Israele scomparirà con o senza l'Iran, dice Ahmadinejad

martedì, 3 giugno 2008 9.58 147
ROMA (Reuters) - Lo stato di Israele cesserà di esistere con o senza l'Iran. Lo ha dichiarato oggi il presidente Mahmoud Ahmadinejad.
"Ciò accadrà con o senza il nostro coinvolgimento", ha detto il presidente iraniano in una conferenza stampa al vertice della Fao a Roma, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni rilasciate ieri secondo cui lo Stato ebraico scomparirà presto dalle carte geografiche.
Ahmadinejad aveva già attaccato oggi sia Israele che l'Onu, definendo lo stato ebraico "un falso regime" di sionisti.
"Alla gente piace ciò che dico, perché pensa di salvarsi dalle imposizioni dei sionisti. Gli europei hanno sofferto grandi danni a causa dei sionisti e oggi i costi di questo falso regime, che siano politici o economici, sono sulle spalle dell'Europa", ha detto il presidente iraniano al summit della Fao sulla crisi alimentare globale.
"Non credo che le mie dichiarazioni creino problemi", ha aggiunto.
Le sue parole hanno creato, invece, preoccupazione e sdegno nelle autorità italiane, con le quali il numero uno di Teheran non avrà alcun incontro ufficiale durante la sua permanenza a Roma. E anche nella comunità ebraica, che, secondo quanto riferito da testimoni, oggi ha organizzato un corteo spontaneo di un centinaio di persone arrivate con bandiere israeliane davanti al Circo Massimo per protestare contro la presenza del presidente iraniano al vertice Onu.
NAPOLITANO: NESSUNA PACE SENZA SICUREZZA TEL AVIV
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che non ci sarà pace senza un accordo che garantisca la sicurezza di Israele.
"La pace non potrà essere realizzata fino a quando non si perverrà ad un'intesa che garantisca la sicurezza di Israele e la nascita, al suo fianco, di uno Stato palestinese indipendente e capace di conseguire obbiettivi di moderno sviluppo e di diffuso benessere", ha detto il capo dello Stato in occasione del brindisi al pranzo ufficiale in onore del presidente egiziano Hosni Mubarak.
Dopo le affermazioni di Ahmadinejad, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha cancellato un incontro con l'ambasciatore iraniano, previsto a Roma per il 9 giugno, ha fatto sapere oggi Montecitorio in una nota.
Anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha espresso "viva preoccupazione".
"Ritengo che il linguaggio impiegato da Ahmadinejad ... sia contrario alla storia e al nostro comune sentire", si legge in una nota.
Sul fronte dell'opposizione, altrettanto sdegno è giunto dal leader del Pd, Walter Veltroni, che ha definito "gravissime" le affermazioni del presidente iraniano.
LIVNI: "GIORNI DECISIVI"
In un incontro a porte chiuse della commissione Sicurezza e Affari esteri del Parlamento israeliano, il ministro degli Esteri Tzipi Livni ha detto che la comunità internazionale deve mandare un segnale forte alle nazioni mediorientali che non hanno ancora deciso da che parte stare.
"Questi sono giorni decisivi e l'incapacità di costruire un consenso internazionale contro l'Iran sarà interpretata nella nostra regione come debolezza", ha detto Livni, come riferito da una fonte presente alla riunione.
"L'opzione militare dev'essere messa sul tavolo. Chiarire che l'opzione è sul tavolo in futuro potrebbe significare minori prababilità di doverla usare", ha aggiunto il ministro.
Israele considera il possesso da parte di Teheran dell'atomica una grave minaccia alla sicurezza.
Ribadendo che il programma nucleare dell'Iran ha scopi pacifici, oggi Ahmadinejad ha detto che gli Stati Uniti stanno usando la questione come una scusa per un attacco.
"Il presidente (George W.) Bush è molto interessato a un attacco militare contro l'Iran", ha detto.
"Il popolo iraniano è il maggior amante della pace al mondo ma riteniano che la pace possa essere durevole solo quando si basa sulla giustizia", ha aggiunto il presidente iraniano.
ONU MOSSA DA VOLONTA' "DIABOLICHE"
L'arrivo del presidente iraniano è stato accompagnato da imponenti misure di sicurezza ma è stato snobbato da tutti i leader -- circa una quarantina -- presenti al vertice Fao.
Ahmadinejad non ha in programma alcun incontro bilaterale. Anche la sua richiesta di vedere Papa Benedetto XVI è stata respinta dal Vaticano.
Il leader iraniano ha iniziato il suo discorso alla Fao parlando in arabo e invocando "Dio e Khomenini" e ha poi proseguito dicendo che il mercato "è pieno di petrolio" e che il rialzo dei prezzi è manipolato e artificiale.
"Nel campo dell'energia sono presenti interferenze irresponsabili: è chiaro che mani, sia nascoste sia visibili, sono all'opera per controllare in modo menzognero i prezzi allo scopo di perseguire i loro intenti politici ed economici", ha detto Ahmadinejad, aggiungendo che l'Onu è controllata da paesi che "pensano solo ai loro interessi" e da "volontà varie, mosse occasionalmente da motivazioni diaboliche".