mercoledì, 18 novembre 2009
Nella globalizzazione dell’economia moderna si sta progressivamente assistendo alla scomparsa di tutte queste piccole realtà che, un tempo, costituivano l’ossatura della peculiarità produttiva delle città d’arte e, nello specifico, di Firenze.


La capacità di aspettare i tempi, di modificare le materie prime in base alle capacità apprese con la formazione sul campo, direttamente dall’artigiano, magari con l’esperienza e la conoscenza che si tramandavano di padre in figlio.

Tutto questo sta lentamente scomparendo. Vuoi per i costi, vuoi per l’assidua e sproporzionata concorrenza delle grandi industrie le quali, grazie alle proprie possibilità economiche, hanno ridotto i costi su larga scala sia del capitale umano che delle stesse materie prime, le botteghe artigiane stanno avendo sempre più difficoltà a reggere i ritmi dell’economia moderna, vendendo così diminuire progressivamente il proprio volume d’affari, dovendosi concentrare su una clientela molto più ristretta, più selezionata e più facoltosa.

Il vecchio calzolaio che ripara anche la scarpa più rotta, trasformandola in una piccola opera d’arte che si rigenera da sè stessa, come non fosse mai stata usata.

La scuola del cuoio, dove alla fredda produzione delle macchine industriali si sostituisce la calma, la precisione, la cura dei particolari e degli spazi che solo le mani dell’uomo possono conoscere.

L’orafo, che tratta un materiale così prezioso con la spontaneità, la precisione e la raffinatezza con la quale riesce a creare le sue vere e proprie opere d’arte.

L’edicola colma di quel “caos ordinato” di carta che gli scaffali dei centri commerciali non potrebbero mai riprodurre in maniera così spontanea.

Il vecchio cocchiere di carrozze che fa da guida ai turisti, felici e curiosi delle parole “fiorentine”: figurarselo alla guida di un bus turistico è impossibile ai più.

Il falegname, il corniciaio, il restauratore di mobili, che hanno fatto della loro bottega un crogiolo di oggetti che mai mente più creativa avrebbe potuto creare dall’anima di un albero; quale anima creerebbe in una produzione serale d’infiniti pezzi Ikea?

Il macellaio, l’orologiaio, l’orafo, la restauratrice di quadri: il micro mondo della loro bottega o il loculo del reparto di un grande centro commerciale?

Nessuno di loro ha alcun dubbio, nei loro sguardi e nelle loro mani nessuna incertezza: scelgono di sicuro la prima opzione.

Artigiani e bottegai: “di Firenze vanto e gloria”.

(Altre foto su http:/flickr.com/photos/strongyle)

mercoledì, 11 novembre 2009
11.11.07

11.11.09

Gabriele Sandri aspetta Giustizia!

giovedì, 05 novembre 2009


Il pensiero è silenzio
Il ricordo è malinconia
Finisce il gioco
Non finisce l'amicizia
L'uomo è per sempre.


Ciao grande Leone, vivrai per sempre nel cuore di tutti i Leoni come noi.
martedì, 03 novembre 2009
tratto da: http://www.flickr.com/photos/25250131@N06/4069202138/

Per la serie: “Do ut des” : D'Alema candidato a ministro degli Esteri dell'Unione Europea con il SOSTEGNO di Berlusconi ! (D’Alema suona e Berlusconi canta)


Primo passaggio del nuovo ciclo di inciuci
: Berlusconi non sputtana Marrazzo appena viene in possesso del filmino con Natalie.

Secondo passaggio: con l’appoggio determinante di una ventina di deputati del PD, alla Camera viene negata l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteoli (PdL) ( www.flickr.com/photos/25250131@N06/4058259421/ ).

Terzo passaggio: l'appoggio del governo italiano in favore di Massimo D'Alema per la carica di ministro degli Esteri dell'Unione europea, con D’Alema che ribadisce il proprio apprezzamento per la disponibilità espressa dal premier Berlusconi a sostenere la sua candidatura europea.

Ma la ciliegina finale ce la mette il giornalista Umberto De Giovannangeli che in suo editoriale pubblicato su ‘L’Unità’ (1 novembre 2009) così ‘intorta’ D’Alema e il suo inciucio con Berlusconi:
un sostegno convinto del governo alla candidatura di Massimo D’Alema alla carica di Alto Rappresentante della politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea, può solo giovare all’Italia e ad un rilancio della sua credibilità internazionale”.

E, ancora:
Una consapevolezza bipartisan. Che peraltro rievoca lo «spirito dell’Ulivo», visto che la candidatura D’Alema incassa un sostegno diffuso che va dal Pdci di Oliviero Diliberto al Psi di Riccardo Nencini fino all’Udc di Pieferdinando Casini”.

La 'consapevolezza bipartisan' !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

VERGOGNATEVI di come mandate a fare in culo i tre milioni di elettori delle primarie e la loro speranza di cambiamento ..