venerdì, 05 giugno 2009
Vorrei essere invitato anche ai partieeeeeeeeees del Silvio Berlusconi Nazionale!!!
...culettini sodi in perizoma...
...ragazzine accompagnate in bordo vasca...
e pure il nudismo! chi sarà mai l'individuo con il volto oscurato che si avvicina, barzotto, alla ragazza sdraiata?
Qualcuno mi aiuta a identificarlo?
Dalla pancetta meno prominente rispetto a quella del nostro Silvio Nazionale non credo sia la persona in "odore di santità"...ma rimane il dubbio! e che dubbio!

Buon party a tutti i miei lettori, con le foto tratte da www.elpais.com !





a parte le battute e la vena goliardica di stamattina, è davvero preoccupante come sia stata attuata la censura su questi scatti nel nostro paese: ancora oggi l'italietta pizza spaghetti e mandolino non si rende conto di come l'informazione sia completamente manipolata dalla cricca del presidente del consiglio Berlusconi. Solo repubblica.it ha pubblicato questi scatti, nessun altro giornale se ne sta occupando.
E menomale che domani e domenica si va a VOTARE!
martedì, 12 maggio 2009
Scontri tra studenti e polizia
Tensione in via della Colonna


Scontri tra studenti e polizia in via della Colonna a Firenze. Uno studente di 15 anni è ricoverato a Santa Maria Nuova per accertamenti dopo aver ricevuto una manganellata su un occhio, un agente è rimasto contuso, dieci ragazzi sono stati fermati e portati in questura. Testimoni affermano che ci sono state 5-6 cariche da parte di agenti del reparto mobile. Altri studenti sono feriti alle mani e alla braccia, ma non si sono fatti medicare in ospedale.

Secondo la ricostruzione della questura, le cariche sarebbero scattate perché alcuni ragazzi avrebbero aggredito un poliziotto in borghese. L'agente riprendeva con una telecamera la manifestazione indetta dalla Rete dei collettivi anche per protestare contro la mancata concessione di un'aula del liceo Michelangiolo per una loro iniziativa.

Dal canto loro gli studenti negano di aver aggredito il poliziotto e parlano di un semplice diverbio che avrebbe scatenato la reazione della polizia. In una foto alcuni ragazzi sono ripresi mentre sradicano un cartello stradale. In altri scatti si vede un ragazzo a terra, con alcuni poliziottii nei pressi, e sono riprese anche alcune manganellate. La questura sottolinea che la manifestazione della Rete dei collettivi non era autorizzata.





il ragazzo di 15 anni ferito ad un occhio



venerdì, 20 marzo 2009


Ecco i veri terroristi....

GERUSALEMME
- Eccoli i racconti di guerra, l'ultima, combattuta per tre settimane nella Striscia di Gaza. Racconti che non si vorrebbero mai sentire. Perché non soltanto non c'è niente di eroico, ma c'è molto di raccapricciante e di moralmente rivoltante, in un tiratore scelto che spara su una madre e i suoi due bambini che hanno sbagliato strada, perché così vogliono le regole d'ingaggio, o in un soldato che fa fuoco su una vecchia che cammina smarrita, o su altri giovani in divisa che abusano della loro forza per danneggiare, deturpare, offendere una popolazione civile palestinese che, in fin dei conti, viene considerata tutt'uno con il nemico combattente.

Questo e molto altro ancora lo si è appreso non dalla propaganda palestinese, ma dai racconti dei diretti interessati, decine di allievi dell'accademia Yitzhak Rabin, convenuti lo scorso 13 febbraio per discutere le loro esperienze nell'ambito dell'Operazione "Piombo fuso". Racconti duri, pesanti come macigni, capaci creare molto imbarazzo ai vertici delle forze armate. Al punto che il procuratore militare, quasi a voler bilanciare l'inevitabile scalpore con un gesto rassicurante, ha deciso di rendere pubblica la decisione di aprire un'inchiesta.

È stato Haaretz a svelare i contenuti di quella riunione. Ma il merito di aver fatto scattare l'allarme su tutto ciò che queste testimonianze implicano, va al direttore del programma pre-militare dell'accademia, Danny Zamir, che, sentiti i resoconti fatti dai giovani ma già esperti allievi, s'è rivolto direttamente al Capo di Stato maggiore, Gaby Ashkenazy.

"C'era un casa con dentro una famiglia - ricorda il comandante di una piccola unità di fanteria - . Ordinammo alla famiglia di stare tutti in una stanza. Poi ce ne andammo e arrivò un nuovo plotone. Dopo alcuni giorni venne l'ordine di rilasciare la famiglia. Avevamo messo un tiratore scelto sul tetto. Il comandante rilasciò la famiglia, dicendo loro di andare verso destra, ma dimenticò di avvertire il tiratore scelto che quella gente veniva liberata e che era tutto ok, e non avrebbe dovuto sparare". Anziché a destra, la madre coi due figli prende a sinistra. Il cecchino li vede avvicinarsi alla linea che, secondo quanto gli era stato detto, nessuno avrebbe dovuto oltrepassare. Così "ha sparato subito, uccidendoli".

"Non credo - continua la testimonianza - che si sia sentito troppo male. L'atmosfera generale, da quello che ho capito parlando coi miei uomini, era, come dire, che le vite dei palestinesi sono molto, molto meno importanti delle vite dei nostri soldati".

Regole d'ingaggio assai elastiche, "disprezzo sfrenato", culto della forza fisica, il pregiudizio che "i palestinesi sono tutti terroristi", questa la miscela esplosiva che ha portato agli eccessi che le organizzazioni umanitarie hanno denunciato come crimini di guerra. Un'accusa che Israele ha respinto, ribattendo che le perdite tra i civili palestinesi sono state causate dal fatto che i miliziani di Hamas si facevano scudo della popolazione che affolla i centri abitati, nel cuore dei quali, però, l'esercito israeliano non ha esitato ad adoperare una potenza devastante.

Qui tuttavia non si parla né di bombe al fosforo né di altri micidiali ordigni sconosciuti. Si parla, per quanto possa sembrare fuori logo trattandosi di una guerra, di morale. Non è un caso che il ministro della Difesa, Ehud Barak, si sia precipitato a ribadire che l'esercito israeliano "è la forza armata più morale che esista al mondo". Aggiungendo che, al massimo, quelli da chiarire sono "episodi individuali".

Non la pensano così, invece, i protagonisti dei racconti. A parte alcuni casi di fuoco senza avvertimento contro civili, un comandante descrive alcuni episodi di vandalismo. "Scrivere "morte agli arabi" sui muri (delle case occupate), prendere le foto di famiglia e sputare su di esse soltanto perché lo puoi fare, credo che questa sia la cosa più importante per capire quanto le forze armate israeliane siano precipitate sul piano della morale".

(fonte articolo: www.repubblica.it  fonte foto: http://sergiobontempelli.wordpress.com/)
giovedì, 12 febbraio 2009


E' passato poco meno di un mese dalla fine della carneficina compiuta dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza, e da allora poche notizie ci sono giunte da quel campo di sterminio che è diventato.
Fa notizia solo se i combattenti palestinesi lanciano razzi contro il deserto del Negev, o se l'aviazione israeliana bombarda qualcosa per rappresaglia, ma le nostre care televisioni buoniste e ipocrite non parlano dei bambini che sono morti, delle case distrutte e di tutta la disperazione che regna in questa piccola striscia di terra sovraffollata e priva di tutto cio che rende un posto vivibile .... perché a nessuno frega un cazzo di cosa succede la, la guerra faceva notizia...... la tragedia forse no.
Durante la guerra non potevano entrare giornalisti nella Striscia per divieto dell esercito israeliano, ora che possoo entrare non frega piu un cazzo a nessuno di andarci......

Proprio in questi giorni, a peggiorare le cose, ci son state le elezioni per il nuovo governo che guiderà il popolo israeliano che hanno visto confluire a destra la maggioranza dei voti, con partiti di ispirazione xenofoba  come Yisrael Beiteinu avranno un ruolo chiave nel prossimo esecutivo.
Tutto questo non farà altro che interrompere (se mai è stato intrapreso) quel percorso che ha come fine la creazione di uno stato Palestinese, con Gerusalemme capitale e la pace per un popolo che da decenni subisce umiliazioni di tutti i tipi.
La vittoria della destra israeliana sta a significare che la società israeliana non vuole trattare con i palestinesi, ma imporre come sempre il proprio diktat su questo popolo che ormai da troppi anni è esule in casa propria, significa anche che l'opzione militare (netanyahu da sempre spinge per la distruzione militare di hamas) è ancora appoggita dalla popolazione, che vede nella guerra l'unica soluzione.

mercoledì, 14 gennaio 2009



Ramallah, 27 dicembre 2008.


E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?

E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.

E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto - perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro?

Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola? Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.

So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

 

Mustafa Barghouti (ex ministro dell'informazione del governo di unità nazionale palestinese)

(fonte: http://it.peacereporter.net/articolo/13403/La+vostra+indifferenza )

(foto: http://www.flickr.com/photos/free_world/ )

giovedì, 08 gennaio 2009


Gaza 1 milione e mezzo di persone stipate in un territorio di 360 km quadrati da oltre 2 anni sotto l'assedio di uno stato visto da gran parte del mondo come uno stato democratico e civile ma che in realtà non è altro che un occupante. Uno stato che da sempre se ne infischia delle risoluzioni delle nazioni unite e che ghettizza, terrorizza, affama ed uccide uomini donne e bambini costretti da sempre a vivere come bestie.

Questo comportamento da occupante ha portato nel corso dei decenni all'esasperazione il popolo palestinese, li ha portati a creare figure come i kamikaze, e ha spostato un popolo fondamentalmente  laico verso il cosiddetto "fondamentalismo religioso" di Hamas e simili, creature un tempo appoggiate dagli u$a e dalla stessa israele (come del resto Al qaeda di Osama Bin Laden era appoggiato dagli u$a contro l URSS) che adesso invece sono diventate il nemico numero uno da combattere e da annientare, attraverso una operazione il cui solo nome, Piombo Fuso, fa venire i brividi.
Combattere in una delle zone più densamente abitate del mondo una guerra come quella che sta combattendo israele vuol dire fregarsene della popolazione civile, fregarsene di opprimere ancora di più un popolo fiero come il popolo palestinese, e nn avere l'accortezza che cose del genere nn faranno altro che creare altri Hamas, altri kamikaze e tanta tanta altra violenza, perché da che mondo è mondo, più opprimi e più l'oppresso si ribella, e questo nn fa altro che alimentare la spirale di violenza che da oltre 50 anni si abbatte inesorabile su quella povera parte di mondo.
Proprio questa oppressione e la mancanza di lavoro cibo e servizi di base ha portato e porterà sempre di più il popolo palestinese ad appoggiare Hamas e le altre organizzazioni religiose che, grazie all'appoggio finanziario di paesi esterni,  riescono a dare alla popolazione scuole, ospedali e  quella protezione che L'ANP nn riesce a più a dare, oltre ad un minimo di speranza che un giorno qualcosa possa cambiare.

Purtroppo i governanti israeliani stanno guardando solo alle prossime elezioni politiche e non alle conseguenze che tutto questo può portare...uccidere bambini, donne, civili e semplici poliziotti addetti alla gestione del traffico, bombardare scuole, ospedali, ambulanze e moschee nn può fare altro che aumentare il sentimento anti-israeliano nel mondo. E qui purtroppo torniamo sempre alla differenza tra antiisraeliano /antisionista e antisemita...... ma ora come non mai, quello che loro stanno compiendo su Gaza e sui palestinesi è simile a ciò che il popolo ebraico ha dovuto subire durante l'ultima grande guerra. nn vedo differenza tra i crimini nazisti e i crimini sionisti, lasciare feriti per le strade negando l'autorizzazione alle ambulane di andare a recuperarli e lasciarli così morire, oppure bombardare scuole ONU piene di civili inermi o non fare transitare aiuti per la popolazione esausta dopo 2 anni di duro embargo e 2 settimane di bombardamenti mi sembra sia altrettanto grave, per non parlare degli arresti random o delle uccisioni mirate o della situazione di città come Hebron nella West Bank dove gli abitanti son costretti ad abitare in gabbie per ripararsi dai coloni cecchini che oltre a sparare bersagliano chiunque passi davanti ai loro occhi con tutto ciò che trovano ,dai sassi agli escrementi.....  e questo è il popolo che ha subito la più grande tragedia che la storia ricordi...... ma non per questo cerca di migliorare le cose, ma anzi, fa agli altri ciò che gli altri gli hanno fatto.

sabato, 01 marzo 2008


GAZA
- Almeno 43 palestinesi morti e oltre 100 feriti nei combattimenti in corso da questa mattina con le forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza. Una situazione che ha indotto il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen a minacciare la sospensione dei negoziati di pace.

L'elenco dei morti comprende anche sette bambini e tre donne. Tra loro una madre che stava preparando la colazione ai figli, una ragazza di 12 anni e suo fratello di 11 colpiti dalle raffiche mentre dormivano dentro casa. Caccia israeliani hanno centrato con una bomba un'abitazione nella città di Gaza: i mezzi di soccorso giunti sul posto hanno finora estratto dalle macerie 3 morti. Nel parziale crollo della costruzione sarebbero rimasti feriti anche alcuni bambini. Si tratta del bilancio più pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia, avvenuto nell'estate del 2005. Le vittime sono state 78 negli ultimi quattro giorni.

(Fonte: repubblica.it)

http://it.youtube.com/watch?v=duwsH-gAmuM

Perche se ne muore 1 da una parte è TERRORISMO,
ma se ne muoiono tanti dall'altra è solo per DIFESA....

Palestina Libera!!!
giovedì, 22 novembre 2007

In questi giorni gira in tv una pubblicità che invita le persone a smettere di fumare.
E' una iniziativa ideata da Pfizer (sponsor principale della campagna) in collaborazione con la LILT, la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori...

su youtube è reperibile il filmato: copiate e incollate nella riga degli indirizzi di internet explorer questo indirizzo web: http://it.youtube.com/watch?v=VtbDAu1SSt8

Ieri sera, in seconda serata su Rai Tre, ho visto un programma che parlava delle "Cavie umane".
Leggete un pò di cosa si tratta.

Che vogliano sperimentare nel terzo mondo (o anche da noi magari...) qualche farmaco antitumorale? ...

tratto da: www.dica33.it

Cavie minorenni

I fatti risalgono al 1996: in Nigeria infuria un’epidemia di meningite da oltre 15000 morti, bambini in particolare. La Pfizer decide di inviare un team di esperti in un ospedale da campo della città. L’intento è di sperimentare un nuovo farmaco su 200 bambini. Un intento nobile, se non che per effetto del farmaco, almeno stando alle rivendicazioni del governo nigeriano, muoiono undici bambini. E altri bambini sottoposti alla cura riportano danni all’udito, alla vista e alle attività cerebrali. Un accusa dalla quale Pfizer si difende con energia. Il British Medical Journal riporta gli estremi del contenzioso per il quale è appena iniziato il processo intentato dal governo nigeriano contro la casa farmaceutica.

L’accusa nigeriana
L’accusa è pesante. E arriva dopo un triplice tentativo delle famiglie dei bambini di perseguire Pfizer presso una corte statunitense. Un tentativo fallito in virtù del riuscito tentativo della multinazionale di considerare le corti statunitensi un luogo non appropriato. L’azienda sarebbe responsabile di aver avuto un ruolo sia nelle morti che nelle disabilità provocate nei bambini. La richiesta monetaria è esorbitante: 7 miliardi di dollari. A reggere l’accusa l’ipotesi che il farmaco testato, trovafloxacina (Trovan) sia stato responsabile delle morti e dei danni provocati nei piccoli e altrettanto danno avrebbe fatto un altro farmaco, il ceftriaxone, utilizzato come farmaco comparativo. Le famiglie aggiungono che la compagnia farmaceutica ha mancato nel comunicare che i loro figli erano stati arruolati in un trial e che nello stesso ospedale l’organizzazione Medici senza frontiere stava curando i piccoli pazienti con antibiotici regolamentari. Al danno si è aggiunta la beffa. La risposta dell’azienda non si è fatta attendere e sottolinea come lo studio clinico sul farmaco sia stato condotto con la piena conoscenza da parte del governo nigeriano e secondo il diritto internazionale. Qualsiasi asserzione contraria contenuta nell’accusa, insiste l’azienda, è destituita di ogni fondamento, non aveva valore allora e non ne ha adesso. In più Si sostiene di aver usato bassi dosaggi dell’altro farmaco, il ceftriaxone. E l’Fda? L’ente governativo statunitense non ha risposto alle domande del Bmj. E’ un fatto però che la trovafloxacina non è mai stata approvata per il trattamento della meningite. Esiste un warning Fda del 1999 nel quale l’uso del farmaco è collegato a tossicità epatica e a mortalità.

Il colosso farmaceutico ha ovviamente respinto tutte le accuse, sostenendo che il medicinale “ha salvato molte vite” e di aver agito esclusivamente nell’interesse dei bambini. Inoltre, la Pfizer si difende sostenendo che non si può affermare con certezza che la trovafexocina, il principio attivo del Trovan, sia stato l’effettiva causa delle morti e delle gravissime menomazioni. Ma a smentirli c’è un preciso documento della  Food and drug administration del 1999, secondo cui l’uso del Trovan non è mai stato approvato per il trattamento della meningite in quanto “legato a tossicità epatica e mortalità“. L’elenco delle controindicazioni è tale che appare evidente perchè quel farmaco non sarebbe mai dovuto essere somministrata a 200 poveri innocenti.

(questo pezzo in corsivo è preso da: http://salpetti.wordpress.com)

Non è l’unica
L’accusa del governo nigeriano rientra nel quadro di una reazione violenta contro le multinazionali farmaceutiche, cui può essere ricondotto un altro caso recente. Il caso è quello che ha visto protagonista la Sun Pharmaceuticals Industries di Bombay. L’azienda, in India, ha tranquillamente bypassato gli enti di controllo affidando la sperimentazione del farmaco letrozolo a medici privati. Il fatto è che si tratta di un farmaco per il tumore al seno, provato come trattamento antisterilità su 400 donne in una clinica nascosta. L’industria farmaceutica ha poi usato i risultati per promuovere il medicinale per quest’uso inappropriato. E dietro il brevetto del farmaco c’è la Novartis, anche se non ci sono prove che la multinazionale sia coinvolta nella sperimentazione illegale. Come a dire che il problema non riguarda solo Pfizer, ma i rischi di una cultura diffusa che, come sottolineato dall’avvocato dell’accusa, “si prende vantaggio delle popolazioni del terzo mondo, per ragioni di profitto”. Un fatto inaccettabile che oltretutto spinge le popolazioni di queste aree a diffidare anche degli interventi realmente efficaci. Pfizer è il suo esercito di avvocati potrebbero anche vincere la causa, ma il problema rimane. Come conciliare la sperimentazione di nuovi farmaci in paesi meno sviluppati con il rispetto dei diritti elementari delle persone?