tutto in negativo come i depressi negativi cronici che mi circondano.
In fondo è la lezione di chi vive a Stromboli: tutto dipende dal vulcano; può lasciarti tranquillo per 100 anni come eruttare terribilmente e distruggere tutto da un momento all'altro. Gli abitanti di Stromboli, infatti, vivono così, allo stesso tempo protetti e insicuri, protetti dalla società di massa per il fatto che vivono in questa "isolata isola", e insicuri perchè la loro stessa vita dipende dalle volontà del vulcano.
Questa è la mia nuova prospettiva: vedere giorno per giorno come va, vivendo ogni singolo giorno in base alle proprie scelte, senza farsi troppi programmi (alias seghe mentali) su come andrà o dovrebbe andare il futuro.
In ogni caso, a testa alta.
Un abbraccio a tutti quelli che mi leggono, in special modo a Pietro Atzeni.
venerdì, 08 agosto 2008

Mi è venuto in mente questo concetto stamani.
Il caos ordinato. una situazione molto complicata, articolata, intricata e fitta di problemi, le cui linee però sono molto chiare a livello mentale. Sicuramente non è una condizione tranquilla, rilassata, tutt'altro, però già il fatto che nella complessità, appunto, nel caos della situazione, ci sia un ordine mentale nel vedere tutto ciò che compone il caos, è un punto molto importante.
Questo è il caos ordinato, un intreccio di situazioni complicate delle quali però si riesce e vedere tutte le trame degli intrecci.
Eccoti, caos ordinato.

E con questo post, vi saluto. Domani parto per la Sicilia, vado due settimane in vacanza.
E torno alla mia amata Stromboli per parlare con "Iddu", il vulcano.
E sentire che mi dice.


(foto tratta da: flickr.com/photos/nemoutopico )
mercoledì, 06 agosto 2008
Toffee - Vasco Rossi
 
martedì, 05 agosto 2008
Finalmente posso tornare a parlare di ultras non per diffide e arresti, ma per un sano scontro alla vecchia maniera, mani nude e al massimo qualche asta di bandiera: scontri all'amichevole Siena - Cosenza fra due tifoserie che avevano un astio già dai tempi della serie C1.
I presenti hanno fatto quello che devono fare coloro che si definiscono ultras.
Se proprio si vogliono evitare questi eventi, la colpa va ricercata in chi sa bene come funzionano queste dinamiche e, nonostante ciò, organizza queste amichevoli. E parlo delle forze dell'ordine e delle due rispettive società.




I Fatti - I tifosi del Cosenza erano una settantina, un pò di più quelli toscani. Dallo scambio di slogan prima dell'inizio della gara si è poi passati a una sassaiola. I carabinieri si sono frapposti tra i due gruppi per impedire il contatto. In questa fase uno dei militari è caduto pesantemente a terra, riportando lievi contusioni. Uno dei tifosi toscani è stato invece portato in ospedale dopo avere rimediato una ferita a un sopracciglio provocata da un corpo contundente.

(fonte: www.ilcittadinooggi.it )
venerdì, 01 agosto 2008
Visto che al mare usa leggere sotto l'ombrellone, vi consiglio di non comprare un libro che va lasciato marcire sugli scaffali delle più famose e ricche librerie italiane.


Tratto dal suo sito personale: La tesi del nuovo libro di Fiamma Nirenstein è semplice e insieme rivoluzionaria, dato che va contro una propaganda pervasiva purtroppo diventata senso comune: Israele è un modello positivo di convivenza civile, proprio perché è fondato su un’ideologia – il sionismo – che propone un modo di vita insieme laico e carico di valori, attento ai bisogni della collettività e alla libertà degli individui, fondato sulla pace e sul progresso, alieno per sua natura dalla violenza. Quante volte, invece, abbiamo sentito la stampa internazionale, i partiti di sinistra europei, le organizzazioni non governative, ministri e diplomatici di grandi nazioni, l’Onu stessa paragonare il sionismo all’imperialismo o addirittura al razzismo, e accusare Israele di colonialismo e crimini di guerra? Uno pseudopacifismo a senso unico che, per malafede o per incoscienza, non abdica al pregiudizio – storicamente infondato – secondo cui Israele occupa territori che non gli spettano. Quel che è nuovo, oggi, è che Israele e tutti i suoi abitanti, sia ebrei sia arabi, sono direttamente minacciati di estinzione da parte del terrorismo suicida e di coloro che – come Hezbollah in Libano, Hamas in Palestina, e l’Iran di Ahmadinejad, imminente potenza nucleare – negano che l’Olocausto sia un dato della storia, che Israele sia uno Stato legittimo e sovrano, e anzi affermano apertamente di voler cancellare il “nemico sionista” dalle carte geografiche. Ma Israele siamo noi, perché la minaccia che lo sovrasta incombe su tutta la nostra civiltà occidentale, attaccata dall’estremismo islamico. Per noi europei cresciuti da un sessantennio nella bambagia della pace, Israele è un esempio di società democratica costretta ad affrontare una guerra di difesa per la propria sopravvivenza. Rifiutarsi di comprenderlo significa non voler vedere il futuro che ci attende.

Ecco, uno che legge queste poche righe, se compra questo libro è un demente. E poi, via, son 255 pagine, anche troppe da leggere, sia mai che poi vi convincono che i sionisti sono delle persone buone e brave!
Per convincervi del contrario, date un occhio a questo video: