mercoledì, 29 aprile 2009
Della serie....siamo i classici prototipi di vecchi fiorentini che vogliono gonfiarsi il portafoglio con le solite manfrine lamentose del vecchino che non sopporta il rumore, i gggiovani, il casino, il traffico, quelli che non si alzano sugli autobus...
Susu, a casa, che c'è da guardare Forum su rete 4 e la prova del Cuoco....magari con una spolveratina di Bruno Vespa...

"Sicurezza, paura, terrore, aiuto non si pole uscire di casa a Firenze!"



(sì, perchè con te son più sicuro...che non c'è futuro!)



"Liberi di cambiare icchè? Ma se tu sei dentro alla politica fiorentina da prima che io nascessi!"




( Ci son due coccodrilli ed un orango tango, due piccoli serpenti e un'aquila reale, il gatto, il topo, l'elefante: non manca più nessuno...c'è pure ì vecchino tritapalle fiorentino! )



martedì, 28 aprile 2009


Addirittura qui si scomoda Confucio...si parla di uomo superiore e inferiore...che già di per sè...è alquanto opinabile come concetto e sopratutto per il contesto in cui è usato. Chi è superiore e inferiore in una campagna elettorale? Nessuno, tutti uomini che mirano allo stesso obiettivo. Una poltrona in Palazzo Vecchio.
Renzi con lui, dice, casca male.
Ma lui è così sicuro di cascare bene?
Occhio a non autoincenerirsi con tutto questo superomismo....
lunedì, 27 aprile 2009
Da oggi inizierò la rubrica sugli slogan elettorali più esilaranti che mi capiterà di vedere in giro per Firenze, durante questa campagna elettorale.
Il primo: quando ridere è la miglior terapia
...




Se te offri il caffè, allora a Firenze non siamo alla frutta, ma al pagamento del conto ....
mercoledì, 22 aprile 2009


- spettrale spedale -

accasciato su fredde maglie di ferro

nei giacigli abbandonati

con la mente erro


genti perse in voli pindarici

come icaro a bruciar le ali

soli e malati chiamati mentali


la luce mi spaventa

ridondanti occhi nel vuoto

in cerca dell'ombra

dentro un'aritmica danza spenta


re vittorio dove sei?

la caduta degli dèi

fuggir da qui dentro

fosse quello che vorrei



(foto tratta da: http://www.flickr.com/photos/ilterzouomo )
mercoledì, 22 aprile 2009
E poi si dice tanto degli inglesi, ma evidentemente non sono una spanna, ma una manica avanti a tutti!


lunedì, 20 aprile 2009


- stanza -

quant'è stanca

questa stanza

un getto di luce

di colpo che avanza


rimanenze di vite vissute

confusamente diffuse


tra oscurità e luce

pareti intrise

marcio marrone

d'umido truce


ma fuori è di primavera

verde

allo sguardo

questo buio

si perde



(foto tratta da: www.flickr.com/photos/joker1974 )
giovedì, 16 aprile 2009


Polonia, 1944.

Le SS piombano in piazza e organizzano una retata,

un giovane prete riesce a fuggire

subito inseguito da un altrettanto giovane nazista.

Ad un certo punto il fuggitivo si trova davanti un muro,
e’ spacciato, il soldato prende la mira e sta per fare fuoco…

Ma all’improvviso, dal cielo plumbeo,
il Signore interviene con voce tuonante:

“FERMO! NON OSARE SPARARE!
QUESTO GIOVANE POLACCO….
UN GIORNO… SARA’ PAPA!”

Perplesso, il tedesco risponde:
“va bene Signore…..
…. ma io?”

“PURE TU…..MA DOPO!”
lunedì, 06 aprile 2009

Come in ogni occasione tragica, non ci si può rendere conto, fino in fondo, di cosa possa essere una catastrofe di questo tipo per una persona. A meno che non si abbia vissuto qualcosa di simile o la stessa identica cosa. Su un blog, al massimo si può fare questo. Fermarsi, per un attimo, e pensare di essere una di quelle migliaia di persone che, alle 3 di notte, si sono svegliate in mezzo al terremoto e sono scappate in strada, perdendo tutto quello che avevano e, nei casi peggiori, perdendo alcuni dei loro cari.

la diretta:

www.repubblica.it/2009/04/dirette/sezioni/cronaca/terremoto-nord/terremoto-centro/index.html

(foto e link presi da repubblica.it)

venerdì, 03 aprile 2009
Non pensavo si potesse arrivare a questo punto dopo tutte le lotte che nel passato, a livello mondiale, sono state combattute. E invece, nel nostro caro benpensante, perbenista, cattolico e bigotto Paese chiamato Italia, riappare la segregazione razziale sugli autobus, come negli U$A negli anni cinquanta...
E menomale che aderiamo alla dichiarazione internazionale dei diritti dell'uomo, a quell'entità spacciata per etica e sociale chiamata Unione Europea...

articolo tratto da unita.it
foto da corriere.it



Rosa Parks faceva la sarta in un grande magazzino. Il primo dicembre del 1955, stravolta per il lavoro, prese posto su un autobus di linea a Montgomery, Alabama. Si posizionò davanti, dove fino ad allora, i neri non potevano sostare. James Blake, il conducente le ordinò di alzarsi, Rosa rifiutò e venne arrestata. Martin Luther King e cinquanta leader della comunità afroamericana si riunirono e diedero vita a una primigenea protesta destinata a gonfiarsi di tono e durare per 381 giorni. I Bus rimasero fermi, la legge sulla segregazione mantenuta, fino a quando nel '56, davanti alla corte suprema degli Stati Uniti d'America, venne sancita l'incostituzionalità di quel comma.

Cinquantatrè anni dopo, a migliaia di chilometri di distanza dall'America e dal Sud Africa dell'Apartheid, la metafora dell'autobus diversificato affascina ancora qualcuno. A Foggia, l'azienda municipalizzata dei trasporti,  avrebbe optato per una decisione incredibile. Autobus e percorsi differenziati per migranti ospiti del centro d'accoglienza e residenti di Borgo Mezzanone, popolosa contrada spuntata in piena riforma agraria mussoliniana, a dieci chilometri da Foggia. Per arrivare o lasciare la casa d'accoglienza "Buona Speranza", i migranti viaggerebbero con autobus "esclusivi". La notizia diffusa da un importante sito di informazione, sarebbe inaudita.

Separati dagli altri, senza la possibilità di confondersi. La discussione sulla linea "24", dopo tensioni sociali prolungatesi nel corso dei mesi e incontri in prefettura tra cittadini e forze dell'ordine, avrebbe prodotto un ibrido da brivido.  Il direttore dell'Atef, Massimo Dicecca non è reperibile, in comprenso parla Pedretti, addetto all'esercizio. "Da stamattina mi chiamano tutti i giornali d'Italia. Posso assicurarle che nulla di ciò che ho letto e ho sentito, è vero. Potete venirlo a documentare. Sugli autobus- sarebbe folle pensare a qualcosa di diverso- possono salire tutti. L'unica cosa certa è che abbiamo potenziato le linee, creando oltre alla 24, la 24/1. Perchè? Per permettere un percorso più breve a chi abita in borgata Tavernola. Prima, prendendo la Ventiquattro, ci voleva circa un'ora. Chi non ci vuole passare, adesso può saltarla salendo su un altro autobus. Ma la possibilità è aperta a chiunque. Senza distinzioni di alcun genere". Fino a qui l'Atef. Da lunedì, si vedrà se sprofondare nella vergogna o in un'altra categoria dell'essere. C'è tempo, anche per non sprofondare negli incubi.

02 aprile 2009
giovedì, 02 aprile 2009
E' un pò di tempo che volevo scrivere qualcosa su questa crisi economica mondiale, in realtà artificiosamente e sapientemente generata dalle lobbies economiche guidaico-bancaire. ma qualcuno ha scritto e detto molto meglio di quanto saprei in questo momento fare io, quindi vi lascio alla lettura di quest'ottimo articolo tratto da www.repubblica.it



Jean Paul Fitoussi

"La chiamano in vari modi, ma le dico io cos'è. E' una rivolta. Questa è una rivolta popolare non coordinata, spontanea. E molto pericolosa". Senza giri di parole, si tratta semplicemente di questo. L'economista Jean-Paul Fitoussi battezza così gli ultimi incidenti in Francia e il malcontento che sta esplodendo in altre parti d'Europa. "La gente ha avuto la sensazione di essere stata presa in giro". Nel giorno del G20, il docente all'Istituto di studi politici di Parigi e presidente dell'Osservatorio per le congiunture economiche, pronuncia un giudizio severo, e aggiunge anche un allarme: "Le fondamenta della democrazia sono in pericolo".

Da dove nasce questa nuova collera popolare?
"L'attuale crisi va esaminata nella sua triplice dimensione: economica, finanziaria e intellettuale. Contrariamente a quello che si pensa, il vero ostacolo per una ripresa è l'ultimo aspetto: quello intellettuale. La crisi proviene infatti da una grande menzogna. Non soltanto dei finanzieri, ma anche di politici, forse in buona fede, diventati prigionieri di una dottrina assolutista e che ha prodotto effetti catastrofici".

Era tutto una gigantesca illusione?
"Assolutamente sì. Le faccio un esempio. Ci dicevano che nuovi posti di lavoro si potevano creare soltanto in relazione alla loro produttività marginale. I lavoratori dovevano insomma essere pagati in proporzione al loro apporto produttivo. Eppure scopriamo oggi che, in realtà, la classe dirigente di molte imprese non veniva pagata con questa regola. Anzi, è stato esattamente il contrario: la maggior parte dei dirigenti del sistema finanziario ha avuto una produttività negativa, continuando però a incassare remunerazioni astronomiche".

Le proteste aumenteranno?
"Ripeto: la gente ha capito di essere stata raggirata. E' questa la dimensione forte, pregnante della protesta. Gli incidenti di oggi in alcune imprese sono manifestazioni di rivolta spontanea. Per tre decenni è stato raccontato un sistema come verità assoluta. Improvvisamente, ci si accorge che era un bugia altrettanto assoluta E' comprensibile lo choc e la rivolta nella popolazione".

Come si esce da questa crisi?
"La situazione è molto grave. Ora che si chiedono sforzi supplementari ai lavoratori, ci si accorge che negli ultimi trent'anni il salario medio si è globalmente abbassato. In sostanza, abbiamo permesso che fossero rafforzate le discriminazioni economiche. La dottrina andava fino ad accettare che le disuguaglianze fossero considerate un fattore positivo di crescita e dinamismo economico. Questo ha provocato un'ovvia crisi della democrazia che, per sua stessa definizione, non può sopportare l'aumento delle disuguaglianze".

Quali sono le responsabilità delle istituzioni?
"Il credo della dottrina in vigore fino al settembre 2008 era che la sfera politica dovesse essere ben distinta da quella economica. Qualcuno si era convinto che la democrazia fosse l'applicazione della legge della maggioranza. E' profondamente sbagliato. La legge della maggioranza deve sempre coniugarsi con la protezione delle minoranze".

Cosa si aspetta da questo G20?
"Al di là di quel che diranno i comunicati ufficiali, bisognerà capire se effettivamente la democrazia sta ritornando. Non dobbiamo guardare solo ai rimedi economici e finanziari immediati. Quello che si deve valutare con estrema attenzione è se vi siano elementi nuovi che vadano verso un ripensamento permanente della gestione degli affari politici, economici e sociali. Soltanto così si potrà uscire dalla crisi".
(2 aprile 2009)