martedì, 31 marzo 2009


con cipolla, cavolo, patatine fritte e tutte le salse.
molto piccante.
lunedì, 30 marzo 2009
ieri è stata davvero una giornata speciale.
una giornata speciale per un uomo speciale.
e un onore essere stato presente e aver tenuto vivo il suo ricordo.

martedì, 24 marzo 2009
fonte: repubblica.it

"perchè i giovani siano vecchi fin da giovani"

Allarme alcol, giro di vite in centro

Il prefetto: consumi record, stop alla vendita delle bottiglie dalle 22 alle 3

Vietata la vendita per asporto di alcolici e in generale di bottiglie di vetro in tutto il centro di Firenze, cioè dentro la cerchia dei viali a destra e sinistra dell´Arno, dal primo aprile al 31 maggio. Limiti anche alla quantità di birra, vino e quant´altro che ciascuno potrà tenere con sé: non dovrà essere superiore a quella da destinare al normale uso personale. Questo secondo provvedimento serve a contrastare i venditori abusivi che la sera si aggirano con borse frigo in alcune piazze cittadine.

Atti vandalici, guida in stato di ebbrezza e risse hanno spinto il prefetto di Firenze Andrea De Martino ad adottare due ordinanze che cercano di segnare un giro di vite al consumo dell´alcol. L´atto è stato compilato dopo una valutazione del Comitato per la sicurezza e l´ordine pubblico e ricalca provvedimenti simili presi l´estate scorsa. Ovviamente cambiano i presupposti. Intanto ci sono i rischi sulle strade.

Dalla prefettura fanno sapere che in questo inizio di 2009 sono state sequestrate ben 426 patenti (erano state 1.231 in tutto il 2008), all´incirca una media di 5 al giorno. Ma il prefetto fa anche riferimento a risse con l´uso di bottiglie come strumenti di offesa avvenute alle Cascine, e ad atti di vandalismo e disturbo della quiete pubblica dovuti all´alcol. Nell´ordinanza si fa cenno pure allo sfregio del Ratto di Polissena nella Loggia dei Lanzi e al tentativo di colpire la statua di Ercole e Caco davanti a Palazzo Vecchio.

Il provvedimento che vieta la detenzione, salvo possesso finalizzato alla vendita autorizzata, di confezioni di bevande alcoliche che per quantità risultino non essere per uso personale, serve a contrastare gli allestimenti provvisori e clandestini di distribuzione di bevande alcoliche. Questa seconda ordinanza ha la stessa durata temporale e interessa le piazze Indipendenza, Santo Spirito, Santa Croce, Stazione, Santa Maria Novella, Unità Italiana, Santissima Annunziata, San Lorenzo e le Cascine.

«E´ stato registrato un preoccupante aumento di consumo di alcolici - commenta De Martino - che innesca condotte pericolose, come mettersi alla guida in stato di ebbrezza, o atti di inciviltà che portano a scempi e danneggiamenti. Noi possiamo fissare regole sulla vendita delle bevande e aumentare i controlli delle forze dell´ordine sulle strade, ma non basta. Servono comportamenti ispirati a una cittadinanza attiva che siano più attenti nel preservare la salute e che siano diretti alla protezione dell´ambiente di vita. Serve un approccio più consapevole e critico nei confronti dell´alcol e in questo senso si orientano queste misure. Mi rivolgo in particolare ai giovani con un richiamo alle loro coscienze perché possano cogliere i rischi dell´abuso e la necessità di comportamenti assennati e scrupolosi anche alla guida».
(24 marzo 2009)


....io brinderò ancora, nessun decreto mi fermerà!



(foto scattata da: flickr.com/photos/strongyle )
venerdì, 20 marzo 2009


(nella foto: spaccarotella di spalle e con cappello durante un'intervista)

fonte: agi.it

SANDRI: NIENTE RITO ABBREVIATO PER SPACCAROTELLA

(AGI) - Arezzo, 20 mar. - Respinta dalla Corte di Assise di Arezzo, presieduta dal presidente Mauro Bilancetti, la richiesta di rito abbreviato, avanzata dai difensori dell'agente Spaccarotella, imputato per omicidio volontario per aver sparato il colpo mortale che l'11 novembre del 2007 in un autogrill di Badia al Pino, in provincia di Arezzo, ha ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri.

fonte: http://www.lastampa.it

Caso Sandri, Spaccarotella in aula
Nessuno sguardo ai genitori di Gabbo


Prima udienza per la morte del tifoso della Lazio. L'agente che ha ucciso
a testa bassa vicino al suo avvocato
AREZZO
E' iniziato stamani il processo per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri ucciso con un colpo di pistola nell’area di servizio Badia al pino (Arezzo) l’11 novembre del 2007. Luigi Spaccarotella entra in aula a testa bassa, nessuno scambio di sguardi con i familiari di Gabriele Sandri, che da mesi attendevano questo momento. Resta vicino ai suoi legali, in silenzio, non alzando mai la testa. La mamma di Gabriele non gli toglie mai gli occhi di dosso, tenendo in mano la stessa felpa nera di sempre, quella utilizzata l’ultimo giorno di vita dal figlio. Intanto viene ascoltato il collega di Spaccarotella che era in servizio con lui l’11 novembre 2007 quando dall’arma dell’agente della Polstrada partì il colpo mortale che uccise il tifoso laziale. Massimiliano, questo il nome del collega di Spaccarotella, sta raccontando la dinamica dei fatti. La corte d’assise di Arezzo ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dell’agente.

«Per la prima volta vedrò in faccia l’assassino di mio figlio». Sono queste le prime parole di Giorgio Sandri prima di entrare in aula. «Immaginatevi come posso sentirmi», ha aggiunto con un filo di voce. «Vediamo se si materializza»: è il commento tagliente invece, del fratello di Gabriele, Cristiano Sandri. «Voglio giustizia per Gabriele, penso solo a mio figlio che non c’è più», sono le parole della mamma Daniela prima di entrare in aula.

L’avvocato Federico Bagattini, uno dei due legali che difende Luigi Spaccarotella, l’agente della Polstrada che l’11 novembre 2007 ha esploso il colpo che ha ucciso il tifoso laziale , parla del dolore del suo cliente: «Il dolore di Spaccarotella è il dolore della famiglia». E ai giornalisti che gli domandano come sta Spaccarotella, Bagattini ha risposto: «Sta male, male, come sta una persona accusata di omicidio volontario sapendo che non lo ha commesso, essendo un membro della Polizia di Stato».

fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com

Respinto il rito abbreviato
Processo Sandri, Spaccarotella in aula a telecamere spente


Iniziato il processo per l'omicidio volontario del tifoso. "Vedrò in faccia l'assassino di mio figlio, immaginate come posso sentirmi, le mie sensazioni". Così parla Giorgio Sandri, padre di Gabriele ucciso l'11 novembre 2007, nell'area di servizio della A1 di Badia al Pino.

Tifoso ucciso, domani il processo

L'agente Luigi Spaccarotella, accusato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri Su richiesta dei difensori, l'agente Luigi Spaccarotella è presente in tribunale ad Arezzo ma non è ancora in Aula. Entrerà solo a telecamere spente. Teme ancora ritorsioni da parte della tifoseria laziale.


I difensori del poliziotto, gli avvocati Federico Bagattini e Francesco Molino, hanno ripresentato richiesta di rito abbreviato condizionato a un sopralluogo nell'area di servizio Badia al pino, e a un confronto fra i periti che hanno stilato le consulenze balistiche. Tale richiesta era già stata presentata in sede di udienza preliminare e respinta dal gup. La Corte di Assise di Arezzo, presieduta dal presidente Mauro Bilancetti, ha però respinto la richiesta di rito abbreviato, avanzata dai difensori dell'agente.

Su richiesta dei difensori, l'agente Luigi Spaccarotella è presente in tribunale ad Arezzo ma non è ancora in Aula. Entrera' solo a telecamere spente. Teme ancora ritorsioni da parte della tifoseria laziale. Un gruppo di tifosi laziali è infatti già presente in aula per assistere al processo.

«Vedrò in faccia l'assassino di mio figlio, immaginate come posso sentirmi, le mie sensazioni». Così parla Giorgio Sandri, padre di Gabriele ucciso l'11 novembre 2007, nell'area di servizio della A1 di Badia al Pino. «Voglio giustizia per Gabriele - gli fa eco la mamma di Gabbo -. Penso solo a mio figlio che non c'è più». In aula anche Cristiano, il fratello maggiore di Gabriele: «Vedremo le sembianze di chi ha ucciso mio fratello». Ai giornalisti che gli chiedevano sulla deviazione del proiettile da parte della rete metallica che separa l'area di servizio dalla carreggiata, su cui punta la difesa di Spaccarotella, Cristiano Sandri ha risposto: «Secondo i nostri consulenti la deviazione non c'è stata»
venerdì, 20 marzo 2009


Ecco i veri terroristi....

GERUSALEMME
- Eccoli i racconti di guerra, l'ultima, combattuta per tre settimane nella Striscia di Gaza. Racconti che non si vorrebbero mai sentire. Perché non soltanto non c'è niente di eroico, ma c'è molto di raccapricciante e di moralmente rivoltante, in un tiratore scelto che spara su una madre e i suoi due bambini che hanno sbagliato strada, perché così vogliono le regole d'ingaggio, o in un soldato che fa fuoco su una vecchia che cammina smarrita, o su altri giovani in divisa che abusano della loro forza per danneggiare, deturpare, offendere una popolazione civile palestinese che, in fin dei conti, viene considerata tutt'uno con il nemico combattente.

Questo e molto altro ancora lo si è appreso non dalla propaganda palestinese, ma dai racconti dei diretti interessati, decine di allievi dell'accademia Yitzhak Rabin, convenuti lo scorso 13 febbraio per discutere le loro esperienze nell'ambito dell'Operazione "Piombo fuso". Racconti duri, pesanti come macigni, capaci creare molto imbarazzo ai vertici delle forze armate. Al punto che il procuratore militare, quasi a voler bilanciare l'inevitabile scalpore con un gesto rassicurante, ha deciso di rendere pubblica la decisione di aprire un'inchiesta.

È stato Haaretz a svelare i contenuti di quella riunione. Ma il merito di aver fatto scattare l'allarme su tutto ciò che queste testimonianze implicano, va al direttore del programma pre-militare dell'accademia, Danny Zamir, che, sentiti i resoconti fatti dai giovani ma già esperti allievi, s'è rivolto direttamente al Capo di Stato maggiore, Gaby Ashkenazy.

"C'era un casa con dentro una famiglia - ricorda il comandante di una piccola unità di fanteria - . Ordinammo alla famiglia di stare tutti in una stanza. Poi ce ne andammo e arrivò un nuovo plotone. Dopo alcuni giorni venne l'ordine di rilasciare la famiglia. Avevamo messo un tiratore scelto sul tetto. Il comandante rilasciò la famiglia, dicendo loro di andare verso destra, ma dimenticò di avvertire il tiratore scelto che quella gente veniva liberata e che era tutto ok, e non avrebbe dovuto sparare". Anziché a destra, la madre coi due figli prende a sinistra. Il cecchino li vede avvicinarsi alla linea che, secondo quanto gli era stato detto, nessuno avrebbe dovuto oltrepassare. Così "ha sparato subito, uccidendoli".

"Non credo - continua la testimonianza - che si sia sentito troppo male. L'atmosfera generale, da quello che ho capito parlando coi miei uomini, era, come dire, che le vite dei palestinesi sono molto, molto meno importanti delle vite dei nostri soldati".

Regole d'ingaggio assai elastiche, "disprezzo sfrenato", culto della forza fisica, il pregiudizio che "i palestinesi sono tutti terroristi", questa la miscela esplosiva che ha portato agli eccessi che le organizzazioni umanitarie hanno denunciato come crimini di guerra. Un'accusa che Israele ha respinto, ribattendo che le perdite tra i civili palestinesi sono state causate dal fatto che i miliziani di Hamas si facevano scudo della popolazione che affolla i centri abitati, nel cuore dei quali, però, l'esercito israeliano non ha esitato ad adoperare una potenza devastante.

Qui tuttavia non si parla né di bombe al fosforo né di altri micidiali ordigni sconosciuti. Si parla, per quanto possa sembrare fuori logo trattandosi di una guerra, di morale. Non è un caso che il ministro della Difesa, Ehud Barak, si sia precipitato a ribadire che l'esercito israeliano "è la forza armata più morale che esista al mondo". Aggiungendo che, al massimo, quelli da chiarire sono "episodi individuali".

Non la pensano così, invece, i protagonisti dei racconti. A parte alcuni casi di fuoco senza avvertimento contro civili, un comandante descrive alcuni episodi di vandalismo. "Scrivere "morte agli arabi" sui muri (delle case occupate), prendere le foto di famiglia e sputare su di esse soltanto perché lo puoi fare, credo che questa sia la cosa più importante per capire quanto le forze armate israeliane siano precipitate sul piano della morale".

(fonte articolo: www.repubblica.it  fonte foto: http://sergiobontempelli.wordpress.com/)
martedì, 17 marzo 2009

venerdì, 13 marzo 2009





Un pò di novità politiche stanno mettendo alla ribalta della cronaca la mia città.
A iniziare dalla definitiva candidatura di Renzi per il PD a Sindaco di Firenze, dopo i risultati delle primarie, fino ad arrivare alle recenti dichiarazioni della curia fiorentina riguardo alla cittadinanza onoraria di Beppino Englaro, padre di Eluana.

Per quanto riguarda il primo fatto, pare che sul candidato sindaco del PD convergano, e non poco, anche simpatie dell'ala borghese del centro destra, tanto che la candidadura di Giovanni Galli (ex portiere della Fiorentina) per il PDL stiano creando non pochi disaccordi e ambiguità all'interno dello stesso polo delle libertà a Firenze. Un candidato (e non me ne voglia Galli, che a livello personale ammiro molto per l'impegno che porta avanti da anni con la Fondazione Galli) senza passato ed esperienza politica; la solita scelta di "facciata" che il PDL è solito usare, quando (spesso e volentieri) non ha uomini di peso e valenza politica da proporre come alternativa concreta e seria alle proposte del centro sinistra.

Renzi è una candidatura forte, e di questo se ne sono resi conto sia a sinistra (o di quello che ne rimane nella bistratta e fragile sinistra radicale fiorentina) che a destra (il PDL fiorentino non ha un riscontro nella società fiorentina, se non nell'unico scopo di rappresentare i lobbisti clientelari e gli imprenditori d'alto borgo del comprensorio fiorentino).
Per quanto riguarda il discorso della cittadinanza onoraria ad Englaro, noto con ennesima riprovazione quanto la chiesa cattolica voglia concretamente, nel 2009, avere un peso e fare gruppo di pressione sul potere laico politico, con la chiara e netta volontà di spostare voti dove più gli conviene.

Ingerenza, spavalderia, sbruffonaggine che la curia fiorentina (ancora non limpida, dopo gli scandali sessuali del recente passato) non fa mistero di mostrare apertamente.

Una volta tanto, spero che il Comune vada oltre questi sterili medievalismi, e riesca a mantenere con fermezza e coerenza una scelta fatta.

chi vivrà, vedrà.
domenica, 08 marzo 2009


Calco al tramonto


Da solo diffuso in un ibrido passaggio
Ampi spazi di respiri
confondo i pensieri
alle idi di maggio

albe scure di chiare giornate
via il freddo
scalda il viso
il nuovo tepore
di questo raggio

tra voli pindarici e diverse percezioni
trascorri, pomeriggio

cerco nuove luci
in fotogrammi di primavera
qualcosa si accende
qualcosa si spera

si allontana il buio del tramonto
ho più tempo per sentirne l’odore
il calco del mondo
lucide follie di realtà immaginarie
la luce mi lascia trafugare
oggi non ci sono, non sono al mare

sono qui
una musica, una stanza
e sento dentro qualcosa che avanza


(foto tratta da: http://flickr.com/photos/strongyle)