
La capacità di aspettare i tempi, di modificare le materie prime in base alle capacità apprese con la formazione sul campo, direttamente dall’artigiano, magari con l’esperienza e la conoscenza che si tramandavano di padre in figlio.
Tutto questo sta lentamente scomparendo. Vuoi per i costi, vuoi per l’assidua e sproporzionata concorrenza delle grandi industrie le quali, grazie alle proprie possibilità economiche, hanno ridotto i costi su larga scala sia del capitale umano che delle stesse materie prime, le botteghe artigiane stanno avendo sempre più difficoltà a reggere i ritmi dell’economia moderna, vendendo così diminuire progressivamente il proprio volume d’affari, dovendosi concentrare su una clientela molto più ristretta, più selezionata e più facoltosa.
Il vecchio calzolaio che ripara anche la scarpa più rotta, trasformandola in una piccola opera d’arte che si rigenera da sè stessa, come non fosse mai stata usata.
La scuola del cuoio, dove alla fredda produzione delle macchine industriali si sostituisce la calma, la precisione, la cura dei particolari e degli spazi che solo le mani dell’uomo possono conoscere.
L’orafo, che tratta un materiale così prezioso con la spontaneità, la precisione e la raffinatezza con la quale riesce a creare le sue vere e proprie opere d’arte.
L’edicola colma di quel “caos ordinato” di carta che gli scaffali dei centri commerciali non potrebbero mai riprodurre in maniera così spontanea.
Il vecchio cocchiere di carrozze che fa da guida ai turisti, felici e curiosi delle parole “fiorentine”: figurarselo alla guida di un bus turistico è impossibile ai più.
Il falegname, il corniciaio, il restauratore di mobili, che hanno fatto della loro bottega un crogiolo di oggetti che mai mente più creativa avrebbe potuto creare dall’anima di un albero; quale anima creerebbe in una produzione serale d’infiniti pezzi Ikea?
Il macellaio, l’orologiaio, l’orafo, la restauratrice di quadri: il micro mondo della loro bottega o il loculo del reparto di un grande centro commerciale?
Nessuno di loro ha alcun dubbio, nei loro sguardi e nelle loro mani nessuna incertezza: scelgono di sicuro la prima opzione.
Artigiani e bottegai: “di Firenze vanto e gloria”.
(Altre foto su http:/flickr.com/photos/strongyle)
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